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	<title>Chiaramonti, il portale delle vostre idee</title>
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	<description>Il libero spazio per le vostre opinioni</description>
	<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 09:44:09 +0000</pubDate>
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		<title>Vita e morte nell’Ottocento a Chiaramonti. L’inventario nelle altre stanze del vice vicario Cabresu. A cura di Angelino Tedde.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 09:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo moretti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiaramonti dell''800]]></category>

		<category><![CDATA[Cultura e arte]]></category>

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		<category><![CDATA[angelino tedde]]></category>

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		<category><![CDATA[Chiaramonti dell”800]]></category>

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		<category><![CDATA[vice vicario cabresu]]></category>

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		<description><![CDATA[I lotti dell&#8217;inventario del vice curato della chiesa parrocchiale di San Matteo in Chiaramonti don Baingio Cabresu (1934). II
Nel precedente contributo sull&#8217;inventario del vice vicario Cabresu (1800(?) -1834) abbiamo presentato gli oggetti della camera in cui morì. Ora presentiamo l&#8217;inventario di altre tre camere: la prima detta sala, la seconda apposentu, la terza camera al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I lotti dell&#8217;inventario del vice curato della chiesa parrocchiale di San Matteo in Chiaramonti don Baingio <a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/06/inventario_180.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2759" style="margin: 5px;" title="Inventario" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/06/inventario_180.jpg" alt="" width="180" height="239" /></a>Cabresu (1934). II</p>
<p style="text-align: justify;">Nel precedente contributo sull&#8217;inventario del vice vicario Cabresu (1800(?) -1834) abbiamo presentato gli oggetti della camera in cui morì. Ora presentiamo l&#8217;inventario di altre tre camere: la prima detta <em>sala</em>, la seconda<em> apposentu, </em>la terza <em>camera al di sotto della sala. </em>I lotti delle tre camere sono rispettivamente 13, 10, 19 in totale 42.  I lotti comprendono lenzuola, utensìli, stoffe varie, e arredamento di vario genere, ma non sono assenti i contenitori delle provviste. Bisogna dire che l&#8217;uomo, possidente di beni mobili e immobili non si faceva mancare niente così come l&#8217;uso esigeva per il clero che aveva il compito di catechizzare, istruire e pregare per la popolazione. Vorrei ricordare i pilastri del vecchio ordinamento: i nobili per combattere, il clero per pregare, e il popolo per lavorare. A noi, passati attraverso le idee della massoneria, dell&#8217;anarchia dei nostri emigrati in Panama (e rientrati), attraverso le idee positiviste e successivamente quelle socialiste del materialismo storico, i beni di questo viceparroco ci danno davvero fastidio. D&#8217;altra parte non dobbiamo dimenticare che all&#8217;epoca anche il Papa era Papa-Re di uno stato della penisola italiana. Né possiamo obliare che, tuttavia, all&#8217;epoca vissero nel mondo cattolico molti sacerdoti che preferirono distribuire le loro sostanze ai poveri e principi che rinunciarono ai beni terreni per seguire la via della povertà evangelica. E&#8217; evidente che il nostro viceparroco Cabresu non era nato con la vocazione alla povertà come documenteremo più avanti elencando il bestiame, i terreni e le case di sua proprietà.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo nel 1834, regnava nei 6 stati sardi, Carlo Alberto e specie in Piemonte ogni tanto si davano da fare con rivolte e insurrezioni sparuti gruppi appartenenti alle società segrete allo scopo di sovvertire l&#8217;ordine sociale per il raggiungimento di un nuovo ordine di monarchia costituzionale o addirittura di stato repubblicano. La borghesia intellettuale e le teste più calde andavano diffondendo queste idee nonostante il controllo dei tutori dell&#8217;ordine costituito. In Sardegna, dopo le chiudente del 1820, l&#8217;istituzione delle scuole normali in ogni villaggio del 1823, l&#8217;approvazione del codice civile e criminale di Carlo Felice del 1827, il governo regio alleato strettamente alla Chiesa mirava a educare e formare buoni cristiani e buoni sudditi. Le assemblee comunitative, il sindaco con due o tre consiglieri, governavano, si fa per dire, la povertà dei più. In Chiaramonti non mancava due o tre volte l&#8217;anno l&#8217;eliminazione di persone  scomode ai potenti ad opera di sicari o di qualche pastore o contadino colpito nei pascoli, nel bestiame, o nella tenuta dei confini (sas lacanas). Almeno questo narra la tradizione, per quanto siano necessari studi più approfonditi. Del resto delitti di varia origine avvenivano in Europa e negli stati continentali per tanti versi simili a quelli avvenuti in Sardegna e a Chiaramonti come documenta la carta criminale d&#8217;Italia tra Otto e Novecento. Non bisogna credere, secondo un pessimo plebeo costume identitario paesano, che il nostro paese fosse uno dei centri più criminogeni della provincia o della Sardegna, a parte le lotte avvenute tra fazioni politiche e famiglie, per motivi economici (contrabbando di cereali e altro) nel Settecento e terminato con le paci promosse dal piemontese gesuita carismatico Giovanni Battista Vassallo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esame attento dei lotti delle varie camere denotano un certo benessere del nostro viceparroco.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2848"></span>La scrittura del notaio è disordinata, la lingua italiana incerta, sicuramente il nostro notaio era stato costretto ad abbandonare lo spagnolo per usare l&#8217;Italiano. Non dobbiamo dimenticare che è dalla seconda metà del Settecento che fu imposto l&#8217;uso della lingua italiana negli atti pubblici al posto del sardo o dello spagnolo. e che ci vorranno secoli prima che questa lingua venga usata correttamente in quanto la stessa lingua andava evolvendosi e da colta doveva farsi consuetudinaria. Forse dagli ultimi decenni del secolo scorso con l&#8217;uso della televisione s&#8217;impose un linguaggio parlato comune a tute le plebi italiane, molte delle quali usano ancora oggi tanto la lingua locale quanto quella nazionale. Le licenze che ci siamo prese nella trascrizione di questo inventario ha lo scopo di agevolare la lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona lettura , dunque.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli oggetti delle altre camere del defunto vice vicario Cabresu</p>
<p style="text-align: justify;">(&#8230;)  e si descrive l&#8217;esistente nella sala, consistente in (1) due paia  di lenzuola di tela usata e tagliati in vari luoghi, più un (2) cochiaio di farina, e due cochiarini d&#8217;argento, (più)  due tele in pezza, (3) due breviari, (4) un inchiostro, (5) un sigillo di stagno, (6) un piccolo paniere, (8) ed una spazzetta, (9) due guanciali  di tela a mattoni rossi, (10) il legname di un letto   poco usato, (11) cinque pezze  di lino, (12) cinque sacchi d&#8217;orbacio  molto usato, (13) ed altro (sacco) piccolo con un bisaccia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel piccolo apposentu,  si è  trovata (1)  una cassa grande colla serratura a chiave, e dentro quattro paia lenzuola di tela grossa poco usate, (2) altro paia di tela  nuove, (3) palmi dodici di tela  in pezza, (4) un paio di littos usati, uno con rondatu e gli altri lisi, (5) quattro camicie due delle quali in tela di bottega e le altre in tela di casa. (6) Cinque sedie di paglia molto usate, (7) sei piccole sportine, (8)  quattro pignate nuove, ed una usata, tra grandi, e piccole; (9) un orinale  bianco, ( 10) un  conculu ed una casuola  grande di terraglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella <span style="text-decoration: underline;">camera di  sotto la sala</span> si è trovato (1) due paja di  lenzuola  usati, (2) una coperta d&#8217;orbaccio di due pieghe pari, (3) tre  serviette e (4) due sacchi usati, e (4) quattro sacchi di tela usati, (5) un paio di tovaglie usate,(6) due asciugamani. (7) Vanu azu (contenitore) usato, (8) un altro asciugamano di tela usato; (9) due tovaglie, una a riga alta  di tela assai vecchia.  (10)  Una botte grande di  dodici cariche (misure), con quattro  cerchì di ferro quasi nuovi, (11) quattro ampolle di mezzetta   l&#8217;una,  e (12) due di mezza mezzetta I&#8217;una, (13) ventidue piatti di Bruges bianchi, (14) una bottiglia d&#8217;una  mezzeta circa di stagno (ferro stagnato). (15) Tre pignate due piccole, ed una grande; (16) quattro piatti di fuoco (bracieri), (17) altri due piatti grandi di fuoco (bracieri), (18) sei cochiaj e un forcino per i bracieri, (19) uno steglio di lata per uso d&#8217;oglio.</p>
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		<title>E&#8217; morto il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga, già cittadino onorario di Chiaramonti dal 2001.</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 12:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo moretti</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[chiaramonti]]></category>

		<category><![CDATA[Francesco Cossiga]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; morto stamane dopo un ricovero durato qualche giorno al Policlinico Gemelli di Roma, il senatore a vita Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica italiana. Cossiga era stato ricoverato proprio nella mattinata del 9 agosto per problemi respiratori e le sue condizioni si erano mantenute stabili sino a stamane, quando dopo lievi miglioramenti per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; morto stamane dopo un ricovero durato qualche giorno al Policlinico Gemelli di Roma, il senatore a vita <a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/08/cossiga.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2841" style="margin: 5px;" title="Francesco Cossiga" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/08/cossiga-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></a>Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica italiana. Cossiga era stato ricoverato proprio nella mattinata del 9 agosto per problemi respiratori e le sue condizioni si erano mantenute stabili sino a stamane, quando dopo lievi miglioramenti per le cure somministrate nei giorni scorsi dai medici del Policlinico, la situazione è precipitata sino ad un collasso cardiocircolatorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci lascia così a 82 anni da poco compiuti, un cittadino ilustre che in una delle visite al paese dei propri avi nel 2001, ricevette la cittadinanza onoraria per mano dell&#8217;allora Sindaco Ezio Schintu, presenti anche il Presidente della Regione Mauro Pili e l&#8217;Arcivescovo Turritano Mons. Salvatore Isgrò oltre che a una numerosa schiera di personalità politiche e militari del circondario. Francesco Cossiga ha ricambiato l&#8217;onorificenza donando al Comune di Chiaramonti numerosi fregi che lo hanno accompagnato durante il suo mandato al Quirinale e il  gonfalone dedicatogli dai Corazzieri a fine mandato.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo dimenticare che il bisnonno di Francesco Cossiga fu Bainzu Cossiga &#8220;Su poeta cristianu&#8221;, e  che anche lo stesso nonno Francesco Maria Cossiga, anch&#8217;egli nato a Chiaramonti che in un certo qual modo trovò l&#8217;amore nel paese di Siligo dove la famiglia crebbe.</p>
<p style="text-align: justify;">Un saluto all&#8217;ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, protagonista della vita della nostra Repubblica Democratica, democrazia per la quale si è sempre battuto.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Un FOLKABESTIALE divertimento quello che ieri sera ha offerto il Gruppo XXL a Chiaramonti.</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 12:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo moretti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi canori]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora una volta i nostri amici del Gruppo XXL hanno fatto centro.
Ieri sera la musica travolgente e coinvolgente, ha richiamato al divertimento e al ballo anche i più miscredenti che pazientemente sono venuti per sentire un gruppo per lo più sconosciuto agli isolani.
E così la fisarmonica di &#8220;PIERO&#8221;, la chitarra e voce di &#8220;LOLLOMANNA&#8221;, l&#8217;altra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/08/100_6238.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2836" style="margin: 5px;" title="Not(t)e d'Autore 2010" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/08/100_6238-225x300.jpg" alt="" width="105" height="141" /></a>Ancora una volta i nostri amici del Gruppo XXL hanno fatto centro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri sera la musica travolgente e coinvolgente, ha richiamato al divertimento e al ballo anche i più miscredenti che pazientemente sono venuti per sentire un gruppo per lo più sconosciuto agli isolani.</p>
<p style="text-align: justify;">E così la fisarmonica di &#8220;PIERO&#8221;, la chitarra e voce di &#8220;LOLLOMANNA&#8221;, l&#8217;altra chitarra mancina di &#8220;PITONE&#8221;, la batteria del &#8220;NEGUS&#8221; e il basso di &#8220;CHECCO&#8221;, hanno travolto i presenti un pò con la tarantella pugliese, un pò con le ballate irlandesi, avvicinando sempre di più al bordo-palco tutti quelli che volevano ballare, saltare e cantare con questo formidabile gruppo.<a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/08/100_6235.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2837" style="margin: 5px;" title="I FOLKABBESTIA" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/08/100_6235-300x225.jpg" alt="" width="235" height="176" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine il ballo con il ditino ha creato un magnifico cerchio umano anche con tanti bambini presenti, segno che i tempi stanno veramente cambiando e i bambini sono i primi testimoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Di lato su un tavolino, in vendita i principali CD prodotti dal gruppo bestiale, dove acquistando un paio di questi, mi chiedevo perchè costano meno della metà rispetto ai dischi di altri gruppi ben più blasonati ed esaltati dalla critica musicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo però dimostra ampliamente ancora una volta  che il Gruppo XXL, sempre alla ricerca di una musica meno commerciale ha portato nel nostro paese un gruppo di pifferai magici che stavolta sono riusciti a far ballare anche il sottoscritto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nella quarta edizione di NOT(t)E D&#8217;Autore 2010, il Gruppo XXL ospita i FOLKABBESTIA</title>
		<link>http://www.ztaramonte.it/word/2010/07/nella-quarta-edizione-di-notte-dautore-2010-il-gruppo-xxl-ospita-i-folkabbestia/</link>
		<comments>http://www.ztaramonte.it/word/2010/07/nella-quarta-edizione-di-notte-dautore-2010-il-gruppo-xxl-ospita-i-folkabbestia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 13:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo moretti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi canori]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi chiaramontesi]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi musicali]]></category>

