Chiaramonti, il portale delle vostre idee

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Archivio di luglio, 2008

Dalla sesta all’ottava giornata.

Scritto da ange de clermont

Capitolo XXIII de “La maschera dalla gonna capitina”

di Ange de Clermont

Il sesto giorno passò in gran fervore per le novenanti, ignare dei rischi che potevano correre, ma certe di contribuire a pregare per la comunità secondo le intenzioni del vicario che, seguendo una dieta a pane e acqua, appariva loro più emaciato e più degno di venerazione. Queste, ormai allenate dalla fatica delle due ore di cammino dei primi cinque giorni, compivano il pellegrinaggio con maggior leggerezza del corpo e dello spirito. Qualche caduta nella discesa di Edras e qualche ciottolo sui piedi, tanto che a momenti preferivano camminare sulla sterrata a piedi nudi, affrontando volentieri la penitenza affinché le loro azioni fossero più efficaci lassù. Lo spirito fraterno che le animava rendeva molto bello l’incontro fra loro lungo il cammino dove, a distanza di venti minuti, una andava e l’altra tornava.

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Inizia il viaggio della riabilitazione in acqua.

Scritto da eleonora grandolfo

E’ da molto tempo che desideravo poter scrivere questa mia testimonianza, perché potesse servire come imput anche ad altri colleghi, che vogliono mettersi in discussione e intraprendere un viaggio, complicato ma al contempo affascinante, all’interno della riabilitazione in acqua, e come consiglio per i pazienti che volessero sperimentare questa tecnica che negli ultimi anni ha preso sempre più piede grazie alla velocità del recupero funzionale rispetto a quello ottenuto lavorando fuori dall’elemento acqua.

Ho iniziato questo cammino nel periodo in cui mi occupavo per conto dell’associazione spina bifida dei ragazzi e bambini affetti da questa patologia, trovandomi un giorno a dover impostare un piano riabilitativo in due pazienti con varie problematiche concomitanti e di difficile soluzione.

Mi venne in mente, ma era più una scommessa con me stessa, di portare questi piccoli pazienti in acqua. A quel tempo non avevo ancora il diploma di riabilitazione in acqua, e iniziai a osservare quale risposta avevo di rimando; devo dire che la risposta fu molto soddisfacente e andò, forse, anche oltre le mie aspettative, infatti grazie all’assenza di gravità i bambini riuscivano ad effettuare alcuni movimenti, soprattutto con gli arti inferiori, che fuori potevano fare solo passivamente. Grazie al mio intervento e a quello dei genitori, persone splendide che mi hanno aiutato sostenendo la mia scelta.

Ed è grazie ai risultati estremamente confortanti che ho iniziato a desiderare di poter dare sempre più risposte anche ad altri pazienti in presenza di altre patologie.

Nel 1997 ho conseguito il diploma di riabilitazione in acqua, ma sono dovuti passare quattro anni prima di poter iniziare a lavorare, perché questo tipo di terapia è legato all’acqua, pertanto i tempi dovevano maturare prima di iniziare.

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La quinta giornata della novena

Scritto da ange de clermont

Capitolo XXII de “La maschera dalla gonna capitina”

di Ange de Clermont

Il quarto giorno si svolse in modo regolare: tutte le novenanti furono puntuali nell’orario e nel loro ruolo, i militi vigilarono attentamente i movimenti dei passanti dei quali riconobbero l’identità, alcuni pellegrini giunsero da Laoru e da Murtis, più modeste le presenza da Vulvu.

Il quinto giorno invece fu più movimentato: qualche servo pastore, a bocca aperta, mentre vigilava sul gregge, cercò di provocare invano le ragazze dall’interno delle tanche in cui pascolava il gregge, più di un cane pastore abbaiò al loro passaggio sulla sterrata, quasi scimmiottando il loro teraco sgangherato.

Ricomparvero ognuno al solito sito sia il dr. Pische sia il dr. Maladdàre. I due uomini, l’uno a Santa Maria Maddalena e l’altro a Santa Giusta, salutarono le ragazze e cercarono d’intavolare invano qualche discussione sulle fisse del vicario di Miramonti, ma le pie fanciulle, altere e sicure di sé, furono secche nelle risposte e salutarono senza concedere a nessuno dei due alcuna replica.

I militi controllarono scrupolosamente i movimenti dei due dottori che, a tratti, si allontanavano dall’ombra degli alberi e a tratti si muovevano avanti e indietro per la lunghezza di venti metri, per ritornare infine a sedersi e a riprendere le letture.

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Il terzo giorno della novena.

Scritto da ange de clermont

Capitolo XXI de “La maschera dalla gonna capitina”

di Ange de Clermont

Il secondo giorno della novena andò tutto liscio: il maresciallo poté spostarsi rapidamente tra le postazioni, identificando i punti cruciali in cui qualcuno avrebbe potuto attaccare le ragazze. Giunse soltanto qualche pellegrino da Laoru nella chiesa della Santa. Niente di speciale da segnalare, a parte un tipo strano, ben coperto da una coppola oscura e dal bavero di un impermeabile, fermatosi a guardare per un po’ da Su Crastu Biancu, poi scomparve nel nulla: forse un servo pastore dei Molinas, forse qualcuno che non voleva farsi vedere, ma che voleva vedere il movimento delle persone nell’area prospiciente la chiesa.

