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	<title>Chiaramonti, il portale delle vostre idee &#187; Internet o social network</title>
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	<description>Il libero spazio per le vostre opinioni</description>
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		<title>Internet e social network attori fondamentali della primavera dei popoli arabi di Azzurra Meringolo</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 08:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ztaramonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet o social network]]></category>
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		<description><![CDATA[Già nel 2003 un paio di rapporti sponsorizzati dall’Onu parlavano dello sviluppo umano nel mondo arabo, eppure nessun dittatore sembra aver ascoltato, o creduto, quanti dicevano che la produzione culturale araba di questi ultimi anni ha nutrito buona parte dei giovani della regione. Sponsorizzati dall’UNDP, gli Arab Human Development Reports dicevano che molta di questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2011/05/internet.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3241" title="internet" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2011/05/internet-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a>Già  nel 2003 un paio di rapporti sponsorizzati dall’Onu parlavano dello  sviluppo umano nel mondo arabo, eppure nessun dittatore sembra aver  ascoltato, o creduto, quanti dicevano che la produzione culturale araba  di questi ultimi anni ha nutrito buona parte dei giovani della regione.  Sponsorizzati dall’UNDP, gli Arab Human Development Reports dicevano che  molta di questa cultura veniva veicolata dalla rete, un agorá che negli  ultimi venti anni ha accolto sempre più cervelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Sordi e  ciechi a quanto si muoveva visibilmente nel web, negli ultimi mesi  questi anacronistici dittatori sono stati improvvisamente costretti ad  affrontare una nuova generazione che fino ad ora avevano preferito  ignorare e alla quale hanno risposto in modo stonato. #14Jan, #25Jan,  #17Feb: sono stati solo alcuni dei tag twitter utili per seguire dal  vivo quanto accaduto a Tunisi, al Cairo e in Libia, formule delle quali  si sono serviti i rivoluzionari per amplificare il loro messaggio,  servendosi delle piattaforme disponibili nel web 2.0, l’internet di  seconda generazione che, diversamente dal suo antenato, permette agli  utenti di interagire tra loro a tempi record. Gli avvenimenti recenti  hanno mostrato che i social network hanno giocato un ruolo importante  nel lanciare, organizzare e alimentare le proteste, ma fino a che punto  sono stati incidenti nel processo di democratizzazione al quale aspirano  i popoli in rivolta? Per rispondere a questa domanda è necessario  capire quale è la diffusione e l’uso di internet dei giovani cibernauti  arabi. In Tunisia, dove il 50% della popolazione è sotto i 30 anni, il  18 % degli abitanti hanno un account Facebook e, anche se l’ormai  deposto Ben Ali controllava nel dettaglio il traffico virtuale, internet  ha continuato ad essere un’isola di relativa libertà nella quale i  giovani hanno potuto parlare più liberamente che altrove. In Egitto i  giovani costituiscono il 60% della popolazione e il 25 % dei cittadini  ha accesso alla rete, anche’essa controllata, in maniera più ridotta,  dall’ex rais Mubarak che, preso dal panico, si è più volte sentito in  potere di staccare la spina al sistema. In Libia, regione della quale  sappiamo meno rispetto alle precedenti, l’agorá virtuale è decisamente  meno affollata, visto che solo il 5% dei cittadini ha accesso alla rete.  Ciononostante è importante notare l’influenza dell’attività di  cibernauti della diaspora che da anni cercavano di alimentare la  rivoluzione. Considerata la vasta percentuale di giovani amanti della  tecnologia e la necessità di questi di trovare uno spazio nel quale  discutere più liberamente, i social network hanno trovato nel pubblico  arabo un terreno fertile nel quale crescere. In aggiunta, di fronte a  sistemi mediatici unidirezionali e rigidamente controllati dai regimi,  queste piattaforme sono state spesso l’unica alternativa per colmare la  fame di notizie dal mondo. <span id="more-3240"></span>E’ anche questo a spiegarci la reazione dei  regimi che, dopo aver ignorato per anni cosa accadeva in questa<a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2011/05/facebook-twitter.