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Archivio della categoria ‘Eventi chiaramontesi’

Ajo a Chiaramonti 2011, domenica 22 maggio.

Scritto da carlo moretti

La celebrazione dell’Unità d’Italia a Chiaramonti – di Angelino Tedde.

Scritto da carlo moretti

Si è svolta in Chiaramonti, nell’aula del Consiglio comunale, la commemorazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, presente il Sindaco dott. Giancarlo Cossu i consiglieri di maggioranza, la segretaria comunale dott. Spissu, il brigadiere della stazione dei Carabinieri, il dirigente scolastico prof. Gianni Marras con una cinquantina di studenti delle scuole medie e le loro professoresse di Lettere e di Matematica. Invitato per il discorso commemorativo il prof. Angelino Tedde. Presenti anche un modesto numero di cittadini.

Nel corso della manifestazione celebrativa del grande avvenimento storico sono stati protagonisti gli studenti che in numero considerevole hanno espresso i loro pareri, le loro impressioni, i loro punti di vista sull’avvenimento. Per tanti versi hanno rispecchiato le varie posizioni sull’evento: alcune di plauso, altre critiche, altre entusiastiche. Nel complesso hanno rispecchiato la posizione degli storici che si dividono nella ricostruzione dell’Unità, mirando alcuni ad applaudire per la raggiunta meta, altri a criticarne le modalità, altre a mettere in rilievo il divario tra Nord e Sud. Per i loro interventi c’è da dire che era giusto dare a loro uno spazio così rilevante, considerando che saranno essi il futuro dell’Italia.

La commemorazione ha avuto inizio però con un breve, ma sostanzioso discorso del sindaco che, pur rilevando le contraddizioni del metodo con cui è stata raggiunta l’Unità d’Italia, ne ha però messo in evidenza i vantaggi, collegandola anche al concerto dell’Unione Europea, specie riguardo all’economia e alla pace tra loro.

Ha preso la parola anche il prof. Gianni Marras, che pur rimarcando le luci e le ombre del Risorgimento, ha rilevato la crescita democratica della Nazione e la sua posizione di protagonista all’interno dell’Unione Europea. Gl’Italiani c’erano già da secoli, ma occorreva unificarli.

Infine ha preso la parola lo scrivente che, dopo aver sottolineato che la fede cattolica, la lingua e la letteratura hanno da secoli unito tutti gl’italiani, mancava che liberi dalle potenze straniere e dalla divisione, si riunissero sotto una sola bandiera e, grazie soprattutto ai padri della patria: Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Cavour e Vittorio Emanuele, che pur così diversi nelle personalità e nei ruoli svolti hanno raggiunto l’obiettivo di rendere l’Italia una nazione nell’ambito delle nazioni europee. I giovani debbono guardare a loro, pensando agli obiettivi di vita che intendono raggiungere, non scoraggiarsi mai, e lottare senza tregua e con coraggio per la loro realizzazione umana e civile sia che vogliano proseguire gli studi sia che vogliano dedicarsi ad altri ideali come fece Garibaldi che più che gli studi predilesse l’amore per la libertà dall’oppressione in tutto il mondo.

La commemorazione si è conclusa con la consegna della bandiera italiana, di quella sarda e di quella europea a tre studenti della scuola, perché le issino nell’edificio a significare l’Unità d’Italia,  il contributo dato dalla Sardegna per essa, il concerto dell’Italia nel contesto dell’Unione Europea.

Col conto corale di “Fratelli d’Italia” si è conclusa la fausta ricorrenza.

Medaglia d’Oro al Merito Civile al Finanziere chiaramontese Gavino Tolis scomparso durante l’ultimo conflitto mondiale.

Scritto da carlo moretti

Giovedì 3 febbraio alle ore 11:00 presso la sala consiliare in via Brigata Sassari,  cioè domani, il Comune di Chiaramonti riceverà per mano del Comando provinciale della Guardia di Finanza, la Medaglia d’Oro al Merito Civile del quale è stato insignito uno degli Eroi chiaramontesi della seconda guerra mondiale. È un fatto straordinario che la medaglia venga consegnata al Comune di nascita, in quanto a Chiaramonti non ci sono discendenti diretti del Tolis. Motivo di orgoglio in più, è sapere anche, che nel Corpo della Guardia di Finanza, solo cinque sono stati riconosciuti ufficialmente e uno di questi è proprio Gavino Tolis nostro compaesano.

