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Vita e morte nell’Ottocento a Chiaramonti. L’inventario nelle altre stanze del vice vicario Cabresu. A cura di Angelino Tedde.

Scritto da carlo moretti
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I lotti dell’inventario del vice curato della chiesa parrocchiale di San Matteo in Chiaramonti don Baingio Cabresu (1934). II

Nel precedente contributo sull’inventario del vice vicario Cabresu (1800(?) -1834) abbiamo presentato gli oggetti della camera in cui morì. Ora presentiamo l’inventario di altre tre camere: la prima detta sala, la seconda apposentu, la terza camera al di sotto della sala. I lotti delle tre camere sono rispettivamente 13, 10, 19 in totale 42.  I lotti comprendono lenzuola, utensìli, stoffe varie, e arredamento di vario genere, ma non sono assenti i contenitori delle provviste. Bisogna dire che l’uomo, possidente di beni mobili e immobili non si faceva mancare niente così come l’uso esigeva per il clero che aveva il compito di catechizzare, istruire e pregare per la popolazione. Vorrei ricordare i pilastri del vecchio ordinamento: i nobili per combattere, il clero per pregare, e il popolo per lavorare. A noi, passati attraverso le idee della massoneria, dell’anarchia dei nostri emigrati in Panama (e rientrati), attraverso le idee positiviste e successivamente quelle socialiste del materialismo storico, i beni di questo viceparroco ci danno davvero fastidio. D’altra parte non dobbiamo dimenticare che all’epoca anche il Papa era Papa-Re di uno stato della penisola italiana. Né possiamo obliare che, tuttavia, all’epoca vissero nel mondo cattolico molti sacerdoti che preferirono distribuire le loro sostanze ai poveri e principi che rinunciarono ai beni terreni per seguire la via della povertà evangelica. E’ evidente che il nostro viceparroco Cabresu non era nato con la vocazione alla povertà come documenteremo più avanti elencando il bestiame, i terreni e le case di sua proprietà.

Siamo nel 1834, regnava nei 6 stati sardi, Carlo Alberto e specie in Piemonte ogni tanto si davano da fare con rivolte e insurrezioni sparuti gruppi appartenenti alle società segrete allo scopo di sovvertire l’ordine sociale per il raggiungimento di un nuovo ordine di monarchia costituzionale o addirittura di stato repubblicano. La borghesia intellettuale e le teste più calde andavano diffondendo queste idee nonostante il controllo dei tutori dell’ordine costituito. In Sardegna, dopo le chiudente del 1820, l’istituzione delle scuole normali in ogni villaggio del 1823, l’approvazione del codice civile e criminale di Carlo Felice del 1827, il governo regio alleato strettamente alla Chiesa mirava a educare e formare buoni cristiani e buoni sudditi. Le assemblee comunitative, il sindaco con due o tre consiglieri, governavano, si fa per dire, la povertà dei più. In Chiaramonti non mancava due o tre volte l’anno l’eliminazione di persone  scomode ai potenti ad opera di sicari o di qualche pastore o contadino colpito nei pascoli, nel bestiame, o nella tenuta dei confini (sas lacanas). Almeno questo narra la tradizione, per quanto siano necessari studi più approfonditi. Del resto delitti di varia origine avvenivano in Europa e negli stati continentali per tanti versi simili a quelli avvenuti in Sardegna e a Chiaramonti come documenta la carta criminale d’Italia tra Otto e Novecento. Non bisogna credere, secondo un pessimo plebeo costume identitario paesano, che il nostro paese fosse uno dei centri più criminogeni della provincia o della Sardegna, a parte le lotte avvenute tra fazioni politiche e famiglie, per motivi economici (contrabbando di cereali e altro) nel Settecento e terminato con le paci promosse dal piemontese gesuita carismatico Giovanni Battista Vassallo.

L’esame attento dei lotti delle varie camere denotano un certo benessere del nostro viceparroco.

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E’ morto il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga, già cittadino onorario di Chiaramonti dal 2001.