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3242" title="facebook-twitter" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2011/05/facebook-twitter-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a> sfera  sconosciuta, non appena hanno capito che quello che si stava veicolando  nell’arena virtuale erano concetti pericolosi alla loro stabilità, hanno  iniziato a reprimere, più o meno brutalmente, i loro frequentatori,  attraverso intimidazioni e arrivando a censurare la loro attività. Prima  hanno spento Twitter, poi hanno oscurato Facebook e alla fine hanno  reso inaccessibile l’interva sfera virtuale. Cosi i regimi hanno cercato  di mettere il silenziatore a questa effervescenza mediatica che  acquisiva successo. Secondo quanto dichiarato da Reportes Senza  Frontiere, il Medio Oriente è la regione dove i blogger subiscono più  intimidazioni e rischiano più spesso di essere bloccati. Egitto, Tunisia  e Siria sono le nazioni dove si registra il maggior numero di arresti,  secondi solo alla Cina. Non è quindi un caso che uno dei gruppi  organizzatori della rivoluzione egiziana “Siamo tutti amici di Khaled  Said”si sia fondato a seguito alla morte di un blogger, ucciso delle  forze di sicurezza. E non è neanche un caso che il governo della Siria,  paese nel quale vigeva dal ‘62 una legge di emergenza che permetteva di  controllare media e la libertà di espressione, ha in parte modificato il  suo atteggiamento l’8 febbraio scorso quando ha alleggerito la morsa  che stringeva su internet, riaprendo, dopo anni di blocco totale,  l’accesso a You tube, Facebook e Blogspot. Cosi facendo, tendendo la  mano al popolo, il governo ha cercato di contenere la spinta  rivoluzionaria che era nell’aria. Tale misura non é stata però  sufficiente a calmare gli animi dei tanti giovani internauti che non  riescono a rimuovere dalla loro memoria quanto accaduto ad altri blogger  come Tal al Mallah, arrestato nel dicembre 2010 perché diffondeva  informazioni e opinioni relative al conflitto israelo-palestinese, senza  ricevere l’autorizzazione del regime. Nonostante la morsa dei regimi,  non sono stati pochi i casi in cui i social network sono riusciti ad  essere incisivi perché, diversamente dai media tradizionali, permettono  alla gente di apprendere notizie in tempi record e scambiarsi notizie,  in diversi formati, in tempo reale. Basta pensare al caso egiziano dove i  protagonisti della rivoluzione si sono serviti soprattutto di due  pagine Facebook, il “Movimento del 6 Aprile” e “Siamo tutti Amici di  Khaled Said”, per organizzarsi e veicolare le loro istanze. E’ stato in  queste piattaforme che da mesi studiavano una nuova insurrezione, si  organizzavano e cercavano di ampliare la loro base. Ed è stato da queste  pagine che si sono messi in comunicazione con i fratelli tunisini per  farsi suggerire i segreti per fare capitolare il vecchio faraone.  Egiziani che sono stati a loro volta d’esempio a tanti altri arabi  sparsi nella regione che erano pronti a insorgere. Primi fra tutti i  libici che, prendendo proprio spunto dalla giornata della collera del 25  gennaio che ha dato inizio alla rivoluzione egiziana, hanno creato il  sito della “Giornata della collera” il cui volume di utenti è lievitato  enormemente nei primi giorni della rivolta. Anche se le cifre libiche  sono nettamente inferiori a quelle di Tunisia ed Egitto é importante  notare che, anche se hanno spesso avuto ragioni simili per le quali  sollevarsi, esistono enormi differenze tra le società di questi paesi in  ribellione. Nello specifico libico, é stato interessante osservare lo  scenario mediatico nazionale per capire come, soprattutto nei primi  giorni di rivoluzione, i media sono rimasti compattamente a fianco del  colonnello Gheddafi che ha a sua volta mantenuto saldo il controllo dei  principali mezzi di comunicazione, oscurando alcuni canali satellitari  come Al-Jazeera, Al-Hurra e Al-Arabya. Lo stesso é accaduto a internet,  sfera che il colonnello non ha avuto particolari difficoltà a bloccare,  visto che in Libia l’unico provider esistente é controllato dalla  famiglia Gheddafi. Anche se è ancora presto per forzare un’ equazione  tra il numero di utenti internet e il successo del processo di  democratizzazione, in quest’ultima ondata rivoluzionaria nella regione  araba è stato evidente che i social network sono serviti a rendere  pubblica l’immagine di una nuova generazione di attivisti che da anni si  mobilitava per la realizzazione democratica, ma faceva fatica ad  emergere allo scoperto. In aggiunta, il web 2.0 ha funzionato, più di  altre piattaforme, da cassa di risonanza di queste istanze, tanto prima  che durante e dopo la rivoluzione di strada. Tutto questo ha anche  contraddetto quanti dicevano che, diversamente da quanto accadeva  altrove, nella regione araba la rete non riusciva in nessun modo a  influire nel processo politico. Il caso egiziano ha chiaramente mostrato  che internet è diventato uno strumento della politica al cento per  cento e che a servirsene non sono stati solo i giovani dissidenti, ma  anche quanti ora gestiscono il potere. A testimoniarlo è stato quanto  successo i primi giorni di marzo quando il Consiglio Supremo delle Forze  Armate ha postato un comunicato sulla pagina Facebook