Per il ricordo della sua memoria e per conoscere meglio il nostro Eroe, pubblichiamo di seguito quanto estratto dal sito istituzionale della GdF.

Ricerche storiche e biografia realizzate dal Capitano Gerardo Severino

Il Finanziere Giovanni Gavino Tolis nacque a Chiaramonti (Sassari) il 4 febbraio 1919, figlio di Francesco e di Maria Piga. Dopo aver conseguito il Diploma di 5^ Elementare, esercitò per alcuni anni il mestiere di agricoltore, finché il 5 dicembre 1938, non ancora ventenne, si arruolò nella Regia Guardia di Finanza.

Dopo aver frequentato il corso allievi finanzieri presso la Scuola Alpina di Predazzo, il 1° giugno 1939 fu assegnato al Circolo di Como, alla Brigata di frontiera di Chiasso Internazionale, operante direttamente in territorio elvetico, uno dei reparti che, dopo l’8 settembre 1943, si distinsero maggiormente sia in favore del movimento resistenziale che di quanti cercavano di fuggire ai tedeschi espatriando clandestinamente in Svizzera.

Il Tolis, oltre a trasportare lettere e messaggi riservati da o per la Svizzera per le organizzazioni partigiane e lo stesso C.L.N.A.I. (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia), favorì soprattutto il materiale espatrio in territorio elvetico dei profughi ebrei e dei perseguitati, che tentavano la fuga dai rastrellamenti tedeschi.

Nell’aprile del 1944, il Fin. Tolis fu posto sotto sorveglianza dal Comando della Polizia Confinaria Germanica, finché, come risulta dai verbali dell’epoca: «Verso le ore 13 del 24 aprile u.s., il TOLIS, in servizio al posto fisso “Dietro Dogana” veniva scorto all’atto di far passare un involtino oltre la rete metallica di confine». I due incaricati della sorveglianza, recatisi sul posto, «trovarono una donna, identificata in seguito per la nominata PANZICA Giuseppina, apparentemente affaccendata nel suo prato attiguo alla rete di protezione». Fu successivamente eseguita una perquisizione domiciliare presso l’abitazione della signora Panzica, giungendo: «[...] al rinvenimento di una lettera indirizzata a tale Oscar Orefice di Lugano (Svizzera), nella quale si accennava a persone di razza ebraica che avrebbero transitato clandestinamente la frontiera».

Nel pomeriggio del 25 aprile 1944, il Comando delle SS di Cernobbio, richiese la consegna, oltre che della valuta e dei documenti sequestrati, anche del Tolis e della Panzica, che il mese dopo furono tradotti presso il Carcere di San Vittore, a Milano.

Il Fin. Tolis, quindi, transitò prima per il Campo di Concentramento di Fossoli, poi per il Lager di Bolzano, venendo, infine, destinato al Campo di Sterminio di Mauthausen, in Austria. La signora Panzica, invece, lasciò Milano il 20 settembre per giungere come ultima destinazione nel famigerato campo di sterminio di Ravensbrück, al quale per fortuna sopravvisse, rientrando in Italia nell’ottobre 1945.

Il venticinquenne finanziere Giovanni Gavino Tolis morì quindi il 28 dicembre 1944 nel campo denominato Mauthausen-Gusen, a causa dei maltrattamenti a cui era stato sottoposto e per le privazioni di ogni genere che aveva subito, e la sua salma venne bruciata nel forno crematorio. Nel febbraio del 1947, presso la Chiesa Parrocchiale di Monte Olimpino (Como), così come riportò il giornale «Il Monitore del Finanziere» del 10 febbraio, a suffragio dell’eroico finanziere si celebrò una messa solenne, nel corso della quale venne evidenziata l’attività di tramite che il Tolis assicurò in favore degli «italiani rifugiati in Svizzera ed i parenti rimasti in angustia nell’Italia occupata dai tedeschi».

