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Archivio della categoria ‘Tributi’

Geordie – Cover di Fabrizio De Andrè con Nathalie Faedda

Scritto da carlo moretti

Si tratta di una ballata anglo-scozzese, resa molto celebre nella versione del 1962 di Joan Baez e tradotta per la prima volta in italiano da De Andrè nel 1966 interpretata in duo con Maureen Rix.
Sulla pagina ( https://it.wikipedia.org/wiki/Geordie ) a essa dedicata, molte interessanti informazioni a riguardo, tra cui si può leggere:

“Geordie è un’antica ballata britannica nata intorno al XVI secolo, numero 209 delle Child Ballads, ed esiste in molte varianti. Versioni di questa ballata infatti fanno parte del repertorio tradizionale dei cantanti folk in Scozia, Inghilterra, Irlanda, Canada e Stati Uniti, ed è tuttora cantata da numerosi artisti e gruppi musicali. La ballata parla del processo dell’eroe eponimo, durante la quale sua moglie supplica per la sua vita.”

Ricordando il poeta degli ultimi ……

Scritto da carlo moretti

Serata di balli e canti in memoria di Barore Marrone, sabato 9 agosto 2014 a Chiaramonti.

Scritto da carlo moretti

Concerto per Mauro – venerdì 26 luglio 2013

Scritto da Amministratore

L’anima lieta di Chiaramonti di Ange de Clermont

Scritto da ange de clermont

Il 18 giugno scorso abbiamo lasciato l’anima mesta di Chiaramonti a meriggiare nel fresco bosco dei frassini tra i due gelsi e La Madonnina.
Pensavo che fosse scomparsa per sempre, perché non si era fatta più sentire. Ieri sera però, vigilia di San Matteo, mentre ascoltavo ai giardini le liriche di Bainzu Truddaju, eccotela avvicinarsi ad un albero capitozzato vicino al quale io ero seduto. Si è stiracchiata come una bella fanciulla che abbia voglia di starnutire, poi si è trasformata in una nebbia sottile, finché non ha preso atto che io l’avevo notata. Allora ha cominciato a rotearmi intorno e poi a pizzicarmi la punta del naso, a farmi volare il cappello, insomma ha cercato di spazientirmi. Le ho chiesto se fosse allegra e mi ha risposto di sì. Le ho chiesto se fosse passata alla presentazione dei brevi racconti di alcune tradizioni popolari nella sala del Consiglio Comunale e ha storto il naso, dicendomi che si poteva fare di meglio e che qualche mio caro amico aveva già scritto sui ramagliettes meglio degl’intervistati! Manca a farlo a posta l’amico è pure anziano. Ho ribattuto che era ingrata che del resto la giovane azzurrina aveva lavorato sodo e aveva fatto tutto da sola. Lei ha proseguito dicendomi: – Non mi convinci e, poi, come si fa a parlare di settimana santa senza citare sas  mattraccas, ne hai parlato anche tu, ma sas mattraccas le hai fatte sentire. – Le ho risposto Leggi tutto »

Medaglia d’Oro al Merito Civile al Finanziere chiaramontese Gavino Tolis scomparso durante l’ultimo conflitto mondiale.

Scritto da carlo moretti

Giovedì 3 febbraio alle ore 11:00 presso la sala consiliare in via Brigata Sassari,  cioè domani, il Comune di Chiaramonti riceverà per mano del Comando provinciale della Guardia di Finanza, la Medaglia d’Oro al Merito Civile del quale è stato insignito uno degli Eroi chiaramontesi della seconda guerra mondiale. È un fatto straordinario che la medaglia venga consegnata al Comune di nascita, in quanto a Chiaramonti non ci sono discendenti diretti del Tolis. Motivo di orgoglio in più, è sapere anche, che nel Corpo della Guardia di Finanza, solo cinque sono stati riconosciuti ufficialmente e uno di questi è proprio Gavino Tolis nostro compaesano.

Per il ricordo della sua memoria e per conoscere meglio il nostro Eroe, pubblichiamo di seguito quanto estratto dal sito istituzionale della GdF.

Ricerche storiche e biografia realizzate dal Capitano Gerardo Severino

Il Finanziere Giovanni Gavino Tolis nacque a Chiaramonti (Sassari) il 4 febbraio 1919, figlio di Francesco e di Maria Piga. Dopo aver conseguito il Diploma di 5^ Elementare, esercitò per alcuni anni il mestiere di agricoltore, finché il 5 dicembre 1938, non ancora ventenne, si arruolò nella Regia Guardia di Finanza.

Dopo aver frequentato il corso allievi finanzieri presso la Scuola Alpina di Predazzo, il 1° giugno 1939 fu assegnato al Circolo di Como, alla Brigata di frontiera di Chiasso Internazionale, operante direttamente in territorio elvetico, uno dei reparti che, dopo l’8 settembre 1943, si distinsero maggiormente sia in favore del movimento resistenziale che di quanti cercavano di fuggire ai tedeschi espatriando clandestinamente in Svizzera.