dell’esercito,  annunciando, in primis via internet, le dimissioni del premier Ahmed  Shafiq. La politica insomma passa per internet e non è più possibile  escludere questa sfera da ogni discussione di tale genere, anzi sarebbe  forse più saggio per i diplomatici occidentali iniziare a costruire un  dialogo con questi nuovi protagonisti della scena araba. Per molti  europei, la cui immagine degli arabi era ferma all’epoca di Lawrence  d’Arabia, questo fervore virtuale ha messo a nudo che il mondo arabo è  in piena evoluzione. In aggiunta, questa apertura mediatica propagata  dal web deve anche fare capire ai nostri politici che non si può più  stare con due piedi in una scarpa, elogiando il valore della democrazia e  appoggiando al tempo stesso i regimi dispotici che hanno fatto di tutto  per negarla. Anche qualora i media tradizionali non fossero pronti a  denunciare questo doppio standard portato avanti da certi paesi, un  gruppo di cibernauti, sempre meno timorosi di dire la loro, farebbero  ora emergere tali incongruenze.</p>
<p style="text-align: justify;">(Dipartimento di Studi Internazionali,Università di Roma Tre)</p>
<p><a href="http://www.europressresearch.eu/">http://www.europressresearch.eu/</a></p>
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		<title>Internet: moria di rapporti interpersonali o sbocco per i giovani in cerca di un lavoro che stenta ad arrivare?</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 13:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo moretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet o social network]]></category>
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		<description><![CDATA[Nata come applicazione militare e diffusasi poi come strumento di comunicazione tra ricercatori di università statunitensi, Internet è entrata a far parte stabilmente, negli ultimi dieci anni, della nostra esistenza quotidiana. Un computer, nemmeno particolarmente recente e potente, un modem, per i più sofisticati una webcam, e siamo in contatto con tutto il mondo. Molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nata come applicazione militare         e diffusasi poi come strumento di comunicazione tra ricercatori di università statunitensi, Internet è entrata a far parte stabilmente, negli         ultimi dieci anni, della nostra esistenza <a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2011/03/internet.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3181" style="margin: 5px;" title="internet" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2011/03/internet-289x300.jpg" alt="" width="289" height="300" /></a>quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Un computer, nemmeno particolarmente recente e potente, un modem, per         i più sofisticati una webcam, e siamo in contatto con tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti sono scettici circa questo nuovo sistema di comunicazione.         Alcuni pensano che Internet, diffusa capillarmente in tutte le famiglie,         così come ormai avviene in tutto il mondo occidentale, sia un falso         bisogno, indotto dall&#8217;industria, generato dai soliti persuasori occulti         al fine di vendere un maggior numero di personal computer e di altri         aggeggi tecnologici assolutamente inutili.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri apocalittici temono che la nuova tecnologia rafforzi la         solitudine o l&#8217;isolamento dell&#8217;uomo contemporaneo, ne assecondi i tratti         schizoidi e l&#8217;anomia, liberi la psicopatologia più torbida, contribuisca         alla diffusione di quella folla solitaria, composta da milioni di atomi         senza legami che caratterizza ormai la vita delle metropoli moderne,         faciliti i comportamenti criminali e antisociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Certamente la Rete non è Utopia o la Città del Sole, non         rappresenta la comunità ideale.<br />
I pedo pornografi, i terroristi, i fanatici, i trafficanti di droga e i         truffatori di ogni risma trovano certamente nella Rete un supporto tecnologico che         rende più efficaci i loro propositi distruttivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella Rete, in definitiva, si rispecchia la società,. insidiata         costantemente dal         Male e caratterizzata anche dalla violenza, dalla corruzione e dalla         criminalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la Rete possiede anche delle interessanti           potenzialità progressive, democratiche, liberatorie ed è questo il           principale motivo per cui la sua diffusione va incrementandosi in modo           capillare in tutto il mondo ed è per tale ragione che i regimi           tirannici e totalitari l&#8217;avversano, la temono e la censurano.</p>