Scritto da carlo moretti
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E’ morto stamane dopo un ricovero durato qualche giorno al Policlinico Gemelli di Roma, il senatore a vita Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica italiana. Cossiga era stato ricoverato proprio nella mattinata del 9 agosto per problemi respiratori e le sue condizioni si erano mantenute stabili sino a stamane, quando dopo lievi miglioramenti per le cure somministrate nei giorni scorsi dai medici del Policlinico, la situazione è precipitata sino ad un collasso cardiocircolatorio.

Ci lascia così a 82 anni da poco compiuti, un cittadino ilustre che in una delle visite al paese dei propri avi nel 2001, ricevette la cittadinanza onoraria per mano dell’allora Sindaco Ezio Schintu, presenti anche il Presidente della Regione Mauro Pili e l’Arcivescovo Turritano Mons. Salvatore Isgrò oltre che a una numerosa schiera di personalità politiche e militari del circondario. Francesco Cossiga ha ricambiato l’onorificenza donando al Comune di Chiaramonti numerosi fregi che lo hanno accompagnato durante il suo mandato al Quirinale e il gonfalone dedicatogli dai Corazzieri a fine mandato.

Non possiamo dimenticare che il bisnonno di Francesco Cossiga fu Bainzu Cossiga “Su poeta cristianu”, e  che anche lo stesso nonno Francesco Maria Cossiga, anch’egli nato a Chiaramonti che in un certo qual modo trovò l’amore nel paese di Siligo dove la famiglia crebbe.

Un saluto all’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, protagonista della vita della nostra Repubblica Democratica, democrazia per la quale si è sempre battuto.

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Un FOLKABESTIALE divertimento quello che ieri sera ha offerto il Gruppo XXL a Chiaramonti.

Scritto da carlo moretti
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Ancora una volta i nostri amici del Gruppo XXL hanno fatto centro.

Ieri sera la musica travolgente e coinvolgente, ha richiamato al divertimento e al ballo anche i più miscredenti che pazientemente sono venuti per sentire un gruppo per lo più sconosciuto agli isolani.

E così la fisarmonica di “PIERO”, la chitarra e voce di “LOLLOMANNA”, l’altra chitarra mancina di “PITONE”, la batteria del “NEGUS” e il basso di “CHECCO”, hanno travolto i presenti un pò con la tarantella pugliese, un pò con le ballate irlandesi, avvicinando sempre di più al bordo-palco tutti quelli che volevano ballare, saltare e cantare con questo formidabile gruppo.

Alla fine il ballo con il ditino ha creato un magnifico cerchio umano anche con tanti bambini presenti, segno che i tempi stanno veramente cambiando e i bambini sono i primi testimoni.

Di lato su un tavolino, in vendita i principali CD prodotti dal gruppo bestiale, dove acquistando un paio di questi, mi chiedevo perchè costano meno della metà rispetto ai dischi di altri gruppi ben più blasonati ed esaltati dalla critica musicale.

Questo però dimostra ampliamente ancora una volta  che il Gruppo XXL, sempre alla ricerca di una musica meno commerciale ha portato nel nostro paese un gruppo di pifferai magici che stavolta sono riusciti a far ballare anche il sottoscritto.

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Nella quarta edizione di NOT(t)E D’Autore 2010, il Gruppo XXL ospita i FOLKABBESTIA

Scritto da carlo moretti
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Non dite che non li conoscete o non li avete ancora sentiti! Perchè allora bisogna recuperare il tempo perso, anche se loro sostengono “Non fare MAI oggi quello che potresti fare domani!”

Frasi di questo tipo sono passate alla storia come: “L’occasione fa l’uomo ragno” e “Sono sempre i milioni che se ne vanno”…

Il gruppo dei FOLKABBESTIA, sono tra i migliori rappresentanti della cultura musicale di Bari.

Perfetto mix di folk (come appunto promette il loro nome), rock, ska e punk. Spaziando dalla Puglia all’Irlanda, dai Balcani alla Bretagna, vi porteranno in giro con un’allegria contagiosa provocata da sonorità originali e testi impregnati di ilarità e sarcasmo senza dimenticare l’impegno sociale, politico e l’amore per la propria terra.

Imperdibili le loro esibizioni live e inevitabili le sfrenate e travolgenti danze che coinvolgono l’intera piazza.