		<category><![CDATA[Utilità comune]]></category>

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		<description><![CDATA[Non dite che non li conoscete o non li avete ancora sentiti! Perchè allora bisogna recuperare il tempo perso, anche se loro sostengono &#8220;Non fare MAI oggi quello che potresti fare domani!&#8221;
Frasi di questo tipo sono passate alla storia come: &#8220;L&#8217;occasione fa l&#8217;uomo ragno&#8221; e &#8220;Sono sempre i milioni che se ne vanno&#8221;&#8230;
Il gruppo dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/07/bestia4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2818" style="margin: 5px;" title="FOLKABBESTIA" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/07/bestia4-243x300.jpg" alt="" width="243" height="300" /></a>Non dite che non li conoscete o non li avete ancora sentiti! Perchè allora bisogna recuperare il tempo perso, anche se loro sostengono &#8220;Non fare MAI oggi quello che potresti fare domani!&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Frasi di questo tipo sono passate alla storia come: &#8220;L&#8217;occasione fa l&#8217;uomo ragno&#8221; e &#8220;Sono sempre i milioni che se ne vanno&#8221;&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo dei FOLKABBESTIA,  sono tra i migliori rappresentanti della cultura musicale di Bari.</p>
<p style="text-align: justify;">Perfetto mix di folk (come appunto promette il loro nome), rock, ska e punk. Spaziando dalla Puglia all&#8217;Irlanda, dai Balcani alla Bretagna, vi porteranno in giro con un&#8217;allegria contagiosa provocata da sonorità originali e testi impregnati di ilarità e sarcasmo senza dimenticare l&#8217;impegno sociale, politico e l&#8217;amore per la propria terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Imperdibili le loro esibizioni live e inevitabili le sfrenate e travolgenti danze che coinvolgono l&#8217;intera piazza.</p>
<p style="text-align: justify;">Da citare la loro impresa più famosa! Ebbene sì! Hanno anche realizzato un guiness dei primati cantando per 30 ore consecutive la stessa canzone &#8220;Styla Lollo Manna&#8221; battendo il precedente &#8220;Cara ti amo&#8221; di Elio e le Storie Tese.</p>
<p style="text-align: justify;">Noti anche a Nord dello Stivale la loro fama inarrestabile ha raggiunto l&#8217;estero: Germania, Francia, Bosnia-Erzegovina.</p>
<p style="text-align: justify;">La loro nascita risale al 1994  ma sono come il formaggio stagionato e col tempo migliorano.</p>
<p style="text-align: justify;">Le vie del folk sono più o meno infinite, si sa, ma perché i gruppi folk di spicco in Italia si rifacciano soprattutto al folk irlandese è un po&#8217; meno chiaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi sardi abbiamo una cultura folcloristica meno politicizzata, ma questo non significa che il live dei  Folkabestia, non sia altrettanto godibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Un live raccomandato a chi ama il genere, che documenta la vitalità del gruppo e del suo pubblico durante concerti che sono feste, dove si finisce con il ballare mano nella mano con persone mai viste prima  e di gente che ha bisogno di allegria e di sentirsi viva fuori da stanze illuminate al neon dove sgobba molte ore al giorno per pochi soldi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Oggi mi sento bene che domani non lavoro&#8221;, recitano i Folkabbestia nel Sabato del Villaggio,e deve essere ben strano cantare questo pezzo alle varie feste dell&#8217;Unità o dei lavoratori, &#8220;e tu bambina mia non stare lì con l&#8217;aria triste (&#8230;) che di doman non c&#8217;è certezza&#8221;.<a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/07/folkabbestiatif0big.jpg"><img class="alignright size-medium  wp-image-2819" style="margin: 5px;" title="folkabbestia" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/07/folkabbestiatif0big-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Accidenti, che Lorenzo il Magnifico avesse scritto questa bellissima chiusa in previsione delle nevrosi di tutti i lavoratori precari d&#8217;Italia?</p>
<p style="text-align: justify;">Allora cari amici, amanti del genere, ballerini improvvisati e a volte anche un po&#8217; alticci con indosso la felpa scucita del Che, non perdete la speranza e neppure perdetevi questo favolosa serata. Vi appartiene quanto appartiene ai meravigliosi componenti del Gruppo XXL che anche quest&#8217;anno ha scelto la buona musica lontana dai soliti canoni commerciali che la rendono inutile e scialba.</p>
<p style="text-align: justify;">La formazione ha subito numerosi cambiamenti, attualmente conta 6 elementi:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.folkabbestia.com/bio_lollo.htm">LORENZO &#8220;LOLLOMANNA&#8221; MANNARINI: chitarra e voce</a><br />
<a href="http://www.folkabbestia.com/bio_checco.htm">FRANCESCO &#8220;CHECCO&#8221; FIORE: basso</a><br />
<a href="http://www.folkabbestia.com/bio_negus.htm">NICOLA &#8220;NEGUS&#8221; DE LISO: batteria</a><br />
<a href="http://www.folkabbestia.com/bio_fobbio.htm">FABIO &#8220;FOBBIO&#8221; LOSITO: violino</a><br />
<a href="http://www.folkabbestia.com/bio_piero.htm">PIETRO &#8220;PIERO&#8221; SANTORO: fisarmonica</a><br />
<a href="http://www.folkabbestia.com/bio_simone.htm">SIMONE &#8220;PITONE&#8221; MARTORANA: chitarra</a><br />
suona con loro dal vivo: GIORGIO DISTANTE (tromba)</p>
<p style="text-align: justify;">La discografia è rappresentata principalmente da:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Album_del_1996">1996</a> - <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Folkabbestia_%28demo%29&amp;action=edit&amp;redlink=1"><em>Folkabbestia</em></a></li>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Album_del_1998">1998</a> - <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Breve_saggio_filosofico_sul_senso_della_vita"><em>Breve 	saggio filosofico sul senso della vita</em></a></li>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Album_del_2000">2000</a> - <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Se_la_rosa_non_si_chiamerebbe_rosa,_Rita_sarebbe_il_suo_nome"><em>Se 	la rosa non si chiamerebbe rosa, Rita sarebbe il suo nome</em></a></li>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Album_del_2003">2003</a> - <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Non_%C3%A8_mai_troppo_tardi_per_avere_un%27infanzia_felice"><em>Non 	è mai troppo tardi per avere un&#8217;infanzia felice</em></a></li>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Album_del_2005">2005</a> - <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=P%C3%A8rche._44_date_in_fila_per_tre_col_resto_di_due&amp;action=edit&amp;redlink=1"><em>Pèrche. 	44 date in fila per tre col resto di due</em></a></li>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Album_del_2006">2006</a> - <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=25-60-38._Breve_saggio_sulla_canzone_italiana&amp;action=edit&amp;redlink=1"><em>25-60-38. 	Breve saggio sulla canzone italiana</em></a></li>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Album_del_2008">2008</a> - <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Il_segreto_della_felicit%C3%A0&amp;action=edit&amp;redlink=1"><em>Il 	segreto della felicità</em></a></li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;"><a title="Biografia del gruppo FOLKABESTIA" href="http://www.ztaramonte.it/word/ci-presentiamo/il-nostro-scopo/gruppo-xxl-chi-siamo/biografia-del-gruppo-folkabbestia/" target="_blank">BIOGRAFIA COMPLETA (clicca qui)</a></h3>
<h3 style="text-align: justify;">L&#8217;appuntamento è per <strong>SABATO 31 LUGLIO 2010 alle ore 22,00 </strong>in piazza San Giovanni.</h3>
<p style="text-align: justify;">Il concerto è organizzato grazie alle quote dei soci del Gruppo XXL, con il patrocinio della Provincia di Sassari, del Comune di Chiaramonti , in collaborazione con la locale Pro Loco e l&#8217;Associazione culturale Sard Rock Café , oltre che con il contributo di amici e dei numerosi sponsor che continuano a credere nel progetto NOT(t)E d&#8217;Autore..</p>
<p style="text-align: justify;">BUON FOLKABBESTIALE-DIVERTIMENTO.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sabato 10 Luglio: Sagra della ricotta 2010</title>
		<link>http://www.ztaramonte.it/word/2010/07/sabato-10-luglio-sagra-della-ricotta-2010/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 15:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo moretti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi chiaramontesi]]></category>

		<category><![CDATA[Sagre e manifestazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato prossimo a Chiaramonti, nella larga piana di Codina Rasa si svolgerà una delle ormai tradizionali sagre promossa dalla Pro Loco per presentare i prodotti della nostra terra e della principale economia che ancora resiste, anche se a stento, nel territorio del nostro paese: la Sagra della ricotta.

Parlare solo di ricotta per quanto saporita, sembrerebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sabato prossimo a Chiaramonti, nella larga piana di Codina Rasa si svolgerà una delle ormai tradizionali sagre promossa dalla Pro Loco per presentare i prodotti della nostra terra e della principale economia che ancora resiste, anche se a stento, nel territorio del nostro paese: la Sagra della ricotta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/07/sagra-della-ricotta-2010014.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2807" title="Sagra della ricotta 2010" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/07/sagra-della-ricotta-2010014.jpg" alt="" width="499" height="350" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Parlare solo di ricotta per quanto saporita, sembrerebbe diminutivo nei confronti di tutti i prodotti latteo-caseari più pregiati, come il formaggio le perette ect., ma dobbiamo ricordare che in periodi più floridi per l&#8217;economia interna di Chiaramonti, tre caseifici si occupavano della lavorazione di quasi tutto il latte munto nei nostri ovili e i prodotti finali venivano perfino esportati in altri continenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri tempi, ci siamo fermati a riflettere sperando in una futura ripresa che però non è mai arrivata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il programma di sabato prossimo prevede l&#8217;apertura dei vari stands alle ore 17:00, dove oltre i vari prodotti caseari o dell&#8217;agricoltura, sarà possibile osservare la creatività nel plasmare vari materiali frutto della natura come ad esempio il sughero o ferro e rame lavorato da abili mani.</p>
<p style="text-align: justify;">Seguirà alle ore 18:00 una dimostrazione che spiegherà ai presenti la lavorazione del latte a partire dalla mungitura fino alla preparazione della ricotta e dei vari alimenti a base di questo gustoso latticino.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle ore 20:00 tutti a tavola per la degustazione di vari piatti a base di ricotta. Durante la degustazione si potrà godere di un intrattenimento musicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente dopo aver mangiato, tutti potranno ascoltare o ballare, almeno i più virtuosi, dopo le ore 21:30 con la musica dal vivo.</p>
<p style="text-align: justify;">A nome della Pro Loco vi auguriamo buon divertimento!</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Chiaramonti ricordato dalle incantevoli note di Yosuke Onuma nel suo ultimo album &#8220;JAM KA&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo moretti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi musicali]]></category>

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		<category><![CDATA[pro loco chiaramonti]]></category>