Il Tolis, oltre a trasportare lettere e messaggi riservati da o per la Svizzera per le organizzazioni partigiane e lo stesso C.L.N.A.I. (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia), favorì soprattutto il materiale espatrio in territorio elvetico dei profughi ebrei e dei perseguitati, che tentavano la fuga dai rastrellamenti tedeschi.

Nell’aprile del 1944, il Fin. Tolis fu posto sotto sorveglianza dal Comando della Polizia Confinaria Germanica, finché, come risulta dai verbali dell’epoca: «Verso le ore 13 del 24 aprile u.s., il TOLIS, in servizio al posto fisso “Dietro Dogana” veniva scorto all’atto di far passare un involtino oltre la rete metallica di confine». I due incaricati della sorveglianza, recatisi sul posto, «trovarono una donna, identificata in seguito per la nominata PANZICA Giuseppina, apparentemente affaccendata nel suo prato attiguo alla rete di protezione». Fu successivamente eseguita una perquisizione domiciliare presso l’abitazione della signora Panzica, giungendo: «[...] al rinvenimento di una lettera indirizzata a tale Oscar Orefice di Lugano (Svizzera), nella quale si accennava a persone di razza ebraica che avrebbero transitato clandestinamente la frontiera».

Nel pomeriggio del 25 aprile 1944, il Comando delle SS di Cernobbio, richiese la consegna, oltre che della valuta e dei documenti sequestrati, anche del Tolis e della Panzica, che il mese dopo furono tradotti presso il Carcere di San Vittore, a Milano.

Il Fin. Tolis, quindi, transitò prima per il Campo di Concentramento di Fossoli, poi per il Lager di Bolzano, venendo, infine, destinato al Campo di Sterminio di Mauthausen, in Austria. La signora Panzica, invece, lasciò Milano il 20 settembre per giungere come ultima destinazione nel famigerato campo di sterminio di Ravensbrück, al quale per fortuna sopravvisse, rientrando in Italia nell’ottobre 1945.

Il venticinquenne finanziere Giovanni Gavino Tolis morì quindi il 28 dicembre 1944 nel campo denominato Mauthausen-Gusen, a causa dei maltrattamenti a cui era stato sottoposto e per le privazioni di ogni genere che aveva subito, e la sua salma venne bruciata nel forno crematorio. Nel febbraio del 1947, presso la Chiesa Parrocchiale di Monte Olimpino (Como), così come riportò il giornale «Il Monitore del Finanziere» del 10 febbraio, a suffragio dell’eroico finanziere si celebrò una messa solenne, nel corso della quale venne evidenziata l’attività di tramite che il Tolis assicurò in favore degli «italiani rifugiati in Svizzera ed i parenti rimasti in angustia nell’Italia occupata dai tedeschi».

Alla memoria dell’eroico finanziere è stata concessa, con D.P.R. in data 17 giugno 2010, la Medaglia d’Oro al Merito Civile con la seguente motivazione:
«Nel corso dell’ultimo conflitto mondiale contribuì alla lotta di liberazione con l’attività di postino delle organizzazioni partigiane e, con eccezionale coraggio, si prodigò in favore dei profughi ebrei e dei perseguitati politici, aiutandoli ad espatriare clandestinamente nella vicina Svizzera. Arrestato dalle autorità tedesche fu infine trasferito in un campo di concentramento austriaco, dove perse la giovane vita. Mirabile esempio di umana solidarietà e di altissima dignità morale, spinte fino all’estremo sacrificio».
1943/1944 – Mauthausen – Gusen (Austria)

Un’amicizia breve ma intensa, accomunata dalla passione per la musica e da un bimbo di quattro anni.

Scritto da carlo moretti

Giovanni Soro mi aveva accennato in una breve e-mail scambiata ai primi di gennaio per gli auguri, della dipartita di un giovane amico, ospite a Chiaramonti con il gruppo di amici thailandesi l’estate scorsa.
Non sapendo con certezza chi fosse, ho preferito non fare alcun riferimento alla cosa, ma ieri mattina quando ho appreso la notizia pubblicata su patatu.it, ho capito, e un certo malumore seguito da un groppo in gola mi ha accompagnato per il resto della giornata.
Avevamo parlato diverse volte anche se con il mio inglese biascicato, dello strumento che quasi sempre lo accompagnava e della musica etnica del quale era molto interessato, proprio per quello avevo fatto alcune copie da donargli di canti e balli sardi tradizionali.
La cosa che però mi aveva colpito maggiormente, fu durante la serata culturale di balli e canti tradizionali organizzata presso il circolo Fly di Giovanni Pileri, mentre parlavamo cercando di intenderci, mio figlio il più piccolo arrivò per chiedermi qualcosa e lui mi chiese subito la sua età, 4 anni, come il suo primogenito. Sarà stata la nostalgia o la lontananza dalla sua famiglia, ma guardava mio figlio come fosse il suo quasi con gli occhi lucidi.
Questo è il mio ricordo di Ravee, e questo il mio modesto tributo alla sua memoria:

Ravee Nantha


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