Da citare la loro impresa più famosa! Ebbene sì! Hanno anche realizzato un guiness dei primati cantando per 30 ore consecutive la stessa canzone “Styla Lollo Manna” battendo il precedente “Cara ti amo” di Elio e le Storie Tese.

Noti anche a Nord dello Stivale la loro fama inarrestabile ha raggiunto l’estero: Germania, Francia, Bosnia-Erzegovina.

La loro nascita risale al 1994 ma sono come il formaggio stagionato e col tempo migliorano.

Le vie del folk sono più o meno infinite, si sa, ma perché i gruppi folk di spicco in Italia si rifacciano soprattutto al folk irlandese è un po’ meno chiaro.

Noi sardi abbiamo una cultura folcloristica meno politicizzata, ma questo non significa che il live dei Folkabestia, non sia altrettanto godibile.

Un live raccomandato a chi ama il genere, che documenta la vitalità del gruppo e del suo pubblico durante concerti che sono feste, dove si finisce con il ballare mano nella mano con persone mai viste prima e di gente che ha bisogno di allegria e di sentirsi viva fuori da stanze illuminate al neon dove sgobba molte ore al giorno per pochi soldi.

“Oggi mi sento bene che domani non lavoro”, recitano i Folkabbestia nel Sabato del Villaggio,e deve essere ben strano cantare questo pezzo alle varie feste dell’Unità o dei lavoratori, “e tu bambina mia non stare lì con l’aria triste (…) che di doman non c’è certezza”.

Accidenti, che Lorenzo il Magnifico avesse scritto questa bellissima chiusa in previsione delle nevrosi di tutti i lavoratori precari d’Italia?

Allora cari amici, amanti del genere, ballerini improvvisati e a volte anche un po’ alticci con indosso la felpa scucita del Che, non perdete la speranza e neppure perdetevi questo favolosa serata. Vi appartiene quanto appartiene ai meravigliosi componenti del Gruppo XXL che anche quest’anno ha scelto la buona musica lontana dai soliti canoni commerciali che la rendono inutile e scialba.

La formazione ha subito numerosi cambiamenti, attualmente conta 6 elementi:

LORENZO “LOLLOMANNA” MANNARINI: chitarra e voce
FRANCESCO “CHECCO” FIORE: basso
NICOLA “NEGUS” DE LISO: batteria
FABIO “FOBBIO” LOSITO: violino
PIETRO “PIERO” SANTORO: fisarmonica
SIMONE “PITONE” MARTORANA: chitarra
suona con loro dal vivo: GIORGIO DISTANTE (tromba)

La discografia è rappresentata principalmente da:

BIOGRAFIA COMPLETA (clicca qui)

L’appuntamento è per SABATO 31 LUGLIO 2010 alle ore 22,00 in piazza San Giovanni.

Il concerto è organizzato grazie alle quote dei soci del Gruppo XXL, con il patrocinio della Provincia di Sassari, del Comune di Chiaramonti , in collaborazione con la locale Pro Loco e l’Associazione culturale Sard Rock Café , oltre che con il contributo di amici e dei numerosi sponsor che continuano a credere nel progetto NOT(t)E d’Autore..

BUON FOLKABBESTIALE-DIVERTIMENTO.

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Sabato 10 Luglio: Sagra della ricotta 2010

Scritto da carlo moretti
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Sabato prossimo a Chiaramonti, nella larga piana di Codina Rasa si svolgerà una delle ormai tradizionali sagre promossa dalla Pro Loco per presentare i prodotti della nostra terra e della principale economia che ancora resiste, anche se a stento, nel territorio del nostro paese: la Sagra della ricotta.

Parlare solo di ricotta per quanto saporita, sembrerebbe diminutivo nei confronti di tutti i prodotti latteo-caseari più pregiati, come il formaggio le perette ect., ma dobbiamo ricordare che in periodi più floridi per l’economia interna di Chiaramonti, tre caseifici si occupavano della lavorazione di quasi tutto il latte munto nei nostri ovili e i prodotti finali venivano perfino esportati in altri continenti.

Altri tempi, ci siamo fermati a riflettere sperando in una futura ripresa che però non è mai arrivata.