		<category><![CDATA[sard rock cafè]]></category>

		<category><![CDATA[Yosuke Onuma]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è facile scordare un&#8217;artista di questo livello, e quando si parla di Yosuke Onuma la chitarra e il suo cuore suonano una musica sola.
Poco meno di un anno fà, lo ricordiamo ancora immerso in quell&#8217;atmosfera magica del nostro antico castello, mentre nell&#8217;aria si libera una musica melodiosa che pochi sanno trasmettere con il proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non è facile scordare un&#8217;artista di questo livello, e quando si parla di Yosuke Onuma la chitarra e il suo <a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/07/yosuke-onuma-castello.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2783" style="margin: 5px;" title="yosuke-onuma-castello" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/07/yosuke-onuma-castello-300x225.jpg" alt="" width="239" height="180" /></a>cuore suonano una musica sola.</p>
<p style="text-align: justify;">Poco meno di un anno fà, lo ricordiamo ancora immerso in quell&#8217;atmosfera magica del nostro antico castello, mentre nell&#8217;aria si libera una musica melodiosa che pochi sanno trasmettere con il proprio strumento. Così anche lui si lascia trasportare e ispirare da quell&#8217;aria, che in quei giorni ha un profumo diverso anche a Chiaramonti e decide di dedicare un brano solista al paese che in quei giorni ha visto brillare la luna e stelle con la forma di una chiave di violino.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo abbiamo conosciuto grazie a Leonarda Scanu che con la collaborazione della Pro Loco il Gruppo XXL e dell&#8217;associazione Sard Rock Cafè ha promosso una bellissima serata molto apprezzata da tutti i presenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Torniamo però agli ultimi lavori editi dalla Sony International, usciti in Giappone qualche giorno fà. Sono due <a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/07/jam-ka-yosuke-onuma.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2785" title="Jam Ka - Yosuke Onuma" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/07/jam-ka-yosuke-onuma-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>album, uno s&#8217;intitola &#8220;THE BEST&#8221; e contiene tutti i principali successi dei primi cinque album di Yosuke, mentre l&#8217;ultimo, &#8220;JAM KA&#8221; è un disco completamente nuovo che riporta alla traccia numero 13 il brano solista intolato &#8220;Chiaramonti&#8221;. Alla fine dell&#8217;articolo è possibile ascoltare circa 45 secondi di questa traccia.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;album JAM KA è stato inciso con una formazione musicale di alto spessore, conosciuti a livello internazionale. Oltre Yosuke Onuma alla chitarra, Jaccques Schwarz-Bart al sassofono, Reggie Washington al basso, Milan Milanovic alle tastiere, Oliver Juste alle percussioni, Stephanie McKay voce solista e Joe Power all&#8217;armonica.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Qualche  nota biografica:</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Yusuke  Onuma considerato dalla critica musicale, uno dei migliori chitarristi  giapponesi, nasce nel 1974 nella Prefettura giapponese di Akita.  Influenzato da suo padre, già a 14 anni si dedica allo studio della  chitarra iniziando a esibirsi con il suo trio rock in diversi locali  giapponesi. Successivamente un suo amico lo porta a <a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2009/08/onama.jpg"><img class="size-medium wp-image-1915 alignright" style="margin: 5px;" title="Yusuke Onama" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2009/08/onama-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>conoscenza della musica di George  Benson, Donny Hathaway, Grant Green e altri e Onuma si dedica con  passione e diligenza allo studio della chitarra jazz.</p>
<p style="text-align: justify;">Il  successo arriva immediatamente, grazie alla sua tecnica solida e al  senso musicale innovativo subito in primo piano grazie all&#8217;alto livello  dei brani originali e delle cover da lui completamente  rivisitate.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel  2001, l&#8217;album di debutto &#8220;<em>nu jazz</em>&#8221; prodotto dalla prestigiosa  casa discografica Sony International. Nel novembre del 2002, il nuovo  album &#8220;S<em>ummer Madness</em>&#8221; include oltre ai suoi lavori, altri brani  selezionati negli anni di vario genere musicale (pop, rhithm &amp; blues  e rock) di artisti noti come Kool &amp; the Gang, Aaliyah, Red Hot  Chili Peppers, Prince e Spandau Ballet. L&#8217;anno successivo la nuova  fatica musicale &#8220;J<em>azz&#8217;n&#8217; pop</em>&#8220;, è per Onuma un grande successo e  l&#8217;artista si guadagna la fama internazionale nei generi musicali pop,  jazz e rock, e collabora con Masanori Sasaji, uno dei migliori  produttori musicali al mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uscita  dei suoi lavori segna l&#8217;inizio della collaborazione con artisti di fama  internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Virtuosista  capace di variare dal jazz, al pop al rock, Onuma è considerato tra i  più promettenti talenti nipponici; vincitore di vari premi  internazionali, come il 3° premio al concorso internazionale  di  chitarra jazz nel 1995 e vincitore assoluto del 1° premio alla Gibson  Jazz Guitar Contest nel 1996, dal 2004 vive e suona attualmente a New  York dove fa gruppo con i notissimi Richard Bona (un genio del basso  acclamato come la reincarnazione di  Jaco Pastorius) e Ari Hoenig,  famoso batterista raccomandatogli da Bona, con i quali ha registrato il  suo nuovo album, &#8220;<em>The Three Primari Colours</em>&#8221; presso &#8220;The Sear  Sound Studio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; possibile ascoltare un&#8217;assaggio della traccia numero 13 dell&#8217;album JAM KA con il lettore sotto (clicca su <strong>leggi tutto</strong>), il brano parte automaticamente all&#8217;apertura della pagina ma è possibile riascoltarlo premendo il tasto REWIND. Buon ascolto!</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2781"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<table style="border-collapse:collapse" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="450" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.moonk.com/themes/MAGIX_MOONK/flash/player/player_loader.swf?xmlpath=http://www.moonk.com/moonk/xml&amp;eid=E44CAB70880811DF8803FBF8C3D6D8CF&amp;moonk=true" /><param name="wmode" value="transparent" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="450" src="http://www.moonk.com/themes/MAGIX_MOONK/flash/player/player_loader.swf?xmlpath=http://www.moonk.com/moonk/xml&amp;eid=E44CAB70880811DF8803FBF8C3D6D8CF&amp;moonk=true" wmode="transparent"></embed></object></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align:center;"><a href="http://www.moonk.com/redirects/moonk_player_link.htm"><img style="border:none;" src="http://www.moonk.com/themes/MAGIX_MOONK/images/logo_moonkSmall.gif" alt="" /></a> <a style="font-size:10px;color:#33a1ff;text-decoration:none;" onmouseover="this.style.textDecoration='underline';" onmouseout="this.style.textDecoration='none';" href="http://www.moonk.com/redirects/moonk_player_link.htm">Get your own Moonk!</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		</item>
		<item>
		<title>Vita e morte nell’Ottocento a Chiaramonti. L’inventario della stanza di morte del vice vicario. A cura di Angelino Tedde.</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 08:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo moretti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiaramonti dell''800]]></category>

