Scritto da carlo moretti
La chiesa di Santa Giusta detta anche de s’Abba (dell’acqua) o de Orria Pitzinna (del granaio piccolo, il nome della località in cui sorge) è una chiesa medievale dell’Anglona, situata nel comune di Chiaramonti, in provincia di Sassari, da cui dista circa sei chilometri.
La data della sua costruzione non è nota. La prima testimonianza scritta della sua esistenza è riportata in un documento del 1205, un atto con il quale la nobildonna Maria De Thori, zia di Comita I giudice di Torres e giovane vedova di Pietro de Maronju, la donò al priore generale dell’abbazia di San Salvatore di Camaldoli, insieme alla vicina chiesa di Santa Maria di Orria Pithinna (oggi Santa Maria Maddalena) con relativa dotazione di case, pascoli, vigne, animali e servi e ancelle, al fine di fondarvi due monasteri. Al priore e ai suoi successori, concesse, fra l’altro, la libera elezione dei rettori delle chiese donate e la deposizione dei monaci.
L’edificio ha pianta rettangolare a navata unica, con presbiterio rialzato e contrafforti esterni. La chiesa non ha particolare pregio artistico-architettonico, probabilmente a causa dei numerosi restauri che si sono susseguiti ad altrettanti atti di vandalismo: la data del 1790 riportata sul campanile potrebbe riferirsi ad uno di questi rifacimenti. Degna di nota è la presenza di una sorgente naturale e perenne che sgorga sotto al presbiterio, visibile attraverso una finestrella posta nei gradini del presbiterio stesso, la cui acqua scorre sotto il pavimento fin fuori dall’edificio. La convinzione che l’acqua di tale fonte avesse proprietà curative miracolose ha fatto della chiesa un centro di grande devozione popolare, come dimostrano le manifestazioni dei tanti fedeli che tradizionalmente, sino a pochi anni fa, percorrevano a piedi nudi il lungo tragitto dal paese di Chiaramonti fino alla chiesa e le centinaia di ex voto tutt’oggi conservati al suo interno.
Non passano inosservati, murati nella parete interna rivolta a settentrione, quattro teschi che, secondo una leggenda, apparterrebbero agli schiavi che seppellirono il tesoro della principessa Giusta e che poi lei stessa fece uccidere affinché non ne rivelassero l’ubicazione. È proprio a causa della leggenda del tesoro nascosto (su siddadu) che la chiesa venne sottoposta per diverse volte a gravi deturpamenti nell’ultimo dei quali, avvenuto nel 1894, fu distrutta gran parte della pavimentazione.
All’interno della chiesa si trova una reliquia attribuita alla santa, un pezzo d’osso del braccio della lunghezza di circa 15 cm, dichiarata insigne dall’arcivescovo. L’altare è di marmo ed è stato realizzato dallo scultore Giuseppe Sartorio nel 1895.
Nelle immediate vicinanze della chiesa, particolare interesse rivestono alcune rovine, pertinenti alla casa dell’eremitano e alle cumbessias, piccoli alloggi per i pellegrini ed i noveranti.
Una volta all’anno si svolgono i festeggiamenti a Santa Giusta ed in quell’occasione il luogo diventa oggetto di una importante festa campestre che richiama la popolazione di tutto il territorio. Sino a qualche anno fa dopo le funzioni religiose, gruppi di fedeli usavano cantare i gosos in onore della santa.
