Chiaramonti, il portale delle vostre idee

Il libero spazio per le vostre opinioni

Archivio della categoria ‘Utilità comune’

Società e affari di nobili, chierici e borghesi in Anglona negli anni 1829-1831. A cura di Angelino Tedde.

Scritto da angelino tedde

Atti rogati dal notaio  Giovanni Maria Satta in Chiaramonti vol. 11. Busta 1. H 55  giacenti presso l’Archivio di Stato di Sassari (ASS).

Dato l’esiguo numero degli atti, stipulati anno per anno, ho ritenuto opportuno esaminare i regesti di tutti i 26 atti di un triennio, raccolti nel secondo volume degli atti del notaio sopra menzionato.

I protagonisti delle compravendite, testamenti e inventari sono Brundu Seu Francesca (2), Budroni Francesco, Busellu Antonio, sacerdote di Martis (4), Bosinco Carlo, sacerdote di Martis, Cabresu Baingio, vice parroco di Chiaramonti (2),Caccioni Matteo Satta, cavaliere (2), Camerini Angela Nella , nobildonna, Canu Giommaria Matteo, Canu Pietro, Carboni Delogu Salvatore, notaio di Sassari (3) Carta Manca Francesco, carmelitano, priore del convento di Chiaramonti; Casu Giuseppe  di Martis (2), Cossu Giommaria, Cossu Leonardo, sacerdote, (2) Cossu Salvatore Leonardo, Dellabella Anna (2), Deriu Antonio Giuseppe, impresario di Sassari,  Elia Baingio, negoziante, Falchi Cristoforo, baccelliere in leggi (2), Lavagino Giommaria di Castelsardo, Leggieri Pietrina, Madau Demuru Antonio, Manca Pietro, sacerdote beneficiato di Nulvi, Marras Giovanni,  Masala Salvatore, sacerdote ex carmelitano originario di Bosa, ma residente a Chiaramonti (3),  Masino Antonio, sacerdote di Castelsardo, Mudore Giovanni Matteo, falegname (2), Mudore Matteo, Mundula Sale Domenico Antonio di Sassari.

Leggi tutto »

Visita Pastorale del nostro Arcivescovo S.E. Mons. Paolo Atzei dal 7 al 14 marzo 2010.

Scritto da carlo moretti

In questi giorni riceviamo nelle nostre case, il calendario degli incontri e una lettera di invito del Parroco ai Parrocchiani che prepara la Visita Pastorale di S.E. Mons. Paolo Atzei nella Parrocchia di Chiaramonti. Nella lettera, il nostro Parrocco Don Virgilio Businco invita tutti a vivere questa settimana di grazia offerta dalle celebrazioni Eucaristiche e dalla presenza del nostro Arcivescovo in mezzo  al popolo chiaramontese.

Esorta quanti invitati e facenti parte dell’Amministrazione Comunale, dei gruppi Parrocchiali, gruppi laici e  varie associazioni, a partecipare numerosi alle iniziative che saranno proposte durante gli incontri proposti nel calendario settimanale che di seguito pubblichiamo.

Per dovere storico, riportiamo in coda, la cronaca redatta da Don Pietro Desole a riguardo dell’ultima Visita Pastorale di S.E. Mons. Salvatore Isgrò nel marzo del 2002.

7 marzo Domenica

ore 10,30 Ingresso solenne e inizio della Visita Pastorale

ore 12:00 Incontro con l’Amministrazione Comunale, Comando dei Carabinieri, Compagnia Barracellare.

Leggi tutto »

Affari, testamenti e inventari a Chiaramonti nel 1828.

Scritto da angelino tedde

Protagonisti: Pietro Canu e il prete Bachisio Usai.

Premessa

Abbiamo illustrato, utilizzando unicamente i regesti e qualche atto, vita quotidiana e morte a Chiaramonti negli anni 1826 e 1827. In sintesi ci siamo serviti di atti di compravendita di terreni, case e animali (e di qualche capanna), acquisizioni di censi, trasferimenti degli stessi, redazione di testamenti di chiaramontesi o dei dintorni, che poi, come vedremo, non sempre moriranno dopo aver testato, ma che continueranno  a vivere ancora per qualche anno.