Si venne così al terzo giorno della novena-staffetta. Le ragazze si scambiarono i turni e fra loro ritoccarono un po’ l’ordine delle partenze. I militi sguarnirono le postazioni di Edras e si concentrarono maggiormente tra Nicu, Sa Serra, Orria Pizzinna e il chilometro pianeggiante della valle che separava le chiese delle due Sante.

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Dalle ville medievali al castello di Chiaramonti.

Scritto da ztaramonte

Il 19 luglio alle 18 nella sala consiliare del Comune di Chiaramonti si è svolto il preannunciato convegno sul tema da Orria Pithinna a Chiaramonti. Moderatore il prof. Alberto Moravetti, vicepresidente del Dipartimento di Storia dell’Università di Sassari, relatori il prof. Marco Milanese, archeologo medievale della stessa Università e la sua collaboratrice Maria Cherchi.

Il convegno è stato introdotto dal sindaco Giancarlo Cossu.Conferenza 19.07.2008

Presenti anche vari cultori della materia del paese e cittadini interessati all’argomento.

Il prof. Moravetti ha introdotto il tema mettendo in luce l’importanza che l’archeologia riveste per la storia e quindi per la memoria storica delle nostre comunità. Ha anche rilevato che il prof. Marco Milanese è il primo archeologo medievale che ha preso a cuore le vicende dei villaggi medievali che tra il XII e IV secolo per i più svariati motivi sono stati abbandonati a favore di nuove ubicazioni più idonee ala vita delle popolazioni in continuo movimento migratorio. La parola è passata al relatore principale della serata prof. Milanese che ha esposto in termini chiari e semplici le vicende delle popolazioni degli ottocento villaggi della Sardegna che si sono spostati in preesistenti o in nuovi centri urbani, circa trecento, più adatti alla vita delle popolazioni sarde così come è avvenuto un po’ in tutti i paesi del Mediterraneo e dell’Europa. Tenendo conto di questo vasto contesto si sono applicati modelli euristici che permettono di individuare i villaggi, in questa ricerca in particolare le ville del territorio chiaramontese: oltre alla già illustrata Orria Pithinna, quella di San Giuliano, Paules, San Lorenzo nonché altri villaggi menzionati dal grande studioso Jhon Day e la prof. Terrosu Asole.

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Il primo giorno della novena-staffetta.

Scritto da ange de clermont

Capitolo XX de “La maschera dalla gonna capitina”

di Ange de Clermont

La prima giovane che alle 8 del mattino lasciò l’oratorio di Santa Croce, con la benedizione del vicario, fu Linda. Fattasi il segno della croce con l’acqua santa, uscì dal grande portone secentesco, svoltò verso la sua destra, attraversò la Piatta Balchi, passò davanti all’oratorio della Vergine del Rosario, percorse la vasta sterrata della sorgente che alimentava Funtanedda, iniziò a percorrere Caminu e Cunventu, si segnò quando all’altezza dei castagni, vide la chiesa del Carmine e del Convento dei carmelitani ormai disabitato e il Camposanto, svoltò verso Prammas e recitando il rosario cominciò la discesa del ripido sentiero di Edras. Si muoveva svelta, ma non ansiosa, evitava i grossi sassi e cercava di raggiungere Sa Serra, ammirando gli alberelli delle campagne ripieni di foglioline verdi.

Sostò un po’ davanti ad una quercia secolare per prendere respiro finché concluso il sentiero scosceso, si spinse verso il discesone e il ponte di Piluchi, finalmente risalita un po’ dopo la curva successiva al ponte raggiunse la distesa di Orria Pizzinna, costeggiò la chiesa di Santa Maria Maddalena, dove sostò per un attimo rivolgendo alcune invocazioni alla santa e percorse tra siepi e macchioni la carrozzabile che la portava alla fonte e poi allo spiazzo e alla chiesa di Santa Giusta.

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Da Orria Pithinna a Chiaramonti.

Scritto da carlo moretti

Sabato 19 luglio 2008 alle ore 17:30, presso la Sala Consiliare, verrà presentato lo stato di avanzamento del progetto di ricerca: “I villaggi medievali nel territorio di Chiaramonti”.

Il progetto promosso dall’Amministrazione Schintu che, in collaborazione con “l’Università di Sassari” e con il sostegno della “Fondazione Banco di Sardegna”, prevedeva un ampio e documentato studio sull’intero territorio di Chiaramonti, ricchissimo di testimonianze non solo archeologiche di periodo pre-nuragico e nuragico, ma anche di un più recente passato medievale.

E’ un vivace studio sulle nostre origini più recenti che potrà aiutarci a capire meglio da cosa è nato il nostro paese e perchè è diventato ciò che è ora.

Ultimo cenno, ma non per importanza, tutte le fasi di studio, ricerca e scavo sono coordinate dall’Università di Sassari che si avvale della preziosa collaborazione del nostro stimatissimo concittadino dott. Gianluigi Marras e della d.ssa Maria Cherchi già noti per le splendide escursioni durante le manifestazioni di “Ajò in Anglona”.

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