<p style="text-align: justify;">Internet           agisce da moltiplicatore delle informazioni e della conoscenza, dà           democraticamente la parola a tutti, favorisce i contatti interpersonali,           lo scambio di idee, di merci e di servizi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3180"></span>Facilita i contatti dei           cittadini con le istituzioni. Mette a disposizione la possibilità di           apprendere a distanza, migliora la salute dei cittadini tramite forme           di teleassistenza e teleconsulto. Favorisce il reperimento rapido,           preciso e confrontabile tra più fonti delle informazioni. Permette           anche a chi abita in località remote l&#8217;efficiente acquisto di libri,           cd, dvd, elettrodomestici, viaggi, oggetti e gadget di ogni tipo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2011/03/convegno_-leducazione-ai-tempi-di-internet.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3182" style="margin: 5px;" title="internet comic" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2011/03/convegno_-leducazione-ai-tempi-di-internet-276x300.jpg" alt="" width="276" height="300" /></a>Internet,           soprattutto, consente un importante esercizio di libertà: chiunque           può intervenire su forum o newsgroup, oppure costruirsi un sito o un blog personale;           a ciascuno, quindi, è data la possibilità di esprimersi,           dialogare, diffondere le proprie idee, mettersi in gioco su scala           planetaria.<br />
L&#8217;unico discrimine è semmai tra chi ha accesso alle nuove tecnologie           e chi purtroppo ne è ancora escluso, per motivi economici o di           istruzione. E sarà forse questa la battaglia più importante nel           futuro: garantire l&#8217;accesso alla Rete a quanti più soggetti           possibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte delle idee e delle informazioni passate prima in           Rete hanno riaperto casi giudiziari, dato il la a legittime lotte           politiche e di emancipazione, contribuendo a modificare abitudini e           costumi collettivi, scalfendo pregiudizi, informando la gente con           maggiore tempestività ed efficacia dei media tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Internet           ci sta modificando più di quanto siamo disposti ad ammettere.</p>
<p style="text-align: justify;">Esiste,           nel Web, un&#8217;enciclopedia completamente gratuita, Wikipedia,           consultata quotidianamente da milioni di persone. Ebbene, questa           enciclopedia non è opera (almeno non soltanto) di accademici, bensì           di semplici appassionati ed è un&#8217;enciclopedia che ha superato in           diffusione quelle tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Internet dimostra che le forze           vitali di una comunità, lo spirito imprenditoriale, la capacità di rinnovamento,           non passano soltanto attraverso i soliti canali tradizionali. Persino           le università, i professori, non possono più reclamare il monopolio           del sapere.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altronde è sempre stato così, solo che ce ne eravamo           dimenticati. La storia ci insegna che le scoperte scientifiche e           tecnologiche, i grandi movimenti di pensiero, letterari, artistici,           maturano spesso al di fuori dei templi sacri.</p>
<p style="text-align: justify;">In una società ancora           oligarchica e gerontocratica, Internet offre ai giovani un possibile           strumento di riscatto. Le più grandi aziende della net-economy sono           state fondate da dei ventenni. E sono spesso i giovani coloro che           sanno maneggiare con maggiore disinvoltura le nuove tecnologie.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto           questo però fa paura: a chi è abituato a prosperare su rendite di           posizione, ai monopolisti, ai mandarini del sapere, a chi non è           disposto ogni giorno a mettersi in gioco, a chi preferisce l&#8217;accumulo           di titoli accademici alla competenza, a coloro che temono quella           distruzione creatrice di cui parla nei suoi libri l&#8217;economista           Schumpeter,  forza implacabile ma così necessaria per l&#8217;avanzamento,           il rinnovamento e la rivitalizzazione della società e dell&#8217;economia.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi,           grazie a Internet, molti utenti si sono trasformati in imprenditori.           Tramite lo sviluppo dell&#8217;e-commerce, hanno costituito nuove aziende,           che utilizzano nuovi canali di vendita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma soprattutto,           milioni di appassionati sono riusciti a trasformare i propri hobby, le           loro passioni vitali in fonte di reddito, per quanto ancora molto           modesto, grazie agli introiti pubblicitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo è in costante           divenire, lo sapevano già i filosofi greci; Internet accelera i           mutamenti e prefigura la società del futuro. Difficilmente, a mio           avviso, i conservatori ad oltranza, i tradizionalisti, gli immobilisti           riusciranno a fermarne gli sviluppi.</p>