		<category><![CDATA[Cultura e arte]]></category>

		<category><![CDATA[Utilità comune]]></category>

		<category><![CDATA[angelino tedde]]></category>

		<category><![CDATA[chiaramonti]]></category>

		<category><![CDATA[Chiaramonti dell”800]]></category>

		<category><![CDATA[tzaramonte]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendiamo il mesto itinerario del nostro villaggio ottocentesco, attraverso le opere e i giorni dei nostri trisavoli e bisavoli, osservando il loro ciclo della vita e del tempo, i loro affari, i loro atti di fede di fine vita e le loro ultime volontà che li accomuna nel lasciare tutto agli eredi. Nella tomba non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/06/inventario_180.jpg"><img class="size-medium wp-image-2759 alignleft" style="margin: 5px;" title="Inventario" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/06/inventario_180.jpg" alt="" width="180" height="239" /></a>Riprendiamo il mesto itinerario del nostro villaggio ottocentesco, attraverso le opere e i giorni dei nostri trisavoli e bisavoli, osservando il loro ciclo della vita e del tempo, i loro affari, i loro atti di fede di fine vita e le loro ultime volontà che li accomuna nel lasciare tutto agli eredi. Nella tomba non portano niente.</p>
<p align="JUSTIFY">Sono seppelliti presso l&#8217;oratorio di Santa Croce nel cuore del paese, nel punto in cui il pendio di Codinarasa (432 circa msm) e quello del Monte di San Matteo (470 circa msm) s&#8217;incontrano e si saldano in un abbraccio, oppure sono seppelliti presso San Matteo al Monte o nella chiesa del Carmine o nell&#8217;oratorio della Vergine del Rosario. E poi la vita continua con gli eredi che disperderanno inesorabilmente quanto gratuitamente  ereditarono oppure vi si attaccheranno sordidamente, per lasciare a loro volta tutti i beni ad altri eredi. Gli abitanti di Chiaramonti  nascevano, vivevano per un tempo più o meno lungo e morivano. Il loro ricordo in parte si conserva nelle carte ufficiali o private, in parte si tramanda nella memoria storica dei suoi abitanti, ma poi il tempo tutto consuma e stravolge.</p>
<p align="JUSTIFY">Ho fatto una pausa dall&#8217;ultimo contributo, immalinconito dall&#8217;esame di tutti gli affari e testamenti e sono andato quasi in crisi nella lettura dell&#8217;inventario del vice vicario.</p>
<p align="JUSTIFY">Vi confesso anzi che l&#8217;ho sognato, sollevarsi scheletrico, in una cappella della chiesa di San Matteo al Monte e con fare lamentoso mi ha detto:</p>
<p align="JUSTIFY">&#8220;Hai già detto troppo di me, non pubblicare l&#8217;inventario, daresti solo esca agl&#8217;increduli tenaci. Tra i lettori non tutti capirebbero come andavano allora le cose e tu, miserrimo, assai vicino alla morte, tra i tuoi tanti peccati, ti porteresti anche quello di non aver rispettato i morti, lasciandoli riposare in pace!&#8221;</p>
<p align="JUSTIFY">Nel sogno ho cominciato a tracciare segni di croce sullo scheletro parlante, mentre gli rispondevo: &#8221; Don Baingio, calmati, dirò che, secondo la leggi dell&#8217;antico regime, eravate costretti a fruire di un reddito per diventare preti.  E poi oggi che cosa possono dire gli abitanti di Chiaramonti? Tutti posseggono una casa, alcuni ne hanno più d&#8217;una, altri hanno vigne e campi e ben 132 hanno pecore e altri animali. E chi non possiede animali ha una pensione o uno stipendio e chi non ha niente mangia a carico dei genitori o dei nonni. Che cosa possono dire di te! Calmati. Requiem aeternam donet tibi  domine et lux perpetua luceat tibi. Requiescas in pacem! Amen.&#8221;</p>
<p align="JUSTIFY">Lo scrocchiare delle ossa dello scheletro parve calmarsi ed io mi risvegliai rasserenato. Ed eccomi a voi sia pure un po&#8217; intimorito a riprendere il filo interrotto del discorso.</p>
<p align="JUSTIFY"><span id="more-2758"></span>Il vice vicario don Cabresu, l&#8217;abbiamo già detto, lascia l&#8217;usufrutto dei propri beni alla sorella Francesca, autorizzata a vendere solo per far fronte ad eventuali debiti, secondo il testamento, ma dopo la sua morte, l&#8217;eredità dovrà andare ai parenti più stretti. Questi parenti <em>prossimiori </em>sono le nipoti nulvesi Maria Grazia Cabresu Addis e Maria Domenica Annega Cabresu Murriutu che, probabilmente, si erano dimostrate poco sollecite nel presenziare all&#8217;inventario entro i termini di legge e poi, grazie al funzionario regio, che ha autorizzato la ritardata inventariazione dei beni, si sono presentate e il notaio del paese, con le eredi, ma anche con due testimoni, che abbiamo già incontrato come periti, Vincenzo Unali e Giovanni Fiori, dà inizio alla redazione dell&#8217;inventario.</p>
<p align="JUSTIFY">La casa del defunto non distava molto dall&#8217;oratorio di Santa Croce dove  possedeva degl&#8217;immobili, nei pressi dell&#8217;ingresso esterno all&#8217;attuale sacrestia di San Matteo e Santa Croce.</p>
<p align="JUSTIFY">Era la vigilia di San Giovanni Battista, il 23 giugno, e si procedette stanza per stanza all&#8217;inventario dei beni mobili del defunto.</p>
<p align="JUSTIFY">Per non stancare i miei cinque lettori predisporrò un&#8217;articolo per stanza e, infine, rifletteremo un pò sull&#8217;entità dei beni del nostro vice vicario, in cura d&#8217;anime nel primo trentennio dell&#8217;Ottocento.</p>
<p align="JUSTIFY">Ho reso il testo un po&#8217; più comprensibile, tagliando qualche frase superflua, sistemando meglio la punteggiatura e, ad ogni oggetto o insieme di oggetti, ho dato un numero, in tal modo sono venuti fuori 26 lotti, a volte di un solo oggetto a volte di un insieme di oggetti. Si osserva che in quella che doveva essere la camera da letto vi era un letto, un materasso, due pittali,  dei candelabri e uno specchio con tutta una serie di oggetti che erano serviti all&#8217;ammalato viceparroco. Colpisce il gran numero di lenzuola di lino conservate, i tavoli e i tavolini, le cassapanche, la piccola libreria di trattati, morali probabilmente. C&#8217;è una coperta  verde di lana, forse una  specie di zimarra per ripararsi dal freddo, quando invece che a letto s&#8217;intratteneva nel seggiolone (cadregone); abbondano le sedie, undici. Non manca il crocifisso di ottone, e tre quadri devozionali, sicuramente appesi alle pareti. Nella camera sono conservati anche preziosi piatti bianchi di Bruges e tutto l&#8217;occorrente per la colazione: piattino, chicchera, cucchiaino zuccheriera e un vasetto con del miele, il macinacaffè, quattro botti di lata, forse contenitori di caffè o altri prodotti, tutto a portata di mano dell&#8217;ammalato, che contrariamente al vicario non soffriva di tremolio alle mani, tanto che era riuscito a firmare il testamento.</p>
<p align="JUSTIFY">Per quei tempi non mancava niente in una stanza che forse veniva utilizzata, data la malattia, come stanza da letto-soggiorno.</p>
<p align="JUSTIFY">Un secolo dopo, nel 1934, in casa mia, a sa Niera, la stanza da letto era arredata con  un letto matrimoniale di legno, con pagliericcio, due cuscini, un canapé, un cantarano con cinque cassettoni e con sopra la sveglia, un pittale, un tavolo abbastanza grande, quattro sedie, una cassapanca, varie coperte di lana tessute da mia nonna Maria Chiara Soddu, una ruota con il braciere, e alle pareti un ritratto di mio padre, un&#8217;enorme effigie di San Salvatore da Orta dentro l&#8217;urna, e nello spazio vuoto del canapé coperte e vestiti. Niente più. Di certo un secolo prima, il nostro vice vicario ci superava nell&#8217;arredamento. E siamo solo alla prima stanza. Poi vedremo le altre.</p>
<p align="JUSTIFY">Note. I numeri degli oggetti li ho inseriti io come anche, sempre tra parentesi, i vocaboli correnti. Lo scopo di questi inserimenti è quello di rendere più leggibile al lettore il testo ottocentesco.</p>
<p align="CENTER"><em><strong>1834, giugno 23, Chiaramonti</strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">&#8220;L&#8217;anno del Signore mille ottocento trenta quattro ed alle ventitré giugno in Chiaramonti.</p>
<p align="JUSTIFY">Sia nel nome del Signore Iddio ad ognuno manifesto, come personalmente constituita nanti gli infrascritti, Notaio e testi, dai quali rendersi pienamente conosciuta, la signora nubile Francesca Cabresu del presente villaggio di Chiaramonti  che,  essendo passato a miglior vita fin dalli otto gennaio corrente anno mille ottocento trenta quattro, il di lui fratello Sacerdote  Gavino Cabresu dello stesso villaggio nella sua casa di abitazione; ed avendo il medesimo  nel suo ultimo e valido  testamento nuncupativo, rogato dall&#8217;infrascritto notaio nelli trenta  dicembre mille ottocento trentatré, chiamato per suoi eredi  universali la sua nipote più propinqua di linea retta, ed  usufruttuaria delli stessi suoi beni la prenomata inventariante  Cabresu: non avendo la medesima potuto nel termine della  legge prescritto formare il presente (&#8230;) venne accordata la facoltà di potere  fare la presente descrizione dei beni  del suddetto defonto  lasciati, ed avrebbe perciò, per ogni suo buon fine, intimato i prossimiori  parenti Maria Grazia Cabresu Addis di Nulvi, ed in questa personalmente  trovatasi e, Maria Domenica Annega Cabresu assistita anche dal suo marito Giovanni Murriutu tutti di Chiaramonti, attalché  se egli volessero comparissero nella casa mortuaria (la casa dove è morto)  per assistere alla confezione (stesura)  del presente inventario oggi di  ventitre giugno mille ottocento trentaquattro, ed <span style="text-decoration: underline;">alle ore otto di  mattina</span>; cosicché essendo venuto esso giorno e, passata l&#8217;ora fissata,  insta essa inventariante Cabresu doversi da principio, come si dà al presente inventario, promettendo in vigor del giuramento,  che presta a mani del Notaio infrascritto, presenti li sotto segnati testi di usare tutta la legalità possibile. Protestantesi di non  pregiudicarsi in tutti li suoi diritti, che nell&#8217;asserita  qualità le competono. Presenti trovandosi  intimati prossimiori parenti, e testi infrascritti descrive quanto segue. Primariamente si (si è dato inizio) dalla stanza ove cessò dì vivere.</p>
<p align="JUSTIFY">(Nella medesima) si è trovata una (1) <span style="text-decoration: underline;">cassa grande</span> e poco usata senza serratura, e  dentro  (2) <span style="text-decoration: underline;">lenzuola nuove di tela  sei,</span> poco usate, (3) altre <span style="text-decoration: underline;">due lenzuola  di tela</span> poco usate, (4) più <span style="text-decoration: underline;">undici sedie di paglia</span> usate, ed (5) <span style="text-decoration: underline;">un cadregone</span>, (6) <span style="text-decoration: underline;">tre quadri</span> coi suoi cristalli, della  Madonna Addolorata, del Rimedio e di Sant&#8217;Antonio di  Padova, (7) più <span style="text-decoration: underline;">una tavola</span>, e sopra (8) <span style="text-decoration: underline;">un piccolo guardatavola (mensola libreria)</span> nel quale vi si sono trovati (9) <span style="text-decoration: underline;">quattordici libri di diversi trattati</span>, poco  usati , (10) più <span style="text-decoration: underline;">un piccolo tavolo</span>, (11) più <span style="text-decoration: underline;">un piccolo cassone</span> (di) cartapesta, con <span style="text-decoration: underline;">uno specchio</span> incassato dentro, (11) <span style="text-decoration: underline;">una stoffetta (tovaglietta) di  lana fiorata in rosso, e dorata negli estremi</span>, (12)<span style="text-decoration: underline;">una zuccheriera</span>, (13). una  <span style="text-decoration: underline;">chicchera</span> e <span style="text-decoration: underline;">piattino col suo cochiarino (cucchiaino)</span> di colazione, (14) un pò di  <span style="text-decoration: underline;">candelieri di stagno</span>, (15) <span style="text-decoration: underline;">quattro ampolle mezzane nere</span>, (16) <span style="text-decoration: underline;">quattro botti di  lata,</span> (17) <span style="text-decoration: underline;">una piccola caffetera</span> (caffettiera), (17) <span style="text-decoration: underline;">un molinetto d&#8217;ottone (macinacaffè)</span>, (18) <span style="text-decoration: underline;">due orinali bianchi (pittali),</span> (19) <span style="text-decoration: underline;">due sportini (cestini) di Sennori</span>, (20) due <span style="text-decoration: underline;">pignatte grandi (tegami)</span>, ed <span style="text-decoration: underline;">una piccola</span>,  (21) <span style="text-decoration: underline;">quattro bicchieri piccoli</span> ed <span style="text-decoration: underline;">un tazzone</span>, (22) <span style="text-decoration: underline;">un piccol vaso </span> con dentro  un <span style="text-decoration: underline;">poco di miele</span>, (23) altro <span style="text-decoration: underline;">sportino</span> con dentro <span style="text-decoration: underline;">dieci piatti di brusia bianchi</span>,(di Bruges bianchi) (24), una <span style="text-decoration: underline;">mantina (coperta</span>) di panno verdone usata, (25) un materazzo (materasso) nuovo (26) un <span style="text-decoration: underline;">piccolo crocifisso d&#8217;ottone</span>.</p>
<p align="JUSTIFY">E con ciò si è terminata la descrizione di quanto esisteva nella suddetta camera.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuovo programma festeggiamenti civili per Santa Giusta</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 07:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo moretti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sagre e manifestazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sperando che stavolta il tempo non faccia le bizze, sabato 12 giugno il Comitato&#160; per i festeggiamenti in onore di Santa Giusta, darà luogo agli eventi che riguardano i festeggiamenti civili.
Sarà quindi la volta del pranzo a base di pecora, e degli intrattenimenti musicali rinviati per il maltempo.
Questo il nuovo programma:
12 GIUGNO – Loc. SANTA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;">Sperando che stavolta il tempo non faccia le bizze, sabato 12 giugno il Comitato&nbsp; per i festeggiamenti in <a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/06/festa-santa-giusta.jpg" mce_href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/06/festa-santa-giusta.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2753" style="margin: 5px;" mce_style="margin: 5px;" title="Nuovo programma festa Santa Giusta" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/06/festa-santa-giusta.jpg" mce_src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/06/festa-santa-giusta.jpg" alt="" height="283" width="200"></a>onore di Santa Giusta, darà luogo agli eventi che riguardano i festeggiamenti civili.</p>
<p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;">Sarà quindi la volta del pranzo a base di pecora, e degli intrattenimenti musicali rinviati per il maltempo.</p>
<p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;">Questo il nuovo programma:</p>
<p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;"><b>12 GIUGNO – Loc. SANTA GIUSTA</b><br />
<i><b>ORE 13:00</b></i> Pranzo a base di pasta e  pecora. In seguito intrattenimento musicale, giochi per adulti e bambini  e esibizione di parapendio organizzata dall&#8217;Associazione “I Grifoni”.<br />
<i><b>ORE  18:00</b></i> Messa solenne in onore di Santa Giusta.<br />
<i><b>ORE 19:00</b></i> Esibizione  dei cantatori Franco Denanni, Gianni Denanni, Francesco Manchia e  Emanuele Bazzoni. Alla chitarra Bruno Maludrottu e alla fisarmonica  Graziano Caddeo.</p>
<p><b>19 GIUGNO – P.zza REPUBBLICA</b><br />
<i><b>ORE 22:00</b></i> CAROVANA FOLK in concerto.</p>
<p><b>20 GIUGNO – P.zza REPUBBLICA</b><br />
<i><b>ORE  22:00</b></i> CARLA DENULE e SARDINIA REMIX in concerto.</p>
<p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;">Buon divertimento.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Concerto del gruppo MARIAMARI&#8217; il 5 giugno a Chiaramonti.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 12:33:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo moretti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi chiaramontesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato prossimo, 5 giugno, presso il cortile del circolo &#8220;THE FLY&#8221; (palazzo del Banco di Sardegna), in via Brigata Sassari a Chiaramonti, si terrà un concerto del gruppo MARIAMARI&#8217; (componenti dei NASODOBLE) con inizio alle 21:30 ed ingresso gratuito.
L&#8217;evento è organizzato dalla Federazione Italiana della Caccia - sezione di Chiaramonti e  la collaborazione del Gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/06/mariamari-quartetto.jpg"><img class="size-full wp-image-2738 alignleft" style="margin: 5px;" title="MARIAMARI' quartetto" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/06/mariamari-quartetto.jpg" alt="" width="127" height="180" /></a>Sabato prossimo, 5 giugno, presso il cortile del circolo &#8220;THE FLY&#8221; (palazzo del Banco di Sardegna), in via Brigata Sassari a Chiaramonti, si terrà un concerto del gruppo MARIAMARI&#8217; (componenti dei NASODOBLE) con inizio alle 21:30 ed ingresso gratuito.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento è organizzato dalla Federazione Italiana della Caccia - sezione di Chiaramonti e  la collaborazione del Gruppo XXL e della Pro Loco Chiaramonti.</p>
<p style="text-align: justify;">Partecipate numerosi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Clicca sull&#8217;immagine per ingrandire la locandina.</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>DE SU POTENTE ET FORTE BRANCALEONE di Giovanni Deputzo</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo moretti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

		<category><![CDATA[brancaleone doria]]></category>

		<category><![CDATA[chiaramonti]]></category>

		<category><![CDATA[DORIA]]></category>

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		<category><![CDATA[nicolò doria]]></category>

