Chiaramonti, il portale delle vostre idee

Il libero spazio per le vostre opinioni

Sagra dell’agnello, venerdì 12 agosto 2011 a Chiaramonti

Scritto da carlo moretti

Vita quotidiana e morte a Chiaramonti nell’Ottocento. Conclusione del lungo inventario del vicecurato Baingio Cabresu le cui parti sono apparse su questo sito a partire dal 13 aprile 2010. A cura di Angelino Tedde

Scritto da angelino tedde

Premessa:

Per dare l’opportunità ai lettori di riprendere il filo del discorso inseriamo la conclusione del pezzo pubblicato il 31 maggio 2011 e proseguiamo finalmente con l’ultima parte di questo interminabile inventario che, data la memoria ad alternanza della sorella, rischiava di non finire mai e, a quanto si dice nella conclusione, non sappiamo di quante altre cose si sia poi ricordata l’usufruttuaria dei beni del vicecurato che certo non ha praticato la povertà evangelica del curato Satta, fornito di beni più compatibili con la vocazione sacerdotale.

Inutile parlare della fatica di capire il manoscritto giacente tra i libri del Notaio Satta nell’archivio di Stato di Sassari e degl’innumerevoli lotti presenti nelle stanze della casa del vicecurato, degli atti, e dell’archivio mnemonico debitorio della sorella Francesca. Siamo arrivati, grazie a Dio, alla conclusione anche se, nell’inverno scorso le condizioni di salute sono state precarie al punto che rischiavamo di abbandonare per sempre l’inventario, ritenuto “maledetto” perché con la trascrizione di esso, con nostro grande dolore di cristiano, ma con la verità legata ai documenti, abbiamo messo in luce l’affarismo smodato di questo ecclesiastico che sia pure con incredibile confusione tra compravendite, debiti e cause legali deve aver passato la vita ad accumulare beni, forse, più che a darsi all’apostolato tra i chiaramontesi. Che Iddio, nella sua grande misericordia, lo abbia perdonato e che perdoni anche noi che gli “abbiamo letto la vita” e resa pubblica la sua ricchezza (i suoi debiti e le sue liti) a 178 anni dalla sua morte (1833-2011). Noi non l’abbiamo fatto con l’intento di gettargli fango addosso, come si usa fare oggi dai quotidiani e periodici, da piccoli e grandi blog e dagli altri mass media, ma piuttosto per la passione storica che più invecchiamo e più ci divora.

Vita quotidiana a Chiaramonti:

Leggi tutto »

Le domus de janas di Su Murrone di Salvatore Tola – La Nuova Sardegna del 01.08.2011

Scritto da carlo moretti

Chi cercava una guida dettagliata agli antichi monumenti dell’isola l’ha appena trovata nella collana «La Sardegna. I tesori dell’archeologia» che «La Nuova» sta finendo di pubblicare in questi giorni. Nei dieci volumi che le danno corpo sono descritti infatti non solo i «pezzi» più noti di questa grande collezione a cielo aperto, ma anche altri meno celebrati, o messi in luce di recente.

Come le domus de janas di Su Murrone. Sono in territorio di Chiaramonti, ma per vederle non è necessario arrivare al paese.  Al chilometro 19 della Sassari-Tempio si apre la deviazione per Su Bullone. Si percorre un chilometro e mezzo di una stradella sino a quando, in una leggera discesa, si divide in due per poi ricongiungersi a fondo valle: nell’area al centro si trova la necropoli, che è stata scavata alla fine degli anni Novanta.  In origine c’era un banco di trachite in leggero pendio, cosa che gli scalpellini hanno dovuto scavare dei corridoi per poter disporre di una parete frontale nella quale aprire l’ingresso, e procedere poi allo scavo dei vani interni. L’esame dei reperti ha dimostrato che le sepolture sono state inaugurate nel corso del Neolitico recente, che va dal 3300 al 2500 avanti Cristo, e riutilizzate poi a più riprese, nelle Età del Rame e del Bronzo antico, sino all’epoca romana.

Le tombe messe in luce sono tre, tutte del tipo «centripeto», ossia con una camera principale sulla quale si aprono gli accessi alle sepolture singole. La più grande è quella detta «Tomba I». Si riconosce perchè a fianco del portello d’ingresso è scavata una nicchia, come per custodire una piccola statua. L’entrata è ristretta, ma vale la pena di compiere le manovre necessarie per vedere il soffitto del vano maggiore: riproduce infatti il tetto di un’abitazione dei vivi, con la trave centrale e tutte le travi minori laterali.