Bibliografia
- Serafino Sanna, Biografia Leggendaria Santa Giusta, 1911
- Ginevra Zanetti, I Camaldolesi in Sardegna, 1974
- Carlo Patatu, Chiaramonti, le cronache di Giorgio Falchi, 2004
Ecco quanto è recensito in Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Ora veniamo a noi e cioè a quello che realmente il Comitato Festeggiamenti 2012 ha programmato:
Festeggiamenti Religiosi:
19 maggi0 2012:
- ore 11:00 Santa Messa nella Chiesa di Santa Giusta
- ore 18:00 Santa Messa nella Chiesa di Santa Giustaanimata dal Coro Parrocchiale e alla fine corteo processionario delle auto verso Chiaramonti con termine nella Chiesa Parrocchiale di S.Matteo
20 maggio 2012
- ore 8:30 Santa Messa nella Chiesa Parrocchiale di S.Matteo
- 0re 10:30 Corteo processionario delle auto dalla Chiesa Parrocchiale di S.Matteo verso la Chiesa campestre di Santa Giusta
- ore 11:00 Santa Messa nella Chiesa di Santa Giusta animata dal Coro de Tzaramonte
- ore 18:00 Santa Messa nella Chiesa di Santa Giusta
Festeggiamenti Civili:
19 maggio 2012
- ore 13:00 Pranzo per tutti nel sagrato della Chiesa di Santa Giusta
- ore 22:00 Canti a chitarra con Franco Denanni, Franco Dessena, Emanuele Bazzoni. Alla chitarra Bruno Maludrottu e alla fisarmonica Graziano Caddeo.
20 maggio 2012
- ore 17:00 Baby Show, Giochi per bambini, Sculture di palloncini, Trucca bimbi, Maschere, Cartoni Animati e Karaoke per bambini.
- ore 22:00 Tributo ad Andrea parodi
Scritto da ztaramonte
Fonte: La Nuova Sardegna dell’11 maggio 2012, di Letizia Villa
Approvate le aliquote in Consiglio: per le seconde abitazioni si pagherà lo 0,6 per cento
CHIARAMONTI. Nella seduta del 30 aprile del consiglio comunale, l’ultimo presieduto dall’uscente sindaco Giancarlo Cossu, sono stati approvati il regolamento comunale riguardo la
nuova imposta Imu e le aliquote applicate. Un tema che sta tenendo banco tra i proprietari di case preoccupati dell’impatto che la nuova tassa sostitutiva dell’Ici avrà sui bilanci familiari ma anche frastornati dallle notizie contraddittorie che si susseguono sull’argomento.
I due punti al’ordine del giorno sono passati grazie ai sette voti favorevoli della maggioranza. «Sono le aliquote più basse che si potevano applicare dal momento che il Comune di Chiaramonti non può contare, come invece altri paesi del territorio, su entrate particolari provenienti da parchi eolici o simili», ha affermato il sindaco Cossu annunciando che per Chiaramonti si è deciso di applicare il quattro per mille sulle prime case, il sei per mille sulle seconde e l’uno per mille sui fabbricati rurali.
Bisogna ricordare che le amministrazioni comunali possono scegliere quale aliquota applicare scegliendo in un ventaglio che va da un minimo a un massimo. La prima rata, in scadenza a giugno, verrà comunque calcolata in base alle aliquote base fissate dal governo.
Il piano degli interventi socio assistenziali per il 2012, anch’esso posto ai voti nella stessa seduta consiliare, prevede il mantenimento degli interventi già proposti negli ultimi anni.
Quindi verranno assicurati per tutto quest’anno il servizio per l’assistenza domiciliare, quello di telesoccorso del Progetto Sentinella, l’assistenza educativa per i minori e gli infermi di mente, lo sportello Informa giovani – Informa cittadino, il soggiorno climatico per anziani, il sostegno ai portatori di handicap, il progetto “Ritornare a casa”, il programma di contrasto alle povertà estreme, il contributo alle famiglie e per la sala di musica, il servizio ricreativo ludico nella ludoteca del centro di aggregazione sociale. Servizi ai quali l’amministrazione e i cittadini non volevano rinunciare perché assicurano una migliore qualità della vita e un sostegno indispensabile in situazioni disagiate.
A quest’ultimo proposito è in fase di predisposizione un bando comunale per affidare a una cooperativa la gestione delle attività ricreative che hanno sede nel centro sociale.
Tra i vari punti all’ordine del giorno l’unico che ha messo tutti d’accordo, ottenendo il favore unanime dei consiglieri presenti, è stata l’approvazione della gestione in forma associata del servizio bibliotecario.
