Archivio della categoria ‘Eventi chiaramontesi’
Scritto da carlo moretti
Sarà presto a Roma, mons. Francesco Antonio Soddu, (nato a Chiaramonti nel 1960) per assumere il suo incarico di nuovo direttore della Caritas Italiana, nominato dal Consiglio permanente della Cei. Mons. Soddu, finora direttore della Caritas diocesana di Sassari e parroco della cattedrale del capoluogo sardo, subentra a mons. Vittorio Nozza, che ha diretto la Caritas Italiana dal 2001 ad oggi. 52 anni, mons. Soddu ha compiuto gli studi teologici presso la Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna. “La nomina a direttore della Caritas Italiana – ha confidato – crea in me uno stato di vertigine indescrivibile”. Francesca Sabatinelli lo ha intervistato:
R. – Ho accolto questa notizia con molta meraviglia e la sto vivendo con molta trepidazione. Capisco più che mai lo stato d’animo degli Apostoli, di tutti i profeti, quando sono stati chiamati da Dio. In un primo momento il loro atteggiamento poteva forse sembrare riluttante, ma dinanzi ad una chiamata così grande, tutte le forze e le sicurezze vengono chiaramente a mancare. Davanti alla chiamata autentica di Dio non si può che rispondere: “Eccomi!”. Con questa risposta si vuole dire che si è pieni di fiducia e che il Signore saprà agire attraverso la nostra incapacità ed anche il nostro essere indegni.
D. – Lei dal 2005 è stato direttore della Caritas diocesana di Sassari ed ora riveste quest’importante incarico. Quali sfide sente di dover affrontare arrivando a Roma, alla Caritas italiana?
R. – La prima sfida è verso me stesso, perché ho ancora molto da imparare. Sotto questo punto di vista sono ancora molto spaventato, ma metterò in pratica quello che è il metodo della Caritas, che cercherò di portare avanti e di incarnare nella mia persona: ascoltare, osservare e discernere. Credo che questa sfida possa essere ben superata.
D. – Viene spontaneo pensare al fatto che il suo trasferimento coincida con un periodo non certo facile per l’Italia…
R. – Tutte le stagioni e tutte le epoche sono state particolari per chi le ha vissute. Questo è il nostro tempo. In questo nostro tempo, ed in questo nostro Paese, la Chiesa deve testimoniare sempre il suo amore preferenziale per i poveri, partendo dagli ultimi, rispecchiando la legalità e tutti quelli che sono i capisaldi del messaggio evangelico.
D. – In conclusione, cosa augura a se stesso?
R. – Auguro a me stesso di essere all’altezza di ciò che il Signore, mediante la Chiesa, mi sta affidando. Quasi 27 anni fa – vi faccio questa confidenza – quando diventai sacerdote, nel santino della prima Messa che generalmente si dà, ho fatto stampare la frase della Sacra Scrittura: “Signore, io vengo per fare la tua volontà”. Soltanto in nome della volontà di Dio si affronta tutto ciò che la Chiesa ci affida, con quel grande senso di fiducia che si accompagna a quel sano timore che non deve mai mancare, altrimenti si possono creare un po’ di pasticci.
Radiogiornale vaticano del 28.o1.2012
Scritto da carlo moretti
Il SIFF (Surin International Festival Folclore) è una manifestazione nata nel gennaio 2006 e giunta oramai alla sua settima edizione. Proprio mentre scriviamo si sta svolgendo il festival che quest’anno si terrà dal 15 al 25 gennaio per noi nell’anno 2012 e in Thailandia nel 2555, ben 543 anni più avanti. Se poi consideriamo che il “Songran, il tradizionale Capodanno Thai cade all’incirca tra il 13 el il 15 aprile, è una festa religiosa che segna l’inizio dell’anno buddhista, ci troviamo proprio di fronte ad un altro calendario.