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		<title>Chiaramonti, il portale delle vostre idee, festeggia il primo anno di attività in rete.</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 12:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo moretti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2009/03/bannerztaramonteit.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1248" title="Chiaramonti, il portale delle vostre idee" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2009/03/bannerztaramonteit.jpg" alt="" width="450" height="102" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sembra presa ieri la decisione di aprire uno spazio web completamente &#8220;Made  in Chiaramonti&#8221;, da mettere a disposizione dei chiaramontesi, eppure è già passato un anno. In un anno <a title="Chiaramonti, il portale delle vostre idee" href="http://www.ztaramonte.it" target="_blank"><strong><span style="color: #ff0000;">ztaramonte.it</span></strong></a> ha pubblicato 169 articoli, 205 commenti, 61 pagine, 23 video e circa 790 foto in diverse gallerie fotografiche. Il tutto in 23 categorie di argomenti diversificati.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono mancati neanche la pubblicità degli eventi e delle manifestazioni locali, tramite articoli inseriti appositamente nelle diverse occasioni.</p>
<p style="text-align: justify;">In un anno il sito ha ospitato 10.805 visite con una media di circa 900 visite al mese e di 29,68 al giorno, con 5.113 visitatori unici e una media di 426 mensili. . Le pagine visualizzate sono state 29.415, la media delle pagine visualizzate per visita è di  2,72 e di 4,52 i minuti di tempo trascorso nel sito.</p>
<p style="text-align: justify;">Il totale delle visite è stato generato dal 29,54% di traffico diretto, dal 24,91 da altri siti, e il 45,55% dai motori di ricerca e social network.</p>
<p style="text-align: justify;">La pagina più apprezzata in assoluto è stata senza ombra di dubbio la <strong><a title="ztara-Gallery" href="http://www.ztaramonte.it/word/ztara-gallery/elenco-video-festival-dell_emigrato-2008-e-del-gruppo-thai-folk-dance/coro-chiaramonti-pro-semigradu/" target="_blank">ztara-Gallery</a> </strong>, seguono tutti gli articoli dedicati alle manifestazioni e eventi organizzati dalla Pro Loco Chiaramonti e naturalmente tutti i racconti, canti e poesie che richiamano al folclore del nostro paese e della Sardegna. Sono seguitissimi anche tutti gli articoli e le pagine che riguardano la <a title="Soc. Calcistica Chiaramonti" href="http://www.ztaramonte.it/word/soc-calcistica-chiaramonti-2/" target="_blank"><strong>Società Calcistica Chiaramonti</strong></a> che quest&#8217;anno sta portando avanti un bel campionato.</p>
<p style="text-align: justify;">I visitatori si mostrano interessati anche a tutte le altre pagine richiamate nel menù principale, nella testata del  sito, dove da qualche tempo abbiamo inserito una nuova pagina con un gadget utile a visionare le principali stazioni televisive nazionali e sarde: <strong><a title="TV on-line" href="http://www.ztaramonte.it/word/tv-on-line/" target="_blank">TV on-line</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questi numeri, l&#8217;analisi è ottenuta da Google Analytics, che reputo più che coerenti per la provincialità del sito web, non mi resta che ringraziare quanti hanno contribuito con la loro collaborazione, a rendere interessanti le visite dei nostri ospiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ribadisco l&#8217;invito fatto un anno fa a tutti, chiaramontesi vicini e lontani, che vorranno utilizzare questo spazio pubblico, per esternare i loro pensieri e far conoscere le proprie idee.</p>
<p style="text-align: justify;">
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			<wfw:commentRss>https://www.ztaramonte.it/word/2009/03/chiaramonti-il-portale-delle-vostre-idee-festeggia-il-primo-anno-di-attivita-in-rete/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>&#8220;Facebook&#8221; &#8211; Faccia di libro, il social network del momento.</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 20:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo moretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet o social network]]></category>
		<category><![CDATA[chat]]></category>
		<category><![CDATA[chiaramonti]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[s.c. chiaramonti]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[virus facebook]]></category>