Il programma di sabato prossimo prevede l’apertura dei vari stands alle ore 17:00, dove oltre i vari prodotti caseari o dell’agricoltura, sarà possibile osservare la creatività nel plasmare vari materiali frutto della natura come ad esempio il sughero o ferro e rame lavorato da abili mani.

Seguirà alle ore 18:00 una dimostrazione che spiegherà ai presenti la lavorazione del latte a partire dalla mungitura fino alla preparazione della ricotta e dei vari alimenti a base di questo gustoso latticino.

Alle ore 20:00 tutti a tavola per la degustazione di vari piatti a base di ricotta. Durante la degustazione si potrà godere di un intrattenimento musicale.

Naturalmente dopo aver mangiato, tutti potranno ascoltare o ballare, almeno i più virtuosi, dopo le ore 21:30 con la musica dal vivo.

A nome della Pro Loco vi auguriamo buon divertimento!

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Chiaramonti ricordato dalle incantevoli note di Yosuke Onuma nel suo ultimo album “JAM KA”

Scritto da carlo moretti
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Non è facile scordare un’artista di questo livello, e quando si parla di Yosuke Onuma la chitarra e il suo cuore suonano una musica sola.

Poco meno di un anno fà, lo ricordiamo ancora immerso in quell’atmosfera magica del nostro antico castello, mentre nell’aria si libera una musica melodiosa che pochi sanno trasmettere con il proprio strumento. Così anche lui si lascia trasportare e ispirare da quell’aria, che in quei giorni ha un profumo diverso anche a Chiaramonti e decide di dedicare un brano solista al paese che in quei giorni ha visto brillare la luna e stelle con la forma di una chiave di violino.

Lo abbiamo conosciuto grazie a Leonarda Scanu che con la collaborazione della Pro Loco il Gruppo XXL e dell’associazione Sard Rock Cafè ha promosso una bellissima serata molto apprezzata da tutti i presenti.

Torniamo però agli ultimi lavori editi dalla Sony International, usciti in Giappone qualche giorno fà. Sono due album, uno s’intitola “THE BEST” e contiene tutti i principali successi dei primi cinque album di Yosuke, mentre l’ultimo, “JAM KA” è un disco completamente nuovo che riporta alla traccia numero 13 il brano solista intolato “Chiaramonti”. Alla fine dell’articolo è possibile ascoltare circa 45 secondi di questa traccia.

L’album JAM KA è stato inciso con una formazione musicale di alto spessore, conosciuti a livello internazionale. Oltre Yosuke Onuma alla chitarra, Jaccques Schwarz-Bart al sassofono, Reggie Washington al basso, Milan Milanovic alle tastiere, Oliver Juste alle percussioni, Stephanie McKay voce solista e Joe Power all’armonica.

Qualche nota biografica:

Yusuke Onuma considerato dalla critica musicale, uno dei migliori chitarristi giapponesi, nasce nel 1974 nella Prefettura giapponese di Akita. Influenzato da suo padre, già a 14 anni si dedica allo studio della chitarra iniziando a esibirsi con il suo trio rock in diversi locali giapponesi. Successivamente un suo amico lo porta a conoscenza della musica di George Benson, Donny Hathaway, Grant Green e altri e Onuma si dedica con passione e diligenza allo studio della chitarra jazz.

Il successo arriva immediatamente, grazie alla sua tecnica solida e al senso musicale innovativo subito in primo piano grazie all’alto livello dei brani originali e delle cover da lui completamente rivisitate.

Nel 2001, l’album di debutto “nu jazz” prodotto dalla prestigiosa casa discografica Sony International. Nel novembre del 2002, il nuovo album “Summer Madness” include oltre ai suoi lavori, altri brani selezionati negli anni di vario genere musicale (pop, rhithm & blues e rock) di artisti noti come Kool & the Gang, Aaliyah, Red Hot Chili Peppers, Prince e Spandau Ballet. L’anno successivo la nuova fatica musicale “Jazz’n’ pop“, è per Onuma un grande successo e l’artista si guadagna la fama internazionale nei generi musicali pop, jazz e rock, e collabora con Masanori Sasaji, uno dei migliori produttori musicali al mondo.