Letizia Villa
Scritto da carlo moretti
CONFIGURAZIONE DEL TERRITORIO COMUNALE
Il territorio comunale di: Chiaramonti, coi suoi 111,500 Kmq ha la massima estensione geografica tra i comuni dell’Anglona.
I limiti ricordano la forma di uno strano animale dal corpo di volatile in riposo, la zampa e la testa di elefante ,il dorso è rivolto verso Perfugas; la parte inferiore verso Tula ed Ozieri, fino alla zampa anteriore.
L’estremità di questa e la coda toccano Ploaghe, se il volto dell’elefante dovesse muoversi rivolgerebbe i suoi passi verso Ozieri.
Geograficamente, dunque, Chiaramonti confina a Nord con Nulvi, dalla confluenza del Riu Iscanneddu nel Riu Badu Olta, Monte Pertust, (m. 423), Crastu Biancu (m. 466) a Ovest con Ploaghe lungo la linea Crastu Biancu cm. 466); Riu Crapianu, Riu Badu Ebbas, Costa Ortigia, Riu Conca de Fossu, Riu Polcalzos, Riu Frundidu, Riu Badde Pittiris, C. Pertusu, Serra di Monte Pittu (m. 408); a Sud, Sud Ovest col comune di Ozieri, lungo la linea contrassegata da Monte Pittu, Funtana Su Laccheddu, Funtana Cupidasiligo, su Carralzu, Monte Elighia (m. 559, Punta S’Arrocu (m. 500), Punta di Pittia (m. 630), Zappareddu, Funtana Finnialzu, Ghirralza, Su Crabione, Frades Cossittu, Sa Chessa Ruia, Contraedra, Sa Fiurida, Baddios de Pira, Funtana Sa Ruinosa (m. 633), queste ultime località toccano il territorio di Tula); a Est con Perfugas lungo la linea prima sinuosa ed elevata poi meno sinuosa e bassa delle località di Montelidone (m. 487), Su Ballarianu (m. 475), Su Montigiu ‘e S’Omine (m. 464), C. de Basile (m. 426), Nuraghe Pubaddu (m. 395), C. Giagone (315), Scala Modelzu, Corrameana (rn. 208), Frades Contoness (m. 102), al confine col territorio di Martis); a Nord Ovest col territorio comunale di Martis (lungo le località sempre più basse di Baldedu (m. 127 Nuraghe Paulusedda (m. 167), in territorio di Martis, e quelle più elevate di Monte Attallzu (313), Tanca Ide (m. 227), Riu Bide (m. 233). S’Erva Nana, Monte Jscultis (m. 363), Riu Badu Olta (m. 273)~che segna il limite tra il territorio di Chiaramonti, Martis e Nulvi sopra descritto).
Dall’osservazione dei limiti comunali si può, dunque, rilevare che l’area geografica in cui è ubicato Chiaramonti, si presenta varia per altimetria e per caratteristiche di flora e fauna.
La zona più montuosa è situata a Sud, lungo il costone che divide il territorio di Chiaramonti, da quello di Ozieri: questo, dalla configurazione così multiforme è detto Monte Sassu: i punti più elevati variano dai m. 559 del Monte Elighia a m. 640 di Punta di Pittia.
L’altezza media di tutto l’altopiano, a forma di un irregolare arco a sesto acuto, abbraccia quasi un quinto del territorio chiaramotnese e raggiunge la media di 400 metri. Quest’area costituisce il petto del volatile-elefante a cui danno forma i confini comunali: essa è per circa due terzi sassosa e brulla, particolarmente sui costoni del monte e nelle sue immediate propaggini. L’altro terzo è ricoperto da macchie e cespugli, tra cui predominano il cisto, il lentisco e l’asfodelo. Non mancano, peraltro, aree in cui si avverte la presenza dell’acqua manifestata da lussureggianti boschi sempreverdi così come si riscontrano a valle di Funtana Su Cannau, (ai piedi de Su Monte Code (m. 473) in cui vi è un’ampia zona boschiva caratterizzata dalla quercia da sughero (quercu suber) e da ghiande (quercus glandifer): un’altro tratto boschivo è ubicato nei pressi del Riu Istevere. Tutta l’alta montagna chiaramontese è detta comunemente « Sassu Altu», per distinguerla da «Sassu ‘e Giosso», cui si accennerà in seguito. Benché il Monte Sassu sia molto povero di acqua superficiale, non mancano tuttavia delle sorgenti anche nelle zone più aride: tra queste si possono menzionare Funtana Su Laccheddu (m.570), Funtana Tottusupu (m 497), Crabione (m. 384, Sa Toa, Su Cannau.