Alla memoria dell’eroico finanziere è stata concessa, con D.P.R. in data 17 giugno 2010, la Medaglia d’Oro al Merito Civile con la seguente motivazione:
«Nel corso dell’ultimo conflitto mondiale contribuì alla lotta di liberazione con l’attività di postino delle organizzazioni partigiane e, con eccezionale coraggio, si prodigò in favore dei profughi ebrei e dei perseguitati politici, aiutandoli ad espatriare clandestinamente nella vicina Svizzera. Arrestato dalle autorità tedesche fu infine trasferito in un campo di concentramento austriaco, dove perse la giovane vita. Mirabile esempio di umana solidarietà e di altissima dignità morale, spinte fino all’estremo sacrificio».
1943/1944 – Mauthausen – Gusen (Austria)

Chiaramontesi avanzano negli studi accademici e nelle carriere di Angelino Tedde

Scritto da angelino tedde

Lidia Schintu, dopo aver conseguito due anni fa la Laurea breve triennale in Archeologia fenicio-punica, ha conseguito oggi, dopo due anni di studio intenso, la Laurea Magistrale, discutendo brillantemente davanti alla commissione di laurea della Facoltà di Lettere e Filosofia  dell’Università degli Studi di Sassari, presieduta dal prof. Bartoloni,  la tesi su “La ceramica fenicio-punica in Sardegna”.

La commissione, visto il curriculum di studio e la novità della sua ricerca,  le ha conferito 110 e lode su 110 dichiarando il suo lavoro degno di pubblicazione.

Il nostro paese, sempre ricco di graduati e al terzo posto, fra tutti i paesi dell’Anglona  per numero di graduati dal 1767 al 1873, pur non avendo una collegiata come Nulvi e Castelsardo, oggi può vantarsi di aver acquisito anche un archeologo esperto in Archeologia Fenicio-Punica, che segue a ruota l’archeologo Gianluigi Marras, esperto in Archeologia Medioevale.

Ci auguriamo di avere l’opportunità, in altro momento, di intrattenerci sul prezioso lavoro di Lidia Schintu.

Ora, a parte Mario Unali, cultore enciclopedico di storia e antichità varie, ci manca  un archeologo sia del periodo delle domus de janas sia dell’epoca nuragica e se vogliamo essere al completo delle antichità romane.

A detta del Taramelli, il nostro territorio è una miniera in proposito.

La festa degli anziani 2010 e i fedales del 1992….

Scritto da carlo moretti

Anche oggi, la pro loco di Chiaramonti con la festa dell’anziano ha riscosso i giusti meriti lasciando tutti a bocca aperta per il menù vario e la bravura dei cuochi. Ma una cosa che ha scosso di più gli animi e come si usa dire dalle nostre parti “hat postu sa tudda”, è stato il gesto dei fedales del 1992 che ieri ha festeggiato la festa dei diciottenni. Una cosa unica nella nostra esperienza cittadina, una dedica agli anziani con un breve cortometraggio del Chiaramonti d’altri tempi confrontato con il paese dei nostri giorni, e una dedica in poesia per tutti scritta dal nostro Stefano Demelas:

DEDICA A SA FESTA ‘E SOS ANZIANOS

Sos’annos sun currende che una ‘ena
ch’abundat una limpia funtana.
Sa paghe santa sempre soberana,
seghet d’ogni aneddu ‘e sa cadena.

Bonu passare e vida serena,
pro su c’han dadu e chi nos dana.
Allegros tot’in edade anziana,
salude cat’in mare bi hat rena.

‘Oe umpare, piseddos, piseddas,
dedicamus a bois custu mutu,
ca istrinadu nos’azis valores.

Noisi semus binnidas frueddas
prontas a dare saboridu frutu,
isperas pro sos’annos benidores.