		<category><![CDATA[poesia sarda]]></category>

		<category><![CDATA[tzaramonte]]></category>

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		<description><![CDATA[GIOVANNI DEPUTZO
Di Monteleone. Era mercante di professione, parteggiante di Nicolò Doria, e nemico dichiarato degli Aragonesi che spogliarono quello con guerre sleali di tutti i suoi feudi. Visse nella prima metà del secolo XV. I due suoi componimenti che ci sono pervenuti sono molto preziosi, e più per la parte storica che per la parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>GIOVANNI DEPUTZO</strong></em></span><br />
Di Monteleone. Era mercante di professione, parteggiante di Nicolò Doria, e nemico dichiarato degli Aragonesi che spogliarono quello con guerre sleali di tutti i suoi feudi. Visse nella prima metà del secolo XV. I due suoi componimenti che ci sono pervenuti sono molto preziosi, e più per la parte storica che per la parte poetica. [I versi della prima poesia sono seguiti da una nota di chiusura relativa all’autore: «De su supradictu mercatore de Monteleone, su quale fugesit ad Aristanis in sa edade de annos LXVI» (Del suddetto mercante di Monteleone, che fuggì ad Oristano in età di 66 anni). Nell’indice alfabetico dei poeti Spano lo chiama De Putzo].</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">(Le notazioni in rosso, possono essere raggiunte in automatico al margine cliccandoci sopra  con l&#8217;articolo completamente aperto - vedi &#8220;leggi tutto&#8221;)</span></strong></p>
<p><strong>DE SU POTENTE ET FORTE BRANCALEONE <a name="_ftnref*" href="#_ftn*"><!--[if !supportFootnotes]-->[*]</a></strong><a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/05/stemma-della-famiglia-doria.png"><img class="alignright size-medium wp-image-2728" title="Stemma della famiglia Doria" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2010/05/stemma-della-famiglia-doria.png" alt="" width="157" height="190" /></a><a name="_ftnref*" href="#_ftn*"></a><strong><a name="_ftnref*" href="#_ftn*"><!--[endif]--></a></strong></p>
<p style="padding-left: 150px;">1 De su potente et forte Brancaleone<br />
fizu fudi su donnu Nicolosu<br />
hapidu cun donn’Anghela Melone,<br />
fruttu de un’amore tormentosu.<br />
Onne<a name="_ftnref1" href="#_ftn1"><!--[if !supportFootnotes]-->[1]<!--[endif]--></a> gentile et bona educatione<br />
dadu l’haviat su padre<a name="_ftnref2" href="#_ftn2"><!--[if !supportFootnotes]-->[2]<!--[endif]--></a> affectuosu:<br />
s’istudiu sufficiente – et s’arte de sa gherra<br />
in cust’istesa terra – apprendesit valente<br />
et proite fudit<a name="_ftnref3" href="#_ftn3"><!--[if !supportFootnotes]-->[3]<!--[endif]--></a> de grand’intendimentu<br />
de sos sabios fudit su cuntentu.</p>
<p style="padding-left: 210px;">2 Mortu su fizu ’e donna Eleonora<br />
cun su padre monstrad’hat su valore<br />
s’esercitu sighende ad onne hora,<br />
saltiggiando castellos cun furore<br />
contra sa gente istranza et traitora,<br />
sa patria difendende cun honore;<br />
et quando s’Arboresu – discazzesit su conte<br />
faghende grande fronte – ochirit donnu Aresu,<a name="_ftnref4" href="#_ftn4"><!--[if !supportFootnotes]-->[4]<!--[endif]--></a><br />
ma feridu su padre Brancaleone<br />
s’inserresit cun ipso in Monteleone.</p>
<p style="padding-left: 150px;">3 Ma bènnidu su bisconte de Narbona<br />
ad gubernare s’arborea gente<br />
factu ch’haviat un’alleanza bona<a name="_ftnref5" href="#_ftn5"><!--[if !supportFootnotes]-->[5]<!--[endif]--></a><br />
cun su conte et su fizu sou valente<br />
chi sas gentes dughiat de s’Anglona;<br />
cun ipsos s’incaminat fieramente<br />
contra su re Martinu – qui a Kalaris benesit,<br />
et gherra illi factesit – cun felice destinu<br />
chi rutu cust’esercitu alleadu<br />
ad stentu su bisconte fuit salvadu.<a name="_ftnref6" href="#_ftn6"><!--[if !supportFootnotes]-->[6]<!--[endif]--></a></p>
<p style="padding-left: 210px;">4 Ad stentu su bisconte s’est salvadu<br />
pro mesu de su forte Nicolosu,<br />
ma su conte dae caddu trabuccadu<br />
in sa stessa battaglia corazosu<br />
raccumandesit a su fizu amadu<br />
sas terras et contadu suo gloriosu;<br />
in tanta confusione – fugit cullu bisconte<br />
et su pizzinnu conte – tornat dai Monteleone,<br />
inhue posca cun filiale cura<br />
ad su padre donesit sepultura.<a name="_ftnref7" href="#_ftn7"><!--[if !supportFootnotes]-->[7]<!--[endif]--></a><br />
<span id="more-2717"></span></p>
<p style="padding-left: 150px;">5 Ma sa gente arboresa indispettida<br />
contra de s’avvilidu narbonesu<br />
cun solenne corona tott’unida<br />
nominesit pro juighe de s’Arboresu<br />
cullu<a name="_ftnref8" href="#_ftn8"><!--[if !supportFootnotes]-->[8]<!--[endif]--></a> forte et de fama connoschida<br />
su nobile Cupellu oristanesu;<a name="_ftnref9" href="#_ftn9"><!--[if !supportFootnotes]-->[9]<!--[endif]--></a><br />
a sa tale electione – haviant presidu parte<br />
cun bell’amore et arte – sos de Monteleone<br />
timende chi su novu donnu ipsoro<br />
de Brancaleone jugheret su coro.</p>
<p style="padding-left: 210px;">6 Intantu s’affligidu donnicellu,<br />
pro podersi sas terras affirmare,<br />
essende multu riccu, forte et bellu,<br />
senza si avvilire et humiliare<br />
tentat cun ipso nobile Cupellu<br />
pro mesu de mezanos suos tractare;<br />
et su bonu et clemente – lassende sa discordia<br />
fattesit sa concordia – in su modu sighente:<br />
tornando a Nicolosu onne cosa,<br />
et dandoli sa sorre pro isposa.<a name="_ftnref10" href="#_ftn10"><!--[if !supportFootnotes]-->[10]<!--[endif]--></a></p>
<p style="padding-left: 150px;">7 Ma torradu a Sardinia su bisconte<br />
cun bastante dinaris et soldados<br />
faghesit gherra ad s’infelize conte<br />
et li leesit totu sos istados,<br />
et cale ladru cun su furtu in fronte<br />
lu teniat in presone cun serrados,<br />
ma cun s’oro et s’arghentu – sa libertade hapesit;<br />
però non lu lassesit – pius tranquillu et cuntentu<br />
qui cun frequentes assaltos et gherras<br />
li tormentesit castellos et terras.</p>
<p style="padding-left: 210px;">8 Ma pro su nomen de su suo cognadu<a name="_ftnref11" href="#_ftn11"><!--[if !supportFootnotes]-->[11]<!--[endif]--></a><br />
et pro sa sua potentia et valore<br />
fudi de posca bene rispectadu<br />
dai su bisconte et su guvernadore,<br />
et bene guvernende in onne stadu<br />
de sos vassallos suos fit s’amore:<br />
iscolas aperesit – pro sa sua clementia,<br />
de totus cun sapientia – sa mente inluminesit;<a name="_ftnref12" href="#_ftn12"><!--[if !supportFootnotes]-->[12]<!--[endif]--></a><br />
et ancu sa justitia hat provididu<br />
et sa seca paterna ancu hat sighidu.<a name="_ftnref13" href="#_ftn13"><!--[if !supportFootnotes]-->[13]<!--[endif]--></a></p>
<p style="padding-left: 150px;">9 Quando guerra faghesit ad su re<br />
su comune de Janua potente<br />
pro su suo juramentu qui fit lè<a name="_ftnref14" href="#_ftn14"><!--[if !supportFootnotes]-->[14]<!--[endif]--></a><br />
si monstresit totu indifferente<a name="_ftnref15" href="#_ftn15"><!--[if !supportFootnotes]-->[15]<!--[endif]--></a><br />
pensende solu de mirare ad se<br />
et ad su bene de sa sua gente;<br />
ma in su battordighi anno – pro sola presuntione<br />
dae maligna persone – hapesit un’affanno<br />
qui dai su suo Castellu Janovesu<br />
et personas et merces ill’hant presu.</p>
<p style="padding-left: 210px;">10 Tale fit sa calunnia formada<br />
de Janua benende una galera,<br />
ad probe ’e su Castellu fuit passada<br />
et su patronu cun bona manera<br />
ad una nae sarda inhie incontrada<br />
qui jughiat una vacca et multa fera<br />
cun su dinare in mano – sa roba domandesit<br />
et a Deu si juresit – comente christiano<a name="_ftnref16" href="#_ftn16"><!--[if !supportFootnotes]-->[16]<!--[endif]--></a><br />
qui su justu valore hiat pagare<br />
ne de sa nae sa zente hiat a toccare.</p>
<p style="padding-left: 150px;">11 Passesit una nae ad su momentu<br />
cumandada da unu aragonesu<br />
et cun grande mentida et tradimentu<br />
sa nae sarda ad suo podere hat presu<br />
cun gente de su conte et carriamentu,<a name="_ftnref17" href="#_ftn17"><!--[if !supportFootnotes]-->[17]<!--[endif]--></a><br />
narende qui ad su conte fiat difesu<a name="_ftnref18" href="#_ftn18"><!--[if !supportFootnotes]-->[18]<!--[endif]--></a><br />
de cussu portu susu<a name="_ftnref19" href="#_ftn19"><!--[if !supportFootnotes]-->[19]<!--[endif]--></a> – de merce garrigare<br />
over descarrigare – qui tale fiat abusu<br />
pro qui custu dirittu et regalia<br />
pertenet a sa sola monarchia.</p>
<p style="padding-left: 210px;">12 Dai custu tempus multos dispiagheres<br />
ill’hant dadu sos regios officiales<br />
usurpendesi dirittos et poderes<br />
qui furunt de su donnu ispeciales<br />
ma cun grandi prudencia sos doveres<br />
querfesit cunservare cun sos reales<br />
semper cun dignitade – mantenesit su stadu<br />
ne l’atterresit gradu – nen forte auctoridade<br />
faghende tempus senza desperare<br />
de podersi unu die bindicare.<a name="_ftnref20" href="#_ftn20"><!--[if !supportFootnotes]-->[20]<!--[endif]--></a></p>
<p style="padding-left: 150px;">13 Pro pagare su pretiu de sas terras<br />
ad su dictu bisconte de Narbona,<br />
et pro cessare totu cussas gherras<br />
cun proada injustitia s’Aragona<br />
querfit segare cun acutas serras:<br />
leadu dae su Rennu summas bonas<br />
totos sos feudatarios – onne terra et citade<br />
senza de charitade – los fesit tributarios,<br />
et custu donnu senza proportione<br />
benit taxadu pro sa sua porcione.</p>
<p style="padding-left: 210px;">14 Intesidu chi aviat chi su re<br />
artillerias et pulvera bastante<br />
mandesit ad su suo visure<br />
timende alcuno inganno in ipsu istante<br />
sas de Eleonora posidu hat in pè<a name="_ftnref21" href="#_ftn21"><!--[if !supportFootnotes]-->[21]<!--[endif]--></a><br />
ch’ipse hapesit dae su padre amante;<br />
cun totu secretesa – ancu factu l’haviat<br />
proite s’aspectaiat – un’armada genuesa<br />
pro fagher guerra a Calaris tremenda<br />
de sos dannos atidos in esmenda.<a name="_ftnref22" href="#_ftn22"><!--[if !supportFootnotes]-->[22]<!--[endif]--></a></p>
<p style="padding-left: 150px;">15 Siguende intanto sas persecutiones<br />
pro su ingiustu tributu ritardadu<br />
li sequestresint varias regiones<br />
comente factu l’hant ad su cognadu;<br />
non manchesit in Tatari persones<br />
qui cullos fructos suos hant comperadu<br />
et totu custos factos – l’hant su coro affligidu<br />
et si non fuit benidu – ad guerriviles actos;<br />
secretamente tando machinesit<br />
chi terras et castellos sublevesit.</p>
<p style="padding-left: 210px;">16 Intanto pius mercantes tataresos<br />
qui generosos factos fint in s’hora,<br />
sos bosanos et multos algheresos<br />
qui ad su donnu queriant atire fora<br />
pro tenner territorios pius lucrosos;<br />
passadu qui bi fiat donnu Besora<a name="_ftnref23" href="#_ftn23"><!--[if !supportFootnotes]-->[23]<!--[endif]--></a><br />
pro unire ad sas citades – novas jurisdictiones<br />
factu hant machinationes – et pius iniquidades<br />
ad ruina de unu donnu sardu<br />
ch’ad s’Aragona resistiat gagliardu.</p>
<p style="padding-left: 150px;">17 A cotales et ateros afrontos<br />
non resistende s’homine valente<br />
cun sos vassallos qui los tenet prontos<br />
dae su castellu bessint prontamente<br />
de sos rivales a leare contos<a name="_ftnref24" href="#_ftn24"><!--[if !supportFootnotes]-->[24]<!--[endif]--></a><br />
de sos tortos attidos vilimente:<br />
sas terras sequestradas – cun sa forza riprendet<br />
et cun corazu attendet – sas contrarias armadas.<br />
Ma pro difender onne sua raxone<br />
l’accusarunt de iniqua rebellione.</p>
<p style="padding-left: 210px;">18 Intanto su Besora cun sas gentes<br />
et cun sos dictos sardos disleales<br />
assediat Monteleone; ma furentes<br />
sos Dorias respinghesint sos reales<br />
nen pro l’assartigiare hapidu hant dentes<br />
ca vanu fit muntare iscolios tales,<br />
ma però donnu Anthone – custu affare finesit<br />
et sa terra cedesit – pro sa sua intercessione,<br />