Il calendario Thai segue l’era buddhista pertanto il loro “l’anno domini” (che per noi è quello della nascita di Cristo) corrisponde secondo la tradizione al “Puttha Sakkaràt” ovvero l’anno della morte del Buddha. Secondo altre tradizioni invece all’introduzione della religione buddhista in Thailandia. Comunque il loro “conteggio dell’anno” attuale è di ben 543 anni avanti… quindi il nostro 2000 d.C. corrisponde al 2543 anno thailandese.
I quattro principali obiettivi sono i seguenti: Esibizione dei gruppi partecipanti dalle varie nazioni, Seminario Accademico Internazionale, Sfilata di moda dei paesi partecipanti, Canzoni, discorsi e dichiarazioni di pace per favorire la pace nel mondo
All’evento partecipano circa 200 persone provenienti da India, Italia, Cina, Myanmar, Vietnam, LaoPDR, Cambogia, Indonesia, Filippine, Sri Lanka, Stati Uniti, Israele, e la Tailandia.
L’Università della Surindra Rajabhat, in Provincia di Surin organizza e gestisce molto bene il magnifico e sorprendente Festival.
In questo posto, le delegazioni che provvengono quasi da tutto il mondo, partecipano interagendo fra loro e condividendo tutte le esperienze acquisite nel tempo.
I thailandesi hanno una sola forma di saluto, sawasdee (si pronuncia savasdì) che viene usata in qualsiasi momento del giorno. Nel pronunciare il saluto si usa fare il “vài” che consiste nel congiungere le mani vicino al petto (nei confronti di uguali o inferiori), vicino al mento nei confronti di superiori, e vicino alla fronte nei confronti di alte personalità o al cospetto del Buddha.
Sawasdee quindi, a tutti gli amici thailandesi e al nostro magnifico Gruppo Folk che porta in giro per il mondo il nome del nostro paese Chiaramonti.

Scritto da carlo moretti

Scritto da carlo moretti

La storia del rock italiano nell’unica data in Sardegna.
Grande serata all’insegna della buona musica sabato 23 luglio 2011 a Chiaramonti.
I Diaframma nascono a Firenze nel 1980 per mano di Federico Fiumani, poeta, chitarrista e leader indiscusso del gruppo.
Sono il gruppo più importante della new wave di casa nostra e sin dal loro disco d’esordio “Siberia” (50.000 copie vendute) sono entrati di diritto, insieme ai concittadini Litfiba, nella storia stessa della musica italiana. Il loro impatto con la generazione degli anni ’80 ha lasciato un segno indelebile nel modo di percepire la musica, sia da parte dell’utenza, sia da parte di molti gruppi rock che, senza la loro influenza non sarebbero esistiti e non avrebbero goduto di quel successo che, paradossalmente, agli stessi Diaframma è stato negato. Basti citare l’album “Il Dono”, ovvero il tributo che vari artisti indipendenti italiani hanno fatto ai Diaframma. Tra questi: Marlene Kuntz, Tre Allegri Ragazzi Morti, The Niro, Il genio, Dente, Cristina Donà, Le Luci della Centrale Elettrica e molti altri. Il tributo è stato negato ai Baustelle da parte della loro casa discografica Warner nonostante avessero già inciso il pezzo.
Sono ormai trent’ anni che Federico Fiumani governa con mano ferma la nave Diaframma, in un percorso tortuoso, che conta circa trenta lavori discografici, ma a suo modo lineare, fatto di improvvise modifiche di equipaggio, bruschi cambiamenti di rotta e approdi più o meno azzardati presso i porti di numerose case discografiche, anni che il papà del rock d’autore ha vissuto con grande intensità e tanta coerenza, scandendoli con infiniti concerti nella Penisola e in ogni angolo dell’Europa riempiendo sempre i locali e facendo registrare grande presenza in tutte le piazze .
Tutto in linea con le finalità dell’Associazione “Gruppo XXL Chiaramonti” e l’evento culturale “NOT(t)E D’Autore”, ovvero una serata musicale all’insegna dell’ottima musica e lontano dagli schemi che il mercato commerciale mira ad imporre.