“Sod fedales de degheott’annos”
CLASSE 1992

CHIARAMONTI 16/10/2010

Istevene Demelas

Questo non perchè mia figlia Marta è della stessa classe, ma perchè i suoi coetanei a mio giudizio hanno dimostrato una maturità unica, che se Dio vuole spero li possa portare lontano. Alcuni gesti, semplici ma unici possono valere più di mille parole scritte.

Allego la foto che ieri pomeriggio ho scattato con piacere in casa ad alcuni fedales del 1992 venuti a trovare Marta a nome di tutti:

Bravi ragazzi mi rendete orgoglioso di avere una figlia del 1992!

S’ammentu de Giuanne Seu

Scritto da angelino tedde

Pro s’ammentu de Giuanne Seu sunt bennidos a Tzaramonte Mario Brunu Agus de Gairo, Zuseppe Porcu de Irgoli, , Zuseppe Donaera de Ossi, Nigola Farina de Orgosolo, Sevadore Ladu di Sarule, Paolu Usai de Gairo, Sevadore Iscanu de Othieri,  Costantinu Sanna de Perfugas, at partecipadu puru Zuseppe Forrija de Tzaramonte. In su palcu su coro Murales de Orgosolo e Sevadore Patatu cun Paolu Pillonca chi ant faeddadu de sa vida e de sa poesia de Giuanne Seu. Pro la narrere cun Paolu Pillonca sa poesia de Seu fit sustantziosa, sos versos fint flumtes e sa oghe bene intonada e armoniosa.

Puru sos poetes ant cantadu de sa vida, sas virtudes de poete de Giuanne Seu. Parizos l’ant connoschidu, ateros l’ant iscultadu dae sas registratziones, totus l’ant apidu geniale.

Gianne Seu est e at a restare unu de sos mazores poetes improvisadores de Sardigna. Totus sos poetes ant manifestadu de creere chi issu como continuat a cantare in Chelu cun sos ateros poetes chi sunt passados a su Regnu Divinu.

Allegradi Giuanne de s’ammentu

Chi mesa Elicona t’at cantadu

E totu Tzaramonte meda attentu

Cun grande passione t’at pessadu.

Non si los giughet de tzertu su entu

Sos versos tuos chi nos ant incantadu

Ant a durare pro milli annos chentu

O rosinzolu chi innoghe ses bistadu.

Cando curre su entu in sas carrelas

Sa oghe tua zocat in sas domos

Pro dare paghe a sos biddanos tuos.

In custu mundu pienu de ranzelas

Non bastant de sos vates tantos tomos,

Recreu nos dant sos cantigos tuos.

Sa festa de Santu Matheu de Anghelu ‘e sa Niera

Scritto da angelino tedde

Bennid’est Santu Matheu,
protetore ‘e Tzaramonte
edducas pregamus Deu
pro sa Piana e pro su Monte.

Sas santicas sunt in festa
Pro sa die ‘e custu Santu.
Sos bajanos los inzesta(t)
Ca si dant meda bantu.

De chimbantanoe fedales
Ant preparadu onzi cosa
Pro che catzare sos males
Ant bufadu binu ‘e Bosa.

Tota canta s’Elicona
Ant giamadu a Tzaramonte
Pro render sa festa bona
Pro tres dies faghet ponte.

Ant a benner custos vates
A cantare a boghe manna?
Sa cadrea tando agates
Pro intender cust’osanna.

Benint puru pro Giuanne,
De Tzaramonte recreu,
Custos vates de s’osanne
acudint pro Giuanne Seu.

Totu cantos sunt devotos
A custu Santu Mazore
E non solu sos bigotos
Ma fintza su professore.

E Patatu cun Pillonca
Nos presentant s’Elicona
Isperamus chi sa conca
Los agiuet e sa pessona.

Si no est tota una buglia
Cust’arriv’ e s’Elicona
Tzaramonte est in sa guglia
E sos versos sunt in trona.

E tando Santu Matheu
Preparanos unu bancu
Pro gosare a curtzu a Deu
a su devotu, a su mancu.

A nois totu ‘e Tzaramonte
Caru Santu Protetore
Beneighe tue sa fronte
E prega Nostru Segnore.

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