Abbiamo conosciuto anche i protagonisti vincenti, in questo caso supponiamo gli acquirenti, e quelli perdenti, coloro che sono costretti a vendere, perché forse si erano indebitati con l’acquirente o forse perché avevano bisogno di liquidità per combinare altri affari. Abbiamo osservato anche con quali modalità  si doveva redigere il testamento, cioè con una triplice preoccupazione: la salvezza dell’anima, la sepoltura del corpo, la destinazione dei beni. La disposizione  sul luogo della sepoltura che poteva effettuarsi presso il cimitero della chiesa parrocchiale di San Matteo al Monte oppure sotto il pavimento negli oratori urbani di Santa Croce e della Vergine del Rosario o presso la Chiesa del Carmine attigua al Convento dei frati carmelitani, allora isolata dal centro abitato. Le salme, presumibilmente in una semplice bara di legno, venivano sistemate attraverso una scalinata nella cripta della chiesa, sotto il presbiterio o sotto qualche cappella laterale come nella chiesa del Carmine. Le diagnosi di morte non sono indicate negli atti, ma la tradizione parla di colpi apoplettici  (ictus), di mal sottile (tubercolosi), di malattie gastro-intestinali, di arresti cardiaci e, per chi subiva degl’interventi chirurgici, di setticemia. C’era poi chi moriva d’incidente: incornate di tori, punture di vedova nera, cadute da cavallo, precipitando da alberi o da picchi rocciosi alla ricerca di qualche capra o altro animale da allevamento. Infine, vi erano casi  di morte violenta: omicidi, suicidi, incidenti di caccia.

Cenni sul contesto storico europeo e italiano nel 1828:

Leggi tutto »

Stamane Chiaramonti si è svegliato così:

Scritto da carlo moretti

Per ingrandire l’immagine cliccateci sopra.

Carnevale Chiaramontese 2010.

Scritto da carlo moretti

Riparte domani l’ormai tradizionale carnevale chiaramontese, con la favata  offerta dall’Associazione Pro Loco di Chiaramonti nei locali della ex scuola media a Cudinarasa. Seguiranno successivamente, come potrete consultare dall’immagine allegata all’articolo (per chi volesse potrà ingrandirla cliccandoci sopra), altre tre giornate di divertimento assicurato, come il ballo mascherato dei bambini sabato 13 febbraio e le sfilate dei carri allegorici domenica 14 e martedì 16 febbraio.

Buon divertimento a tutti!!

La morte apparecchiata a Chiaramonti nell’Ottocento (IV) (1827)

Scritto da angelino tedde

Non abbiamo sotto gli occhi tutti  i testamenti rogati a Chiaramonti nell’Ottocento, perché da quanto sta emergendo dalla loro lettura, sicuramente il testamento poteva essere consegnato, non solo al notaio del luogo di residenza, ma anche ad altro notaio e così per gli atti di compravendita e di altro tipo. In caso di malattia di questo e di un supplente notaio, come abbiamo già visto, poteva accogliere il testamento, nel rispetto dello stesso schema misto religioso e civile ad un tempo, lo stesso vicario parrocchiale.

Tutti i sudditi di Sua Maestà non potevano essere se non credenti per cui non si facevano problemi. L’alleanza fra il Trono e l’Altare funzionava talmente in sintonia che all’ora della Messa Grande o Alta, la domenica venivano chiuse, per ordine del Re, le stesse bettole. Chi poi non si recava a compiere il precetto domenicale veniva segnalato nel Registro dello Stato delle anime come inadempiente.

Per i ragazzi delle scuole normali e per gli stessi precettori benché religiosi vigevano gli obblighi mensili della Confessione e il conseguente accostamento alla Comunione e negli stessi giorni di scuola c’era l’obbligo della presenza alla Santa Messa. In genere si facevano due ore e mezzo di lezione la mattina e altrettanto il pomeriggio. Alla fine delle lezioni il precettore aveva l’ordine di far recitare l’Ufficio della Beata Vergine Maria.

Per non parlare dell’insegnamento della Dottrina Cristiana. Per coloro che non frequentavano la scuola c’era il parroco o uno dei suoi coadiutori o come a Ploaghe le Maestre della Dottrina Cristiana per il catechismo ai fanciulli.