Ebbene sì, è proprio un grande colpo poter ospitare un gruppo che può permettersi di camminare a testa alta, e Federico Fiumani è senz’altro più che meritevole del ruolo di cult-hero assegnatogli dalle vicende artistiche e personali .
Curiosità – I Diaframma sono l’unico gruppo musicale ad avere un vero e proprio gruppo Ultras (Diaframma Ultras) al seguito in ogni concerto. (Si allega la biografia del gruppo).
Ad iniziare la serata sarà la band cagliaritana degli End. che nel gennaio 2010 ha già avuto l’onore di aprire il
concerto degli stessi Diaframma.
Gli End. nascono nell’ottobre del 2008 da un progetto dei fratelli Asunis (Stefano e Gabriele, rispettivamente chitarra e batteria) ed Angelo Argiolas al basso elettrico.
La fonte artistica primaria di ispirazione del combo sono gli 80s. Sin dall’inizio eseguono brani dei maggiori esponenti della scena post-punk e new wave internazionale e nazionale, ma anche di band di spicco indie-wave contemporaneo.
Solo successivamente entrerà nel gruppo Andrea “Pig” Porcu, cantante già conosciuto nell’hinterland cagliaritano.
Nell’estate del 2009 iniziano le prime apparizioni live e i primi lavori in studio.
A Gennaio 2010 aprono per i Diaframma, celebre gruppo della new wave italiana anni 80.
Dopo vari cambi di line-up, subentra nella band Fabio Desogus (Old Sparky) ai synth.
La band attualmente al lavoro per registrare un EP di pezzi inediti, orientati verso un sound indie-new wave moderno, di matrice anni 80.
L’appuntamento è per le 22,00 in piazza Della Costituzione (ingresso gratuito).
Il concerto è organizzato dall’Associazione culturale Gruppo XXL Chiaramonti, in collaborazione con la locale Pro Loco, dell’Associazione culturale Sard Rock Café e della Croce Azzurra di Chiaramonti.
L’evento musicale denominato “NOT(t)E d’Autore” è possibile grazie alle quote dei soci, del patrocinio della Provincia di Sassari, del Comune di Chiaramonti e con il contributo di amici e dei numerosi sponsor, che continuano a sostenere questa iniziativa, registrando anno dopo anno un sempre maggiore seguito e apprezzamento di pubblico.
Per ulteriori informazioni contattare: (e-mail galleurob@tiscali.it)
Roberto Galleu e Patrizio Unali. (320/7267375 – 338/6718205).
I Diaframma oggi sono:
Federico Fiumani (chit-voce), Luca Cantasano (bas), Lorenzo Moretto (bat).
Scritto da carlo moretti
Sabato prossimo a Chiaramonti, nella larga piana di Codina Rasa si svolgerà una delle ormai tradizionali sagre promossa dalla Pro Loco per presentare i prodotti della nostra terra e della principale economia che ancora resiste, anche se a stento, nel territorio del nostro paese: la Sagra della ricotta.

Parlare solo di ricotta per quanto saporita, sembrerebbe diminutivo nei confronti di tutti i prodotti latteo-caseari più pregiati, come il formaggio le perette ect., ma dobbiamo ricordare che in periodi più floridi per l’economia interna di Chiaramonti, tre caseifici si occupavano della lavorazione di quasi tutto il latte munto nei nostri ovili e i prodotti finali venivano perfino esportati in altri continenti.
Altri tempi, ci siamo fermati a riflettere sperando in una futura ripresa che però non è mai arrivata.
Il programma di sabato prossimo prevede l’apertura dei vari stands alle ore 17:00, dove oltre i vari prodotti caseari o dell’agricoltura, sarà possibile osservare la creatività nel plasmare vari materiali frutto della natura come ad esempio il sughero o ferro e rame lavorato da abili mani.