Sabato 09 Luglio: Sagra della ricotta 2011

Scritto da carlo moretti

Sabato prossimo a Chiaramonti, nella larga piana di Codina Rasa si svolgerà una delle ormai tradizionali sagre promossa dalla Pro Loco per presentare i prodotti della nostra terra e della principale economia che ancora resiste, anche se a stento, nel territorio del nostro paese: la Sagra della ricotta.

Parlare solo di ricotta per quanto saporita, sembrerebbe diminutivo nei confronti di tutti i prodotti latteo-caseari più pregiati, come il formaggio le perette ect., ma dobbiamo ricordare che in periodi più floridi per l’economia interna di Chiaramonti, tre caseifici si occupavano della lavorazione di quasi tutto il latte munto nei nostri ovili e i prodotti finali venivano perfino esportati in altri continenti.

Altri tempi, ci siamo fermati a riflettere sperando in una futura ripresa che però non è mai arrivata.

Il programma di sabato prossimo prevede l’apertura dei vari stands alle ore 17:00, dove oltre i vari prodotti caseari o dell’agricoltura, sarà possibile osservare la creatività nel plasmare vari materiali frutto della natura come ad esempio il sughero o ferro e rame lavorato da abili mani.

Seguirà alle ore 18:00 una dimostrazione che spiegherà ai presenti la lavorazione del latte a partire dalla mungitura fino alla preparazione della ricotta e dei vari alimenti a base di questo gustoso latticino.

Alle ore 20:00 tutti a tavola per la degustazione di vari piatti a base di ricotta. Durante la manifestazione, si potrà godere dell’esibizione dei “TURPHOS” DI OROTELLI con musica etnica e balli tradizionali

Naturalmente dopo aver mangiato, tutti potranno ascoltare o ballare, almeno i più virtuosi, dopo le ore 21:30 con la musica dal vivo.

A nome della Pro Loco vi auguriamo buon divertimento!

Vita e morte a Chiaramonti nell’Ottocento. Prosegue la lettura dell’inventario dell’agiato vice vicario Gavino Cabresu Falchi, vissuto tra la fine del Settecento e morto nel 1834 a cura di Angelino Tedde

Scritto da angelino tedde

Dopo un lungo periodo d’interruzione, forse preso dalla stanchezza di trascrivere per i visitatori di Tzaramonte un inventario assai sostanzioso di un ecclesiastico che si è dato da fare, facendo anche da procuratore ad una doviziosa Signora di Chiaramonti, e che si suppone seppellito in Monte ‘e Cheja in una delle quattro tombe della prima cappella a destra, entrando nell’aula della chiesa diroccata, riprendo la lettura su cui gli storici della tradizione e gli antropologi culturali e gli stessi storici dell’economia potrebbero trovare tanto da dire e da commentare.

Io, trascinato per amore del mio paese, un po’ fuori del mio settore, che è quello della storia dell’istruzione e delle istituzioni educative, ora non vedo l’ora di concludere per continuare a pubblicare i regesti degli altri atti dell’Ottocento (1827-1866).

E’ indubbio che sia dai beni mobili che dai beni immobili possiamo dedurre l’agiatezza di questo vice vicario che lascia usufruttuaria di tutto la sorella Francesca ed eredi le nipoti figli di un fratello.

Negli articoli precedenti abbiamo rilevato i lotti esistenti nelle altre camere dell’abitazione del vice vicario, ora ci soffermiamo sui lotti esistenti nella cucina comprendenti utensili e provviste, inoltre sulla consistenza del bestiame e sui beni immobili. Per facilitare la lettura abbiamo inserito tra parentesi il numero dei lotti a volte costituiti da un solo oggetto a volte da più oggetti.

Leggi tutto »

Amare Chiaramonti: memoria del passato, conferma di identità – di Anghelu de sa Nièra

Scritto da angelino tedde

Come potrei riconoscere la mia identità se non avessi la memoria del mio passato? Non solo è scritto sull’estratto dell’atto di nascita e sulla carta d’identità, ma nella memoria dell’infanzia quando i miei compagni mi chiamavano col nome e cognome, più spesso col soprannome.  Per dieci anni il mio nome e spesso il mio cognome lo pronunciavano le donne e gli uomini del vicinato, specie se combinavo qualche marachella.

A volte, più che col cognome, m’indicavano come su fizu de Angelinu Tedde, o semplicemente,  fizu de Serefina Pira, dato che nella zona viveva una cugina di mamma, anziana, chiamata Serefina Soddu.