A Chiaramonti i preti non mancavano, oltre al vicario parrocchiale Satta e al suo vice Cabresu,  in paese erano presenti i sacerdoti Matteo Caccioni, Pietro Vincenzo Tedde, Bachisio Usai, l’ex presbitero carmelitano, oriundo bosano, Salvatore Masala,  i tre carmelitani del Convento del Carmine. Per i chiaramontesi i curatori delle loro anime erano numerosi. Del resto come abbiamo visto, solo nel centro abitato c’erano due oratori (Santa Croce e Rosario) senza contare le chiese campestri di Santa Maria de Aidos, di Santa Maria Maddalena presso Orria Pitzinna e di Santa Giusta.

Leggi tutto »

Vita quotidiana e morte apparecchiata a Chiaramonti nell’Ottocento (1827)

Scritto da angelino tedde

Premessa

Nel 1827, nella Comune di  Chiaramonti, come in tutti gli altri quasi 300 villaggi della Sardegna, la vita si svolgeva soprattutto intorno al campanile di San Matteo al Monte verso cui le strade principali del paese tendevano a convergere, quali i carruggi, chiamati con vario nome: carruzzu longu, carruzzu ‘e ballas, carrela longa, piatta, carrela de su putu. Qualche sentiero campestre convergeva verso il Cunventu de sos Padres de su Carmine, detto appunto  Caminu de Cunventu; altro carruggio saliva al contrario  verso s’Oratoriu de su Rosariu, mentre dalla Piatta si scendeva verso s’Oratoriu de Santa Rughe e quindi a s’istradone che pericolosamente, a forma di serpente, da sa Rughe costeggiava la vasta e profonda conca, o depressione, di Putugonzu fino agli spuntoni di roccia alla periferia dell’allora centro abitato e poi proseguiva pericolosamente come sterrata lungo il pendio del monte per confluire nella sterrata prediale per Martis, passando per Erva Nana.

A sa Niera si stagliava superba, rispetto alle poche case basse adiacenti,  quella che era stata il palazzo della nobile e grande possidente, mezzo chiaramontese e mezzo nulvese, donna Lucia Delitala Tedde,  passato nelle mani agli oriundi ozieresi nobili Grixoni. Più a valle, a non molti metri di distanza dal palazzo Grixoni,  si stagliava il palazzo dei possidenti Migaleddu che più tardi, con l’alleanza matrimoniale con un maresciallo dei carabinieri toscano, costituiranno la fortuna dei Rottigni, promotori come si sa della modernizzazione del villaggio tra Otto e Novecento. I beni di donna Lucia, valutati in 10 mila scudi, nel 1760 (probabile anno della sua morte violenta) erano stati devoluti, secondo testamento, dalla nobildonna, grazie all’assistenza spirituale di un gesuita, dopo l’esilio a Villafranca di Piemonte, al collegio gesuitico di Ozieri.  I resti del patrimonio, dopo la soppressione della Compagnia di Gesù nel 1773, amministrati da una commissione apposita ozierese, che li dissiperà, giungeranno alla mensa vescovile  di Sassari e successivamente, questi Lo stemma dei Delitala-Pes nella chiesa parrocchiale di Nulvi (Foto di Gianfranco Serafino, Tempio)resti dei resti, verranno devoluti alla costruzione dell’attuale Chiesa di San Matteo  e della Santa Croce nell’area di sedime dell’abbattuto omonimo oratorio.

E probabile che sempre da Ozieri, all’epoca, fossero già insediati in paese, i Madau, quella che dalla seconda metà dell’Ottocento diverrà la più locupleta famiglia del villaggio, grazie all’apparentamento con i doviziosi Ruiu come documenterà il più ricco testamento dell’intero Ottocento tra gli atti rogati a Chiaramonti.

Nell’anno di cui esaminiamo gli atti vediamo agitarsi negli affari i Falchi e un certo Pietro Canu, benché in prima fila siano sempre membri del clero, seconda classe sociale privilegiata dopo in nobili, ma prima per dignità e per influenza carismatica sulle singole famiglie il cui ciclo della vita girava e sostava nella parrocchiale. D’altra parte il vicario e i suoi preti e i religiosi carmelitani coadiutori venivano utilizzati dal governo regio a molteplici funzioni civili che la pletorica assemblea comunicativa e i tre consiglieri col sindaco non erano in grado di svolgere.

Leggi tutto »

Chirca.it - Pagerank BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
SCAMBIO BANNER CHIRCA.IT - SUBITO 1.000 CREDITI IN REGALO
Login