I corsi d’acqua denominati comunemente «riu» hanno portata interessante e massima durante la stagione invernale mentre ridotti a pozzanghere d’estate (si possono menzionare Riu Chirralza, Riu Dore, Riu ‘Martine, Riu Istevere, Riu Giunturas, Riu Lavrone e Riu Podde che quasi delimitano il monte Sassu e le sue appendici).
Lungo i confini ozieresi a Sud Ovest si estende per un sesto di tutto il territorio chiaramontese, il costone più modesto in altimetria, il monte Sassittu» le cui cime non superano i 500 metri. Questa località, rispetto al monte Sassu, è più ricca di vegetazione: in essa domina la macchia, tuttavia abbondano i boschi sempre verdi e fa anzi da limite alla zona il Riu ‘Conca de Fossu nel cui bacino sì estende la zona boscosa compresa da Sa Ortigia a Aspru S. Pedru. Un’altra area boschiva gravita sul bacino di Riu Badde Pittiris, (tra il Nuraghe Massedda e Coa Pertusa),ma oltre ai due corsi succitati vi sono il Riu Frundidu, Riu Polcaizos e numerose sorgenti, dette come del ‘resto in tutto il territorio chiaramontese, «funtanas».
Le più note da tempi remoti sono, procedendo da Nord a Sud: Sa Terramala, Su Calarighe, Sa Vagadedda, Meddaris, Paludase tutta questa area configura la «zampa d’elefante». Spostando il nostro sguardo verso Sud Sud Ovest, (cioè dai confini ozieresi a quelli perfughesi) ad Est ne geografica del monte Sassu, (in. modo molto più incuneatesi per un tratto nel territorio di Tula) per l’altro in quello di Perfugas: nei pressi della sorgente Sa Ruinosa, la cima più elevata raggiunge i 633 metri, poi comincia a degradare man mano che ci si avvicina ai confini col territorio di Perfugas.
A parte alcuni tratti boschivi (come quelli di Sa Chessa ‘Ruia, Sa Fiurida, Cannaos) il territorio è coperto da macchie e cespugli oppure è privo o quasi di vegetazione, e si estende per circa una trentina di Km.
Le tre zone fin qui descritte, nonostante la suddivisione adottata per motivi di chiarezza, costituiscono in effetti la parte più estesa del Monte Rasu, nelle parti più elevate Sassu Altu, in quelle meno, Sassittu e, infine, in quella che non supera i 300 metri, «Sassu ‘e Giosso>> Questa località, ricca di acque superficiali, è forse la più suggestiva di tutto il Monte Sassu, di cui costituisce anche la parte più valliva dei territorio comunale di Chiaramonti: può, quasi denominarsi la Conca Chiaramontese. E’ ricca di boschi, pascoli, culture e, climaticamente la più felice rispetto al Sassu Altu e Su Sassittu. Quest’area, inoltre, trae vantaggio rispetto alle zone del territorio, in quanto è attraversata dalla direttissimi per Tempio e vi sono numerose sorgenti e svariati torrenti, dei quali il principale è Riu Giunturas.