Seguirà alle ore 18:00 una dimostrazione che spiegherà ai presenti la lavorazione del latte a partire dalla mungitura fino alla preparazione della ricotta e dei vari alimenti a base di questo gustoso latticino.
Alle ore 20:00 tutti a tavola per la degustazione di vari piatti a base di ricotta. Durante la manifestazione, si potrà godere dell’esibizione dei “TURPHOS” DI OROTELLI con musica etnica e balli tradizionali
Naturalmente dopo aver mangiato, tutti potranno ascoltare o ballare, almeno i più virtuosi, dopo le ore 21:30 con la musica dal vivo.
A nome della Pro Loco vi auguriamo buon divertimento!
Scritto da carlo moretti

Scritto da carlo moretti
Si è svolta in Chiaramonti, nell’aula del Consiglio comunale, la commemorazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, presente il Sindaco dott. Giancarlo Cossu i consiglieri di maggioranza, la segretaria comunale dott. Spissu, il brigadiere della stazione dei Carabinieri, il dirigente scolastico prof. Gianni Marras con una cinquantina di studenti delle scuole medie e le loro professoresse di Lettere e di Matematica. Invitato per il discorso commemorativo il prof. Angelino Tedde. Presenti anche un modesto numero di cittadini.
Nel corso della manifestazione celebrativa del grande avvenimento storico sono stati protagonisti gli studenti che in numero considerevole hanno espresso i loro pareri, le loro impressioni, i loro punti di vista sull’avvenimento. Per tanti versi hanno rispecchiato le varie posizioni sull’evento: alcune di plauso, altre critiche, altre entusiastiche. Nel complesso hanno rispecchiato la posizione degli storici che si dividono nella ricostruzione dell’Unità, mirando alcuni ad applaudire per la raggiunta meta, altri a criticarne le modalità, altre a mettere in rilievo il divario tra Nord e Sud. Per i loro interventi c’è da dire che era giusto dare a loro uno spazio così rilevante, considerando che saranno essi il futuro dell’Italia.
La commemorazione ha avuto inizio però con un breve, ma sostanzioso discorso del sindaco che, pur rilevando le contraddizioni del metodo con cui è stata raggiunta l’Unità d’Italia, ne ha però messo in evidenza i vantaggi, collegandola anche al concerto dell’Unione Europea, specie riguardo all’economia e alla pace tra loro.
Ha preso la parola anche il prof. Gianni Marras, che pur rimarcando le luci e le ombre del Risorgimento, ha rilevato la crescita democratica della Nazione e la sua posizione di protagonista all’interno dell’Unione Europea. Gl’Italiani c’erano già da secoli, ma occorreva unificarli.
Infine ha preso la parola lo scrivente che, dopo aver sottolineato che la fede cattolica, la lingua e la letteratura hanno da secoli unito tutti gl’italiani, mancava che liberi dalle potenze straniere e dalla divisione, si riunissero sotto una sola bandiera e, grazie soprattutto ai padri della patria: Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Cavour e Vittorio Emanuele, che pur così diversi nelle personalità e nei ruoli svolti hanno raggiunto l’obiettivo di rendere l’Italia una nazione nell’ambito delle nazioni europee. I giovani debbono guardare a loro, pensando agli obiettivi di vita che intendono raggiungere, non scoraggiarsi mai, e lottare senza tregua e con coraggio per la loro realizzazione umana e civile sia che vogliano proseguire gli studi sia che vogliano dedicarsi ad altri ideali come fece Garibaldi che più che gli studi predilesse l’amore per la libertà dall’oppressione in tutto il mondo.
La commemorazione si è conclusa con la consegna della bandiera italiana, di quella sarda e di quella europea a tre studenti della scuola, perché le issino nell’edificio a significare l’Unità d’Italia, il contributo dato dalla Sardegna per essa, il concerto dell’Italia nel contesto dell’Unione Europea.
Col conto corale di “Fratelli d’Italia” si è conclusa la fausta ricorrenza.