et su castellu de Bonvehi ancora<br />
senza assaltigiu cedet ad Besora.</p>
<p style="padding-left: 150px;">19 Ritiradu pro tantu cullu conte<br />
ad su Castellu suo Janovesu<br />
totus ramentat cun serena fronte<br />
sas injusticias de s’aragonesu,<br />
ma benende de cussas ad sa fonte<br />
s’odiu b’hat vistu de su tataresu,<a name="_ftnref25" href="#_ftn25"><!--[if !supportFootnotes]-->[25]<!--[endif]--></a><br />
de Fara et de Gambella – Montanianu et Maroniu,<br />
Rudulante, Coroniu – et volubile stella,<br />
et custu solu l’afflighiat su coro<br />
ca conoschiat s’ambitione ipsoro.</p>
<p style="padding-left: 210px;">20 Et como cussu judiciu lasso in mesu<a name="_ftnref26" href="#_ftn26"><!--[if !supportFootnotes]-->[26]<!--[endif]--></a><br />
qui Tatari pensende a una ambasciada<br />
ad su re don Alfonsu aragonesu<br />
pro benner onne gratia confirmada<br />
ateros tres tale caminu hant presu<br />
vintos dai s’ambitione discarada<a name="_ftnref27" href="#_ftn27"><!--[if !supportFootnotes]-->[27]<!--[endif]--></a><br />
ma su qui fesint cussos – sos primos dextruesint<br />
pro qui a su re proesint – qui non funt nuntios justos<br />
ca non haviant poderes generales<br />
ma de pagas personas ispeciales.</p>
<p style="padding-left: 150px;">21 Su conte intantu bene hat rinforzadu<br />
cullu castellu prontu a sa difesa<br />
inhue multos vassallos bi hant intradu<br />
fughidos dai Besora in culla impresa;<br />
et de posca sa mente sua hant boltadu<br />
a fagher novas lees cun sabiesa<br />
firmu in su pensamentu – chi su re si appiadaret<br />
et benignu acceptaret – su justu suo lamentu<br />
ancu qu’esseret male informadu<br />
dae sos qui lu queriant jà istrumadu.<a name="_ftnref28" href="#_ftn28"><!--[if !supportFootnotes]-->[28]<!--[endif]--></a></p>
<p style="padding-left: 210px;">22 Combinadu fit ancu in su cumone<a name="_ftnref29" href="#_ftn29"><!--[if !supportFootnotes]-->[29]<!--[endif]--></a><br />
de Janua qui su ajudu illi diat dare<br />
overo de incontrare sa persone<br />
qui oro illi prestaret in dinare,<br />
qui segundu sa facta convencione<br />
a donnu Alfonsu depiat pagare<br />
pro li tornare in totu – sos antigos istados<br />
dae totu invidiados – pro su commerciu et motu<br />
de s’industria, sas artes et sa scientia<br />
ch’introdusidu haviat cun sapientia.</p>
<p style="padding-left: 150px;">23 Ma quando de presone fint bessidos<br />
sos duos rivales suos Saba et Gambella<a name="_ftnref30" href="#_ftn30"><!--[if !supportFootnotes]-->[30]<!--[endif]--></a><br />
ue donn’Erill<a name="_ftnref31" href="#_ftn31"><!--[if !supportFootnotes]-->[31]<!--[endif]--></a> los teniat presidos<br />
pro depidos de grande summa et bella,<br />
d’esser ambitiosos non pentidos<br />
pensant a renovare sa gabella:<br />
cun horribiles tramas – calunnias et arte<br />
chircant in onne parte – de sfogare sas bramas<br />
ma donnu Nicolosu cun coraggiu<br />
hat bindicadu onne novu oltraggiu.</p>
<p style="padding-left: 210px;">24 Ma finalmente cun decretu reale<br />
fuit declaradu publicu rebellu,<br />
et pro custu contentu onne rivale<br />
s’armat pro assaltigiare su Castellu,<br />
ma su donnu cun coro martiale<br />
nde faghet horribile maxellu;<br />
pro custa mala guerra – pensesint mezus mediu<br />
in plantare s’assediu – in tota culla terra,<br />
et tanto illi hant istretta fortemente<br />
qui non podiat intrare roba o zente.</p>
<p style="padding-left: 150px;">25 Però su conte cun sa sua prodesa<br />
dae sa citade essinde cun furore<br />
supra sa sarda gente et aragonesa<br />
battit in cussu logu su terrore<br />
et pius voltas lu fesit cun lestresa<br />
et de sas gentes suas cun honore,<br />
ma una fine pro dare – ad sos travalios duros<br />
ca fortes fint sos muros – non bi podiant intrare,<br />
sos nemigos recurrent ad s’ingannu<br />
qui de su donnu fit s’ultimu dannu.<a name="_ftnref32" href="#_ftn32"><!--[if !supportFootnotes]-->[32]<!--[endif]--></a></p>
<p style="padding-left: 210px;">26 Unu corsu Martino dessa Vanna,<a name="_ftnref33" href="#_ftn33"><!--[if !supportFootnotes]-->[33]<!--[endif]--></a><br />
unu tempus amigu de su Doria,<br />
et pro tale arrestadu da unu Sanna,<br />
intrat narendeli una finta istoria<br />
ponendelu in terrore et paura manna<br />
de perder ipsa vida et onne gloria.<br />
Cretidu hat s’innozente – a chie promissa donat<br />
chi su re lu perdonat – li cedet terra et gente<br />
et qui li daret sa compensatione<br />
de sos redditos suos in proportione.</p>
<p style="padding-left: 150px;">27 Factu su parlamentu et su tractadu<br />
cedet sa terra a su guvernadore,<br />
ma tantostu sas trupas bi hant intradu<a name="_ftnref34" href="#_ftn34"><!--[if !supportFootnotes]-->[34]<!--[endif]--></a><br />
bi ponint su sachiju<a name="_ftnref35" href="#_ftn35"><!--[if !supportFootnotes]-->[35]<!--[endif]--></a> cun horrore,<br />
pro tale factu su conte ispuriadu<br />
bistu qui haviat su corsu traitore<br />
cun su furtu,<a name="_ftnref36" href="#_ftn36"><!--[if !supportFootnotes]-->[36]<!--[endif]--></a> de spada ill’hat passadu<br />
et s’ira sua sfoghende – cun issos suos fideles<br />
contra certos crudeles – sighit infuriende,<br />
ma pro non esser presu, asie feridu<br />
cun totu cussos sinde fuit fughidu.<a name="_ftnref37" href="#_ftn37"><!--[if !supportFootnotes]-->[37]<!--[endif]--></a></p>
<p style="padding-left: 210px;">28 Cun su bastardu suo donnu Traodoro<a name="_ftnref38" href="#_ftn38"><!--[if !supportFootnotes]-->[38]<!--[endif]--></a><br />
fughit sa morte s’affligidu conte,<br />
cun sos iscriptos suos, joias et oro<br />
ad unu cuile de lontanu monte<a name="_ftnref39" href="#_ftn39"><!--[if !supportFootnotes]-->[39]<!--[endif]--></a><br />
ch’ad Janua de andare haviat in coro<br />
et scriver ad su re cun clara fronte<br />
pro totu illi monstrare: – sas viles ambitiones,<br />
sos tortos et traiciones – et s’injustu operare.<br />
Ma cando sa nae corsa comparesit<br />
de grande languitade ipse ruesit.</p>
<p style="padding-left: 150px;">29 Cura non li juvesit nen meighina<br />
chi illi desit su phisicu valente<br />
ca sa persona sua fit in ruina<br />
et qualunca remediu non potente,<br />
ma bidende sa morte jà bighina<br />
bi si disponet bolontariamente;<br />
gasi hat terminadu – culla domo de Doria<a name="_ftnref40" href="#_ftn40"><!--[if !supportFootnotes]-->[40]<!--[endif]--></a><br />
qui ebbìa pro memoria – su nomen bi hat lassadu<br />
ad infamìa de cullos suos rivales<br />
et ad honore de sos sardos leales!</p>
<p>TRADUZIONE:</p>
<p style="text-align: justify;">1 Don Nicolò era figlio del potente e forte Brancaleone, concepito con donna Angela Melone, frutto di un amore tormentato. Il padre gli aveva dato insieme all’affetto la migliore educazione: lo studio fu sufficiente e in questa vasta terra apprese con prontezza l’arte della guerra, e poiché era di grande intelligenza era la gioia dei saggi.</p>
<p style="text-align: justify;">2 Morto il figlio di donna Eleonora mostrò il suo valore insieme al padre, seguendo di ora in ora l’esercito, assalendo i castelli infuriato con i nemici e i traditori e difendendo la patria con onore; quando l’Arborea scacciò il conte facendo forte resistenza, uccise don Aresu, ma il padre Brancaleone rimase ferito e si chiuse<br />
con lui nel castello di Monteleone.</p>
<p style="text-align: justify;">3 Ma il visconte di Narbona, venuto a governare il popolo d’Arborea, aveva stretto una forte alleanza col conte e col suo valoroso figlio che guidava le truppe dell’Anglona; insieme a loro si diresse coraggiosamente contro il re Martino che venne a Cagliari e fece loro guerra con buoni risultati, tanto che, disperso l’esercito<br />
alleato, il visconte fu salvato a stento.</p>
<p style="text-align: justify;">4 Il visconte si salvò a stento, grazie all’aiuto del forte Nicolò, ma il conte coraggioso, che nella stessa battaglia era caduto da cavallo, raccomandò all’amato figlio le sue terre e il suo glorioso contado; in tanta confusione il visconte fuggì e il giovane conte ritornò da Monteleone. Dove in seguito diede sepoltura al padre con amore di figlio.</p>
<p style="text-align: justify;">5 Ma il popolo d’Arborea, adirato contro il narbonese sconfitto, in una solenne riunione plenaria nominò giudice d’Arborea Cubellu l’oristanese, forte e di riconosciuta fama; a questa elezione avevano preso parte con affetto e passione anche quelli di Monteleone, nel timore che il loro nuovo signore avesse le stesse<br />
idee del padre Brancaleone.</p>
<p style="text-align: justify;">6 Intanto il giovane signore afflitto, pur essendo molto ricco, forte e bello, per potersi insediare nel suo dominio senza doversi avvilire ed umiliare tentò, attraverso suoi inviati, di trattare con lo stesso nobile Cubellu; e quello, buono e clemente, depose l’inimicizia e strinse un accordo in questo modo: restituì a Nicolò tutti i suoi domini e gli diede in sposa la sorella.</p>
<p style="text-align: justify;">7 Ma il visconte, tornato in Sardegna con una buona quantità di denari e di soldati, fece guerra all’infelice conte e gli tolse tutti i domini, e lo teneva segregato in prigione come un ladro matricolato, fino a quando riuscì a riavere la libertà a prezzo d’oro e d’argento; ma non lo lasciò più in pace e continuò con attacchi fequenti e guerre a disturbare castelli e possedimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">8 Ma grazie al nome del cognato e per la sua stessa potenza e valore in seguito fu rispettato dal visconte e dal governatore, e poiché governava bene in tutti i suoi territori era molto benvoluto dai suoi vassalli: aprì delle scuole e grazie alla sua generosità la sapienza illuminò la mente di tutti; provvide anche alla giustizia e seguì la linea di condotta del padre.</p>
<p style="text-align: justify;">9 Quando il potente comune di Genova fece guerra al re, fu fedele al suo giuramento come fosse legge e si mostrò del tutto indifferente, intento soltanto a pensare a se stesso e al bene della sua gente; ma al quattordicesimo anno, per la presunzione di una persona cattiva ebbe una contrarietà, perché dal suo Castelgenovese gli presero merci e persone.</p>
<p style="text-align: justify;">10 L’incidente era accaduto perché una galera proveniente da Genova era passata presso Castelgenovese, e il comandante si era rivolto con buone maniere a una nave sarda che aveva incontrato in quella zona e che trasportava una vacca e molto altro bestiame: tenendo il denaro in mano chiese delle bestie e giurò davanti a<br />
Dio, come buon cristiano, che avrebbe pagato il giusto valore e non avrebbe toccato l’equipaggio della nave.</p>
<p style="text-align: justify;">11 In quel momento passò una nave comandata da un aragonese, e con la menzogna e il tradimento catturò la nave sarda, e insieme la gente del conte e il carico, dicendo che al conte era interdetto caricare o scaricare merci in quel porto, che si trattava di un abuso perché tale diritto apparteneva soltanto alla monarchia.</p>
<p style="text-align: justify;">12 Da allora gli ufficiali del re gli diedero molti dispiaceri, perché usurpavano diritti e poteri che erano stati specificamente suoi, ma egli volle confermare con grande prudenza i suoi doveri verso i reali, mantenne sempre con dignità il suo stato e non si fece sottomettere da gradi o autorità, e trascorreva il tempo senza disperare, nella speranza di potersi un giorno vendicare.</p>
<p style="text-align: justify;">13 L’Aragona, per pagare il prezzo delle terre al visconte di Narbona e per far cessare tutte quelle guerre, volle con chiara ingiustizia imporre misure taglienti: sottrasse al Regno i maggiori beni e sottopose senza misericordia a tributo tutti i feudatari, i territori e le città, e anche questo nobile venne tassato per la sua parte, senza alcuna proporzione.</p>
<p style="text-align: justify;">14 Come seppe che il re aveva mandato al viceré una buona quantità di artiglierie e di polvere da sparo, subito, temendo un’imboscata, rimise in funzione quelle di Eleonora, che aveva avuto dall’affezionato padre; lo aveva fatto in tutta segretezza perché aspettava un’armata da Genova per far guerra a Cagliari e così vendicarsi dei danni subiti.</p>