L’altra zona che contraddistingue il territorio di Chiaramonti, confina col Comune di Nulvi: essa comprende le alture del Monte Pertusu (409 m) del monte Cacchile (462 m.) e del bassopiano che gravita nei confini del Comune di Martis; è ricca di pascoli, boschi e seminativi, anche se non sono assenti tratti brulli, abbandonati alla macchia e ai sassi. Forse, questa, è una delle zone più ricche d’acqua di tutto il territorio, ma essendo più bassa rispetto all’abitato di Chiaramonti, le sorgenti vanno a beneficio del vicino comune di Martis. Zone caratterizzate da buona vegetazione sono Sa Badde di Santa Giusta, Badde Saltara, Sa Tanca de’ Cheia, ‘Sas Codinas, ma soprattutto per la boscosità, il monte Cacchile in cui cresce anche il castagno oltre che la quercia da sughero e da ghianda.
A Nord, la strada che porta a Martis, viene delimitata da un’ampia vallata da una parte e varie alture alternano boschi, pascoli e seminativi; dall’altra frequenti sono gli oliveti e i frutteti e non è assente la viticultura.
Verso Est, vale a dire nella zona che da Chiaramonti conduce al «Sassu» (li comprende tutti e tre) la zona è suggestiva sia per la presenza dei boschi, (Santa Maria de Aidos), sia per i seminativi e i buoni pascoli (Piddiu).
Studio sulla carta topografica, Chiaramonti, 1970
Osservazioni. Il Comune di Chiaramonti, alla costituzione del Comune di Erula ha ceduto ben 13 chilometri quadrati (1988) con il famoso Nuraghe Ispiene dove Giovanni Spano trovò una navicella votiva con macaco, depositata al Museo Archeologico di Cagliari.Altra osservazione da fare è che un vasto incendio, se non erro alla fine degli anni ottanta, ha distrutto in parte, i lussureggianti boschi di Monte Cachile.
Scritto da ange de clermont
Soddisfatte le richieste rituali del pretore di Vulvu, i carabinieri di Miramonti, cinque uomini ormai esperti del territorio, ritennero giunto il momento di riprendere le indagini sull’assassinio dell’archeologo. Si consultarono e concordarono di sentire le persone coinvolte o per bene o per male in quell’atroce delitto. In primo luogo pensarono di convocare il pastore Mudulesu, domiciliato nei pressi del Nuraghe Aspru, con moglie, figli e servi, successivamente sos teracos de pastoria, sos polcalzos, sos teracos dei bovini e, se del caso, anche i pastori dei pressi del rio Filighesos. In seguito avrebbero sentito sos archeologos de su Cabu de Susu dei paesi vicini e da ultimo, a sorpresa, sos archelogos de Miramonti tra i quali, per ultimo, a sorpresa, per tenerlo in ansia, il sospettato Andria Galanu. Nel frattempo due militi avrebbero perlustrato sa Tanca de s’Ena, nei pressi del rio, e la località de su Cànnau. Altri due furono inviati nella vicina zona di Murtis e Laoru, ad intercettare persone che si aggiravano nelle sterrate e nei sentieri campestri. Il piantone Rustico Fanelli e il brigadiere Alessandro Carrigni sarebbero rimasti nella stazione per dare inizio agl’interrogatori.
Ad una settimana dalla sepoltura bussò al portone della Caserma di buon mattino il convocato Giommaria Mudulesu. Il piantone Fanelli gli aprì e, salutatolo, lo accompagnò nell’ufficio del brigadiere, lo fece accomodare e si sedette come testimone per il verbale dell’interrogatorio.