		<category><![CDATA[W32.Koobface.A]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2004 Mark Zuckerberg, dando vita a Facebook, non pensava che un giorno avrebbe coinvolto anche un bel gruppo di chiaramontesi, lui pensava di tenersi in contatto con suoi ex-compagni dell&#8217;università di Harvard. Ma dopo quattro anni, 132 milioni di utenti registrati (a giugno 2008), tutto il pianeta ne è rimasto coinvolto scalando le classifiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel 2004 Mark Zuckerberg, dando vita a Facebook, non pensava che un giorno avrebbe coinvolto anche un bel <a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2009/01/facebook.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-861" style="margin: 7px;" title="Facebook" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2009/01/facebook-300x185.jpg" alt="Facebook" width="300" height="185" /></a>gruppo di chiaramontesi, lui pensava di tenersi in contatto con suoi ex-compagni dell&#8217;università di Harvard.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma dopo quattro anni, 132 milioni di utenti registrati (a giugno 2008), tutto il pianeta ne è rimasto coinvolto scalando le classifiche dei siti più visitati e superando addirittura il rivale storico MySpace.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche io, chiedendomi come poter coinvolgere gli amici di ztaramonte.it in una chat o qualcosa di similare, ho aderito al social network, e devo dire che in queste fredde sere d&#8217;inverno trovo a dir poco fantastico poter dialogare con tanti amici da posti diversi e scambiarsi informazioni e perchè no anche frivolezze.</p>
<p style="text-align: justify;">Devo concludere che mi trovo veramente bene, non sento più il bisogno di aggiungere una chat personalizzata <a href="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2009/01/gruppi-chiaramonti.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-862" style="margin: 7px;" title="Gruppi di Chiaramonti su Facebook" src="http://www.ztaramonte.it/word/wp-content/uploads/2009/01/gruppi-chiaramonti-300x205.jpg" alt="Gruppi Chiaramonti su Facebook" width="300" height="205" /></a>al sito, e che gli amici con cui dialogo sono fantastici. E non voglio sentire ancora tante persone, le più riottose verso il computer e internet, perchè a volte la cuorisità di questo nuovo mondo riesce a far cambiare parere anche ai più disinteressati verso questo mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Bella idea anche quella della condivisione di foto fra gli amici e pubblicarle on-line, Facebook non ha niente da invidiare a Flickr; se quest&#8217;ultimo vanta due miliardi di foto, Facebook ha raggiunto l&#8217;impressionante cifra di 10 miliardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Però lo scopo di quest&#8217;articolo è anche un altro, se il network offre lo spazio per un piccolo ritrovo alla nostra comunità, accoglie anche minacce on-line mirate ad impossessarsi dei nostri dati personali e più in particolare di quelli della nostra home-banking o della carta di credito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Leggete quindi quest&#8217;avvertimento e tenete conto se non volete che il vostro conto corrente sia prosciugato da ignoti:</span></strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">Facebook ha un virus</span></strong>, un virus che funziona stuzzicando la curiosità dei 132 milioni di utenti facendo credere loro che non sia altro che un video da visualizzare.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà lo scopo altro non è, come ho detto prima, di impossesarvi dei vostri dati sensibili. Il nome del virus è Koo-kface. Dopo aver cliccato su un link all&#8217;interno di un messaggio recapitato nella posta del proprio account, si è invitati a guardare un video e a scaricare l&#8217;ultima versione di Adobe Flash Player. Così parte l&#8217;attacco che sfrutta la convinzione errata di essere attaccati su un sito simile proprio perchè è necessario esserne membri.</p>
<p style="text-align: justify;">Facebook non sa quanti siano gli utenti coinvolti, e gli esperti invitano a eseguire una scansione con un antivirus o eventualmente, a eliminare i file &#8220;tmark2.dat&#8221; e &#8220;mstre6.exe&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi fosse interessato su maggiori dettagli, può visitare il sito Symantec cliccando sul link di seguito:</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Virus su Facebook Koo-kface" href="http://www.symantec.com/security_response/writeup.jsp?docid=2008-080315-0217-99" target="_blank">http://www.symantec.com/security_response/writeup.jsp?docid=2008-080315-0217-99</a></p>
<p style="text-align: justify;">Questo non è il primo e non sarà l&#8217;ultimo degli articoli dedicati a  consigli utili a risolvere problematiche informatiche in rete o nei vostri computer.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi saluto a presto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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