<p style="text-align: justify;">15 Continuando intanto a perseguitarlo per l’ingiusto tributo che egli tardava a pagare, gli Aragonesi gli sequestrarono i vari possedimenti, e così fecero al cognato; né mancarono a Sassari le persone che acquistarono questi suoi possedimenti, e tutti questi fatti gli avrebbero portato l’afflizione nel cuore se non si fosse dato ad atti di guerra; e infatti manovrò segretamente e riuscì a liberare terre e castelli.</p>
<p style="text-align: justify;">16 Intanto numerosi mercanti sassaresi, che erano appena diventati nobili, volevano, con i bosani e gli algheresi, cacciare don Nicolò per impossessarsi dei territori più redditizi; una volta che arrivò il viceré Besora per unire nuovi territori alle città ordirono delle macchinazioni ed altri inganni a danno del nobile sardo che resisteva gagliardo all’Aragona.</p>
<p style="text-align: justify;">17 Non sopportando questi ed altri attacchi, quell’uomo valoroso uscì all’improvviso dal castello con i seguaci che teneva pronti, per chiedere conto ai nemici dei torti che vigliaccamente gli avevano fatto: riprese con la forza le terre che gli erano state prese e si apprestò coraggiosamente ad affrontare le armate nemiche. Ma per aver difeso la sua ragione lo accusarono d’ingiusta ribellione.</p>
<p style="text-align: justify;">18 Intanto il Besora con le sue truppe e con quei sardi traditori assediò Monteleone; ma i Doria infuriati respinsero i reali e questinon ebbero la forza sufficiente per assalirli perché era impossibile salire per quelle rocce, tuttavia don Antonio mise fine alla contesa e per la sua intercessione il territorio fu ceduto, e cedette al Besora anche il castello di Bonvehi, che pure non era stato assaltato.</p>
<p style="text-align: justify;">19 Il conte si ritirò pertanto nel suo Castelgenovese, e ricordava tutte le ingiustizie subite dagli Aragonesi, ma cercandone l’origine ci vide l’odio dei sassaresi Fara, Gambella, Montagnano e Marongiu, Rudulante e Corongiu e il loro comportamento volubile, e solo questo gli contristava il cuore, visto che conosceva la loro<br />
ambizione.<br />
20 Ma ora lascio da parte il giudizio perché Sassari pensava di mandare un’ambasciata al re d’Aragona Alfonso per ottenere la conferma di tutte le concessioni; ma anche altri tre partirono per la stessa destinazione, vinti da un’ambizione sfacciata; e questi riuscirono ad annientare i primi messaggeri dando al re le prove che non erano i giusti inviati perché non avevano poteri generali ma soltanto di pochi particolari.</p>
<p style="text-align: justify;">21 Intanto il conte rafforzava e preparava alla difesa quel suo castello dove erano convenuti molti seguaci fuggiti dal Besora durante ’ultima impresa; in seguito questi lo indussero a emanare nuove e sagge leggi, ed era convinto che il re si sarebbe mosso a compassione e avrebbe ascoltato benignamente il suo giusto lamento, anche se era male informato da quelli che lo davano già per spacciato.</p>
<p style="text-align: justify;">22 C’era anche un accordo con la repubblica di Genova che lo doveva aiutare, e gli doveva far trovare la persona che gli avrebbe prestato il denaro in oro che secondo l’accordo stipulato avrebbe dovuto pagare a don Alfonso affinché gli restituisse per intero gli antichi stati invidiati da tutti per il commercio, le attività produttive, le arti e la scienza che aveva saggiamente introdotto.</p>
<p style="text-align: justify;">23 Ma i suoi rivali Saba e Gambella, quando uscirono dalla prigione dove l’Erill li teneva chiusi per un grosso debito, essendo degli ambiziosi non ancora pentiti pensarono di rinnovare il loro inganno: con trame orribili, calunnie e abili inganni cercarono in ogni modo di dare attuazione alla loro avidità, ma don Nicolò respinse coraggiosamente tutte le nuove offese.</p>
<p style="text-align: justify;">24 Infine fu dichiarato con decreto reale ribelle pubblico, e contenti di questo tutti i suoi nemici presero le armi per assaltare Castelgenovese, ma Nicolò con impeto di guerra ne fece un terribile macello; visto questo esito negativo pensarono di mettere l’assedio alla città e la strinsero così fortemente che non potevano entrare né le merci né le persone.</p>
<p style="text-align: justify;">25 Ma il conte, uscendo dalla città con furore e forte del suo valore si scagliò sulla turba di sardi e aragonesi portando tra loro il terrore, e questo lo fece più volte con abilità e con risultati onorevoli per i suoi seguaci, ma per trovare uno sbocco ai duri scontri, visto che le mura erano resistenti e non riuscivano a valicarle, i nemici ricorsero all’inganno e procurarono al conte l’estremo danno.</p>
<p style="text-align: justify;">26 Un corso chiamato Martino della Vanna, un tempo amico del Doria e per questo arrestato da un certo Sanna, lo raggiunse e gli raccontò una storia finta, instillandogli terrore e la grande paura di perdere persino la vita, oltre che la gloria. Gli credette l’innocente e gli promise che, se il re lo avesse perdonato e gli avesse dato un compenso proporzionato ai suoi redditi, gli avrebbe ceduto i territori e gli abitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">27 Avviate le trattative e fatto l’accordo cedette il territorio al governatore, ma subito vi entrarono le truppe e vi fecero un orribile saccheggio, per questo il conte infuriato non appena vide il corso traditore lo passò a fil di spada, poi continuò a sfogare la sua ira infierendo con i suoi fidi contro certi nemici; poi, per non essere catturato, per quanto ferito, fuggì insieme a tutti i suoi.</p>
<p style="text-align: justify;">28 Il conte rattristato fuggì la morte col suo figlio bastardo don Traodoro, portando i suoi documenti, i gioielli e l’oro, e raggiunse un ovile su un monte lontano perché aveva intenzione di raggiungere Genova per scrivere apertamente al re per dichiarargli tutto: le vili ambizioni, i torti e i tradimenti e l’agire ingiusto. Ma quando la nave corsa comparve egli cadde per la grande debolezza.</p>
<p style="text-align: justify;">29 Non gli giovarono le cure né le medicine che gli diede un bravo medico perché il suo fisico era ormai disfatto e qualsiasi rimedio era inefficace, ma egli, vedendo la morte già vicina, vi si dispose di buon animo; così ebbe termine quella stirpe dei Doria che ha lasciato il suo nome solo per ricordo, a rinnovata infamia di quei suoi nemici e ad onore dei sardi leali!</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn*">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn*" href="#_ftnref*"><!--[if !supportFootnotes]-->[*]<!--[endif]--></a> [V 7-23]. Deghina. Vita, imprese e morte di Nicolò Doria. Nella canzone del De Putzo ho trascurato in moltissime parole l’ortografia antica come calupnia, compte, damno, grandi, guerras, ecc. per adattarle al popolo. [Una parte della prefazione alla V raccolta è dedicata a questa composizione: «Mi è molto caro poi, e mi gode l’animo di porre a capo di questa seconda serie una canzone del secolo XV la quale faceva parte  delle preziose carte di Arborea, acquistata dal Conte D[on] Carlo di Vesme che gentilmente me l’ha ceduta per pubblicarla. In essa canzone sono raccontate le imprese, le virtù, il coraggio, il tradimento e la caduta dell’infelice Conte Nicolò Doria. Se allorquando pubblicai le di lui leggi doganali e marittime di Castel Genovese (Testo ed illustrazioni di un Codice cartaceo del secolo XV, contenente le leggi doganali e marittime del porto di Castel Genovese ordinate da Nicolò Doria, Cagliari, Timon, 1859), e la sua moneta d’argento scoperta in Monteleone (Memoria sopra una moneta finora unica di Nicolò Doria conte di Monteleone, e signore di Castel Genovese, Cagliari, Tipografia Arcivescovile, 1868) avessi avuto presente questo documento, avrei potuto schiarire alcuni punti oscuri della sua vita, tra i quali la maternità ed il luogo della sua morte; ora si potranno coprire queste lacune ed i futuri biografi potranno distendere una bella pagina della storia sarda, riportando in disteso la sua biografia. L’autore di esso componimento è un mercante di Monteleone, forse testimonio oculare di quanto viene a narrare di quel Principe. Il metro usato in questa canzone può dirsi Deghina antica perché il settimo ed ottavo verso è composto di quattro versi di sette sillabe, secondo il gusto della poesia meridionale; e siccome l’autografo fu postillato in latino dal possessore di questo canto, forse vicino ai tempi del poeta, così riporterò queste con altre mie osservazioni per maggiore schiarimento ed intelligenza»].</p>
</div>
<p><!--[if !supportFootnotes]--></p>
<hr size="1" />
<div id="ftn1">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn1" href="#_ftnref1"><!--[if !supportFootnotes]-->[1]<!--[endif]--></a>. Onne, ogni.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn2">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn2" href="#_ftnref2"><!--[if !supportFootnotes]-->[2]<!--[endif]--></a>. Padre, babbu.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn3">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn3" href="#_ftnref3"><!--[if !supportFootnotes]-->[3]<!--[endif]--></a>. Fudit, fuit.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn4">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn4" href="#_ftnref4"><!--[if !supportFootnotes]-->[4]<!--[endif]--></a>. Occhirit, occhesit donnu Aresu, non si sa chi fosse costui, forse il capo del popolo.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn5">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn5" href="#_ftnref5"><!--[if !supportFootnotes]-->[5]<!--[endif]--></a>. Qui si trova la seguente nota: Hec alligantia Nicolaus firmavit respectu patris, ipse enim renuebat [Nicolò aderì a questa alleanza per rispetto al padre, egli infatti la disapprovava].</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn6">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn6" href="#_ftnref6"><!--[if !supportFootnotes]-->[6]<!--[endif]--></a>. Allude all’arrivo del re Martino ed alla vittoria ottenuta in Sanluri nel 1408, in cui restarono sconfitti il visconte e Brancaleone.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn7">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn7" href="#_ftnref7"><!--[if !supportFootnotes]-->[7]<!--[endif]--></a>. Qui si trova la nota: Quod fuit multum post [Il che avvenne molto tempo dopo]; cioè che la morte di Brancaleone accadde molto dopo questo fatto, e sappiamo che fu seppellito in Monteleone.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn8">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn8" href="#_ftnref8"><!--[if !supportFootnotes]-->[8]<!--[endif]--></a>. Cullu, cuddu.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn9">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn9" href="#_ftnref9"><!--[if !supportFootnotes]-->[9]<!--[endif]--></a>. Don Leonardo Cubellu, primo marchese d’Oristano, il quale aveva diritto ereditario al Giudicato, ricco e potente; nel 1409 gli Arboresi lo proclamarono loro signore.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn10">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn10" href="#_ftnref10"><!--[if !supportFootnotes]-->[10]<!--[endif]--></a>. Nicolò Doria aveva per moglie la sorella di don Leonardo Cubellu, della quale non sappiamo il nome, e perciò ebbe in dote molti feudi tra i quali Monteleone e l’Anglona.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn11">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn11" href="#_ftnref11"><!--[if !supportFootnotes]-->[11]<!--[endif]--></a>. Cioè di don Leonardo.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn12">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn12" href="#_ftnref12"><!--[if !supportFootnotes]-->[12]<!