- Sig, Mudulesu – cominciò il brigadiere Carrigni- Mi relazioni come si sono svolti i fatti del ritrovamento del morto ammazzato Antonio Pedde.-
-Brigadie’, però questa chiamata quasi mi offende, proprio a me che vi ho dato la notizia, volete interrogare?-
-Sig. Mudulesu, stia tranquillo, questa è la regola, ma non pensiamo manco lontanamente che ad ucciderlo sia stato lei. Noi però dobbiamo fare il nostro lavoro.-
-Va bene, allora comincio, dunque, compare Antonio, buonanima, il giorno prima, è passato a casa, per salutarci e dare la strenna al figlioccio Luigi. Gli abbiamo offerto un bicchierino di rosolio e un papassino e poi ci ha salutato dicendoci che avrebbe dato uno sguardo alla domus de janas de sa Rocca Ruja presso la valle del rio Filighesos e che in serata sarebbe passato a salutarci, prima di tornare a Miramonti.-
-Oltre a sua moglie e a suo figlio chi c’era in casa sua quando è venuto a trovarla?-
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Scritto da ange de clermont
Il giorno successivo alla perizia medico – legale, tiu Giuannandria Movimentu preparò una bara grezza, per il morto
Antonio Pedde e con l’aiuto del becchino Birrocu, alla presenza di un parente inchiodò il coperchio sulla bara. Alle 9 del mattino giunse il vicario dalla parrocchiale preceduto da un corteo di dieci chierichetti, in tonaca rossa e cotta bianca, il più grandicello, portava tutto pomposo la croce di legno nera, mentre dopo il vicario seguivano il prof. don Grixone, il vice vicario don Arica e i due chierici maggiori Lucio Foe e Matteu Pedde. Dietro il clero seguivano la moglie e le due figlie del defunto con le consorelle delle Vergine del Rosario e i confratelli della Santa Croce. Tutti rispondevano ai versi del Miserere intonato dalla stentorea voce di don Grixone.
Miserere mei Deus, secundum magnam misericordiam tuam./ Amplius lava me ab iniquitate mea: et a peccato meo munda me…
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; /nella tua grande bontà cancella il mio peccato./Lavami da tutte le mie colpe,/mondami dal mio peccato…
Davanti al convento carmelitano abbandonato altri miramontani erano in attesa del corteo, disquisendo sul morto, su chi l’avesse eliminato, sul mistero della protòme taurina, sugli altri archeologos sardos di Miramonti, ma soprattutto su Andria Galanu, additato come il sicuro assassino di Antonio Pedde. Tutti concludevano: si detestavano troppo, non può essere che Andria.
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Scritto da carlo moretti
Custa est un’àtera parte de sa regolta de mutos de su biadu de tiu Pedru Brundu de Santu Giuseppe de Tzaramonte. Sende minore, los apo intesos cantare dae isse etotu, acumpanzadu cun su sonu de sa chiterra de babbu meu Tigellio Mannu. In cussos tempos, est a nàrrere in sos annos 60, su càntigu a chiterra fit pretziadu meda; si cantaiat in totu sas ocasiones de festa, cojuos batijimos, crijimos e a finitia de sos trabaglios de su massariu e de su pastoriu, chene ismentigare sas serenadas e su cantare de sas feminas, massimu a totu cando faghiant trabaglios longos e in cumpagnia.
M’ammento chi, a s’ispissa, babbu recuiat a domo cun calchi amigu chi ischiat cantare, tando si calecunu de su bighinadu si nd’abizaiat, tzocaiat sa janna de domo e pediat su piaghere de la tènnere abberta pro intèndere mezus sa cantada. Fit istadu abberu una làstima a pèrdere custos mutos, ca medas non intames de esser ammentados non s’agatant mancu iscritos .
In sa punta ‘e Limbara
B’ant postu s’antenna
Pro sa televisione,
Deo ti devo amare
Pro una vida eterna
Cun vera passione.
Si si pesant sos bentos
Abbolotant su mare
Che grande temporada,
Si nde sezis cuntentos
Bos chelzo dimandare
De sa nostra cantada.
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Scritto da carlo moretti
Chissà si forrojende in sos alzìos,
inue sos ranzolos a iscampiàdas
s’an tessidu tramas e afficos,
pot’agattare, a oros chena biccos,
retrattos de cuddos giajos mios,
ch’in ammentos no appo
nè in fentòmos.
E l’ app’a isterrer
sas pijas ischizidas
pro ch’’ider intro
su risittu cuadu,
in prammu ‘e manu
un’iscutta torradu
a connoscher de nou
lughe ‘ia.
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