La mia identità veniva data anche dall’indicazione del rione in cui abitavo, sa Niéra, memoria persa di un’antica ghiacciaia oppure ricordo collettivo della neve che in quel pendio esposto a nord di Codinarasa, sostava più che in altre parti del paese; neve, così familiare tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento. Quanti candelotti di ghiaccio strappati alle tegole dei tetti bassi e consumati come gelati!

A ricordarti la tua identità poi, sempre nel vicinato, c’erano i compagni Giovannino e  Ico Biddau, Faricu e  Giovannina Tolis, Margherita e Giovanetta Biddau, i fratelli Pisanu e le sorelle  Ruju-Cossiga, per dire soltanto dei ragazzi e delle ragazze. C’erano poi gli adulti: zia Domenica, zia Leonarda, zia Marietta, zia Nannedda, zia Mariantonia. Non sto a citare gli uomini le cui immagini si sono stagliate nella memoria  cadenzate dall’incedere dei cavalli o degli asinelli che cavalcavano oppure a piedi, ricurvi, con la bisaccia ripiena e con gli arnesi da lavoro sulle spalle.

Infine, c’era la strada, via Garibaldi, e le strade e piazze adiacenti dove si andava a giocare rumorosamente: Caminu ‘e Litu, Piatta ‘e Caserma, Codinarasa   su Mulinu ‘e su Entu.

Queste relazioni con le persone più vicine, con i luoghi presso cui sei vissuto, sono quelle che t’imprimono un marchio indelebile che solo la follia e la perdita totale della memoria possono toglierti.

Potrai vivere nelle lontane Americhe o in Australia, in Belgio o in Germania, in Piemonte o in Lombardia, a Varese o a Busto Arsizio, a Pinerolo o a Torino, a Catania o a Napoli, ma la tua identità non si cancella e con essa la memoria delle tue origini, con tutta la ricchezza delle emozioni  che suscitano.

Leggi tutto »

Internet: moria di rapporti interpersonali o sbocco per i giovani in cerca di un lavoro che stenta ad arrivare?

Scritto da carlo moretti

Nata come applicazione militare e diffusasi poi come strumento di comunicazione tra ricercatori di università statunitensi, Internet è entrata a far parte stabilmente, negli ultimi dieci anni, della nostra esistenza quotidiana.

Un computer, nemmeno particolarmente recente e potente, un modem, per i più sofisticati una webcam, e siamo in contatto con tutto il mondo.

Molti sono scettici circa questo nuovo sistema di comunicazione. Alcuni pensano che Internet, diffusa capillarmente in tutte le famiglie, così come ormai avviene in tutto il mondo occidentale, sia un falso bisogno, indotto dall’industria, generato dai soliti persuasori occulti al fine di vendere un maggior numero di personal computer e di altri aggeggi tecnologici assolutamente inutili.

Altri apocalittici temono che la nuova tecnologia rafforzi la solitudine o l’isolamento dell’uomo contemporaneo, ne assecondi i tratti schizoidi e l’anomia, liberi la psicopatologia più torbida, contribuisca alla diffusione di quella folla solitaria, composta da milioni di atomi senza legami che caratterizza ormai la vita delle metropoli moderne, faciliti i comportamenti criminali e antisociali.

Certamente la Rete non è Utopia o la Città del Sole, non rappresenta la comunità ideale.
I pedo pornografi, i terroristi, i fanatici, i trafficanti di droga e i truffatori di ogni risma trovano certamente nella Rete un supporto tecnologico che rende più efficaci i loro propositi distruttivi.

Nella Rete, in definitiva, si rispecchia la società,. insidiata costantemente dal Male e caratterizzata anche dalla violenza, dalla corruzione e dalla criminalità.

Ma la Rete possiede anche delle interessanti potenzialità progressive, democratiche, liberatorie ed è questo il principale motivo per cui la sua diffusione va incrementandosi in modo capillare in tutto il mondo ed è per tale ragione che i regimi tirannici e totalitari l’avversano, la temono e la censurano.

Internet agisce da moltiplicatore delle informazioni e della conoscenza, dà democraticamente la parola a tutti, favorisce i contatti interpersonali, lo scambio di idee, di merci e di servizi.

Leggi tutto »

Chirca.it - Pagerank BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
SCAMBIO BANNER CHIRCA.IT - SUBITO 1.000 CREDITI IN REGALO