L’uscita dei suoi lavori segna l’inizio della collaborazione con artisti di fama internazionale.

Virtuosista capace di variare dal jazz, al pop al rock, Onuma è considerato tra i più promettenti talenti nipponici; vincitore di vari premi internazionali, come il 3° premio al concorso internazionale  di chitarra jazz nel 1995 e vincitore assoluto del 1° premio alla Gibson Jazz Guitar Contest nel 1996, dal 2004 vive e suona attualmente a New York dove fa gruppo con i notissimi Richard Bona (un genio del basso acclamato come la reincarnazione di  Jaco Pastorius) e Ari Hoenig, famoso batterista raccomandatogli da Bona, con i quali ha registrato il suo nuovo album, “The Three Primari Colours” presso “The Sear Sound Studio”.

E’ possibile ascoltare un’assaggio della traccia numero 13 dell’album JAM KA con il lettore sotto (clicca su leggi tutto), il brano parte automaticamente all’apertura della pagina ma è possibile riascoltarlo premendo il tasto REWIND. Buon ascolto!

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Vita e morte nell’Ottocento a Chiaramonti. L’inventario della stanza di morte del vice vicario. A cura di Angelino Tedde.

Scritto da carlo moretti
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Riprendiamo il mesto itinerario del nostro villaggio ottocentesco, attraverso le opere e i giorni dei nostri trisavoli e bisavoli, osservando il loro ciclo della vita e del tempo, i loro affari, i loro atti di fede di fine vita e le loro ultime volontà che li accomuna nel lasciare tutto agli eredi. Nella tomba non portano niente.

Sono seppelliti presso l’oratorio di Santa Croce nel cuore del paese, nel punto in cui il pendio di Codinarasa (432 circa msm) e quello del Monte di San Matteo (470 circa msm) s’incontrano e si saldano in un abbraccio, oppure sono seppelliti presso San Matteo al Monte o nella chiesa del Carmine o nell’oratorio della Vergine del Rosario. E poi la vita continua con gli eredi che disperderanno inesorabilmente quanto gratuitamente ereditarono oppure vi si attaccheranno sordidamente, per lasciare a loro volta tutti i beni ad altri eredi. Gli abitanti di Chiaramonti nascevano, vivevano per un tempo più o meno lungo e morivano. Il loro ricordo in parte si conserva nelle carte ufficiali o private, in parte si tramanda nella memoria storica dei suoi abitanti, ma poi il tempo tutto consuma e stravolge.

Ho fatto una pausa dall’ultimo contributo, immalinconito dall’esame di tutti gli affari e testamenti e sono andato quasi in crisi nella lettura dell’inventario del vice vicario.

Vi confesso anzi che l’ho sognato, sollevarsi scheletrico, in una cappella della chiesa di San Matteo al Monte e con fare lamentoso mi ha detto:

“Hai già detto troppo di me, non pubblicare l’inventario, daresti solo esca agl’increduli tenaci. Tra i lettori non tutti capirebbero come andavano allora le cose e tu, miserrimo, assai vicino alla morte, tra i tuoi tanti peccati, ti porteresti anche quello di non aver rispettato i morti, lasciandoli riposare in pace!”

Nel sogno ho cominciato a tracciare segni di croce sullo scheletro parlante, mentre gli rispondevo: ” Don Baingio, calmati, dirò che, secondo la leggi dell’antico regime, eravate costretti a fruire di un reddito per diventare preti. E poi oggi che cosa possono dire gli abitanti di Chiaramonti? Tutti posseggono una casa, alcuni ne hanno più d’una, altri hanno vigne e campi e ben 132 hanno pecore e altri animali. E chi non possiede animali ha una pensione o uno stipendio e chi non ha niente mangia a carico dei genitori o dei nonni. Che cosa possono dire di te! Calmati. Requiem aeternam donet tibi domine et lux perpetua luceat tibi. Requiescas in pacem! Amen.”

Lo scrocchiare delle ossa dello scheletro parve calmarsi ed io mi risvegliai rasserenato. Ed eccomi a voi sia pure un po’ intimorito a riprendere il filo interrotto del discorso.

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