--[endif]--></a>. Qui si trova a margine la seguente nota: Duxit etiam magistros de Janua et de Pisis, et etiam predicatores dictis comunibus, quia linguam italicam diligebant [Fece venire anche insegnanti da Genova e da Pisa; ed anche predicatori, detti comuni perché preferivano la lingua italiana]. Vi era dunque scuola di Lingua italiana. Che in Monteleone vi fosse l’aula Aristotelis instituita dal Doria, ossia l’insegnamento pubblico, lo sapevamo dal Pillito, vedi Ignazio Pillito, Poesie italiane del secolo XII appartenenti a Lanfranco Di Bolasco genovese contenute in un foglio cartaceo del secolo XV, Cagliari, Timon, 1859, p. 52; e Memoria sopra una moneta cit., p. 10.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn13">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn13" href="#_ftnref13"><!--[if !supportFootnotes]-->[13]<!--[endif]--></a>. In questo verso vi è il richiamo d’una nota messa a calce, che dice: Ex scriptis episcopi ploacensis Arnosii qui de sua domo descendebat, accepit quod in villa et in Monte Monteleonis existebant multas antiquas ruinas et deposita de Romanorum tempore, et ideo undique perquisivit, et multas monetas auri et argenti, arma jocalia, et alia valde preciosa invenit; et hoc fuit causa cur patris secam renovaret; tanta enim fuit monetarum quantitas quam in magna cisterna reperit. Eodem anno invente fuerunt multas alias monetas circa Padrie confines prope locum vocatum La Muralla de Jola [Dagli scritti del vescovo di Ploaghe Arnosio, che era della sua stirpe, apprese che nel villaggio e nel monte di Monteleone esistevano molte rovine antiche e reperti del tempo dei Romani, e perciò fece delle ricerche da tutte le parti e rinvenne molte monete d’oro e d’argento, gioielli ed altri oggetti molto preziosi; e questo fu il motivo per il quale poté rinnovare la linea di condotta del padre; grande infatti la quantità di monete che rinvenne in una grande cisterna. In quello stesso anno furono trovate molte altre monete presso i confini con Padria nella località chiamata La Muralla de Jola]. Questa nota conferma quanto io dissi di Monteleone parlando della moneta del Doria, cioè che fosse abitato dal tempo dei Cartaginesi e dei Romani per le tante sepolture e monete che vi si trovano, specialmente alle falde del monte. Il piano della collina è forato da cisterne romane, ripostigli e granai. Vedi Memoria sopra una moneta cit., p. 21.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn14">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn14" href="#_ftnref14"><!--[if !supportFootnotes]-->[14]<!--[endif]--></a>. Fit lè, cioè che era legge.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn15">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn15" href="#_ftnref15"><!--[if !supportFootnotes]-->[15]<!--[endif]--></a>. Qui si trova a margine: Et bene fecit quia parum post facta fuit tregua cum dicto Comuni [E fece bene perché poco tempo dopo venne fatta tregua con quel comune].</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn16">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn16" href="#_ftnref16"><!--[if !supportFootnotes]-->[16]<!--[endif]--></a>. Formola di giuramento usata sino al presente: de christianu, de christianu battizadu, ecc.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn17">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn17" href="#_ftnref17"><!--[if !supportFootnotes]-->[17]<!--[endif]--></a>. Carriamentu, carico.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn18">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn18" href="#_ftnref18"><!--[if !supportFootnotes]-->[18]<!--[endif]--></a>. Difesu, proibito.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn19">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn19" href="#_ftnref19"><!--[if !supportFootnotes]-->[19]<!--[endif]--></a>. Susu, suo.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn20">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn20" href="#_ftnref20"><!--[if !supportFootnotes]-->[20]<!--[endif]--></a>. Qui a margine evvi la nota: Gubernator Logudori usurpavit quoddam saltum domini Nicholosi, sed ipse non vi sed cum prudentia recuperavit post magnam verborum disputationem cum dicto gubernatore in ipso saltu habitam [Il governatore del Logudoro si impossessò di un salto di don Nicolò ed egli lo riebbe non con la violenza ma con la prudenza, dopo una grande contesa che ebbe a parole nel salto con lo stesso governatore].</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn21">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn21" href="#_ftnref21"><!--[if !supportFootnotes]-->[21]<!--[endif]--></a>. Qui a margine evvi la nota: Erant solum quatuor quibus ipsa domina usa fuit in expugnatione Castri de Santlury [Erano soltanto le quattro che la giudicessa aveva utilizzato per espugnare il castello di Sanluri]. Qui<br />
sappiamo il tempo che in Sardegna si faceva uso della polvere di cannoni. Il Della Marmora credeva che prima del 1470, in cui nella battaglia di Uras i soldati di don Leonardo Alagon tolsero due cannoni che i Regii avevano, non si conoscesse la polvere; ora sappiamo che molto prima i Sardi ne facevano uso, quindi le feritoje che si trovano in Monteleone erano per i cannoni. Vedi Alberto Della Marmora, Itinerario dell’isola di Sardegna, nostra traduzione, Cagliari, Alagna, 1868, 2 voll., II, p. 387 [riedito a cura di M. G. Longhi, Nuoro, Ilisso, 1997, pp. 263-264].</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn22">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn22" href="#_ftnref22"><!--[if !supportFootnotes]-->[22]<!--[endif]--></a>. Esmenda, vendetta, emenda.</p>
</div>
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<div id="ftn23">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn23" href="#_ftnref23"><!--[if !supportFootnotes]-->[23]<!--[endif]--></a>. Don Giacomo di Besora, viceré, quello che nel 1434 assediò Monteleone.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn24">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn24" href="#_ftnref24"><!--[if !supportFootnotes]-->[24]<!--[endif]--></a>. Qui si trova un richiamo della nota messa a calce: Inter quos vulneravit erat Gonarius Gambella prosecutor major, quod fuit causa suae mortis anno MCCCCXXXXVI [Tra coloro che colpì c’era Gonario Gambella, il suo maggior persecutore, cosa che fu causa della sua morte nel 1446].</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn25">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn25" href="#_ftnref25"><!--[if !supportFootnotes]-->[25]<!--[endif]--></a>. Qui evvi il richiamo della nota a calce: Sassarensium volubilitatem etiam Rex cognoscebat, et ideo ad custodum Castri Sassari officium Cathalanos nominabat, et idem ad Castellaniam ejusdem, et numquam Sardos [Anche il re era a conoscenza della volubilità dei sassaresi, e perciò affidava a dei catalani il compito di controllare il Castello di Sassari, e la stessa castellania, mai ai sardi].</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn26">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn26" href="#_ftnref26"><!--[if !supportFootnotes]-->[26]<!--[endif]--></a>. Anche quest’altra nota trovasi in fine della canzone: Hic poeta remittit hominibus judicare huiusmodi, scilicet: si Sassarenses ob ambitionem eorum concives offendant, quid mirum si alteros maletractant? [A questo punto il poeta lascia ai lettori il compito di dare un giudizio sulla questione, vale a dire: se i sassaresi recano danno, a causa dell’ambizione, ai loro stessi concittadini, c’è da meravigliarsi se si comportano male verso gli esterni?].</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn27">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn27" href="#_ftnref27"><!--[if !supportFootnotes]-->[27]<!--[endif]--></a>. Discarada, sfacciata.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn28">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn28" href="#_ftnref28"><!--[if !supportFootnotes]-->[28]<!--[endif]--></a>. Istrumadu, distrutto, sconfitto.</p>
</div>
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<div id="ftn29">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn29" href="#_ftnref29"><!--[if !supportFootnotes]-->[29]<!--[endif]--></a>. Cumone, comune, repubblica.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn30">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn30" href="#_ftnref30"><!--[if !supportFootnotes]-->[30]<!--[endif]--></a>. Francesco Saba e Gonnario Gambella che presero parte nell’assedio di Monteleone per cui ebbero in premio i feudi di Fluminargia.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn31">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn31" href="#_ftnref31"><!--[if !supportFootnotes]-->[31]<!--[endif]--></a>. Viceré nel 1417.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn32">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn32" href="#_ftnref32"><!--[if !supportFootnotes]-->[32]<!--[endif]--></a>. A margine avvi la nota: Dicitur quod hoc machinatum fuit a domino Serafino filio domini Serafini Montaniani tunc sponso domine Nicolete d’Arborea quod est pejus [Si dice che questa macchinazione fosse opera di don Serafino, figlio di don Serafino Montagnano e di recente sposo di donna Nicoletta d’Arborea, il che era ancora peggio].</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn33">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn33" href="#_ftnref33"><!--[if !supportFootnotes]-->[33]<!--[endif]--></a>. È la prima volta che si ha notizia di questo traditore corso.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn34">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn34" href="#_ftnref34"><!--[if !supportFootnotes]-->[34]<!--[endif]--></a>. A margine trovasi la seguente nota: Non creditur quod hoc evenit de mandato dicti Gubernatoris, sed a militibus et aliquibus ducibus diabolicis spiritu ad factum incitatis ut Comitem citius perderent; et ipse vicerex erat valde bonus et prudens; immo expectabat regis aprobationem [Si pensa che questo sia accaduto non per mandato del governatore ma ad opera di soldati e di alcuni comandanti dall’animo diabolico, spinti ad agire dall’intento di portare più velocemente alla rovina il conte; il viceré era molto buono e prudente e aspettava l’approvazione del sovrano].</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn35">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn35" href="#_ftnref35"><!--[if !supportFootnotes]-->[35]<!--[endif]--></a>. Sachiju, saccheggio.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn36">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn36" href="#_ftnref36"><!--[if !supportFootnotes]-->[36]<!--[endif]--></a>. Furtu, parola difficile, forse “filo di spada”. Forse fustu o bustu?</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn37">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn37" href="#_ftnref37"><!--[if !supportFootnotes]-->[37]<!--[endif]--></a>. Avvi la nota in margine: Mirabili arte retrocedentes seipsos et multos vulnerando ad palacium ibi per loca secreta inimicorum rabiem evaserunt [Coloro che si ritiravano guadagnarono il palazzo colpendo molti avversari con mirabile abilità e sfuggendo poi alla rabbia del nemico attraverso passaggi segreti].</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn38">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn38" href="#_ftnref38"><!--[if !supportFootnotes]-->[38]<!--[endif]--></a>. Nam filios legitimos non habebat [Difatti non aveva figli legittimi]. Così in nota al margine. Anche Nicolò dunque aveva figli naturali. Era corruttela del secolo.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn39">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn39" href="#_ftnref39"><!--[if !supportFootnotes]-->[39]<!--[endif]--></a>. Altra nota a margine: Dicitur prope Longon sardum [Si dice nei pressi di Longon Sardo].</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="ftn40">
<p style="margin-left: 9pt; text-align: justify; text-indent: -9pt; line-height: 150%;"><a name="_ftn40" href="#_ftnref40"><!--[if !supportFootnotes]-->[40]<!--[endif]--></a>. Qui avvi la nota a margine: Cognomen Doria difusus est in civitate Sassari et Alguerii a Traodori filiis [Il cognome Doria fu diffuso nelle città di Sassari e Alghero da quel suo figlio Traodoro].</p>
</div>
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