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	<title>Commenti a: Cosa rimarrà agli indiani di Sardegna?</title>
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	<description>Il libero spazio per le vostre opinioni</description>
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		<title>Di: Carlo Moretti</title>
		<link>https://www.ztaramonte.it/word/2009/04/cosa-rimarra-agli-indiani-di-sardegna/#comment-299</link>
		<dc:creator>Carlo Moretti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 15:39:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ztaramonte.it/word/?p=1502#comment-299</guid>
		<description>Caro Angelino,
hai perfettamente ragione su una cosa, forse non ero proprio dell&#039;umore migliore quando ho scritto quest&#039;articolo, ma una cosa è certa e ne sono sicuro: se mai avrò la possibilità di comperare o costruirmi una casa al mare, sicuramente non sarà in quei posti dove anche visitandoli con cadenza decennale e quasi mai in piena estate, provo disagio sentendendomi straniero nella mia terra.
Certo, producono lavoro per i sardi abitanti, ma sfruttano la poca volontà di chi ci governa per creare posti d&#039;impiego solidi, duraturi e ben remunerati come al nord. Ne abbiamo l&#039;esempio lampante tutti i giorni, mentre sfogliamo le pagine dei nostri quotidiani, chi compra le nostre imprese a prezzi stracciati per la paura del fallimento, ne ricava per la maggior parte i sostentamenti regionali o statali, per poi dichiarare essi stessi il fallimento senza giustificare il fine dei sostentamenti ottenuti. Un gatto che si morde la coda, non va da nessuna parte, e finché sarà qualcuno che nel sangue non ha nemmeno quel 10% di sangue pre-nuragico a decidere per noi, saremo servi di chi, a nostre spese, organizza vacanze da nabbabbi nella nostra isola e costruisce nelle coste in modo indiscriminato, impedendoci anche un semplice bagno al mare dove meglio desideriamo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Angelino,<br />
hai perfettamente ragione su una cosa, forse non ero proprio dell&#8217;umore migliore quando ho scritto quest&#8217;articolo, ma una cosa è certa e ne sono sicuro: se mai avrò la possibilità di comperare o costruirmi una casa al mare, sicuramente non sarà in quei posti dove anche visitandoli con cadenza decennale e quasi mai in piena estate, provo disagio sentendendomi straniero nella mia terra.<br />
Certo, producono lavoro per i sardi abitanti, ma sfruttano la poca volontà di chi ci governa per creare posti d&#8217;impiego solidi, duraturi e ben remunerati come al nord. Ne abbiamo l&#8217;esempio lampante tutti i giorni, mentre sfogliamo le pagine dei nostri quotidiani, chi compra le nostre imprese a prezzi stracciati per la paura del fallimento, ne ricava per la maggior parte i sostentamenti regionali o statali, per poi dichiarare essi stessi il fallimento senza giustificare il fine dei sostentamenti ottenuti. Un gatto che si morde la coda, non va da nessuna parte, e finché sarà qualcuno che nel sangue non ha nemmeno quel 10% di sangue pre-nuragico a decidere per noi, saremo servi di chi, a nostre spese, organizza vacanze da nabbabbi nella nostra isola e costruisce nelle coste in modo indiscriminato, impedendoci anche un semplice bagno al mare dove meglio desideriamo!</p>
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		<title>Di: Anghelu de sa Niera</title>
		<link>https://www.ztaramonte.it/word/2009/04/cosa-rimarra-agli-indiani-di-sardegna/#comment-297</link>
		<dc:creator>Anghelu de sa Niera</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 14:11:51 +0000</pubDate>
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		<description>Esimio Carlo, si vede che eri proprio di cattivo umore, scrivendo quest&#039;articolo che ispira disperazione sia guardando al passato sia prospettando il futuro. Del passato gli archeologi ci dicono quello che possono dirci, ma tutto non possono dirci. Del futuro solo Iddio sa come sarà, a meno che non vogliamo anche quello prospettarcelo nero.
 La storia di tutti i popoli è fatta di sconfitte e di vittorie e poi di scomparse definitive. Nuragici (ti sei mai chiesto quali aborigeni si siano mangiati?), Fenici, Romani, Goti, Ostrogoti, Bizantini, Genovesi, Pisani, Giudicati, Aragonesi, Spagnoli, Piemontesi e via dicendo sono apparsi e scomparsi. Quando sarà più agevole fare l&#039;esplorazione archeologica del nostro sangue scopriremo magari che il 10% del mio sangue è pre-nuragico, il 30% fenicio-punico-nuragico, il 15% romano, il 5% ostrogoto, il 10% genovese-doriano, il 10% corso-toscano, il 5% aragonese, 10% castigliano, il 5% piemontese. Un pò come tutte le lingue: quelle neoromanze beneficiano sia di vocaboli arabi sia di quelli longobardi; quelle neoanglosassoni idem, quelle neoslave, cinesi e altre risultano ugualmente contaminate. Tutte bevono dal gran mare della famiglia umana. Aver vinto, aver perso, ci fermiamo un pò e poi andiamo da Manitù, per dirla all&#039;indiana.
Le plutocrazie passano. Vedi i resti delle antiche ville romane nei pressi di Porto Conte o nelle baie napoletane. Tutto scorre diceva il grande filosofo greco Eraclito. Così è la storia. Ciò detto, questo variopinto abitante della Sardegna di oggi che ne verrebbe fuori può benissimo andarsi a fare il bagno a Porto Cervo o a Porto Rotondo, potrebbe farsi una piccola fattoria in un vecchio stazzo di San Pasquale, se sa risparmiare: non è detto che siamo condannati per sempre alla povertà? In paese c&#039;è gente che di case al mare ne ha più di una, idem di case in città. Non è detto che prima o poi, se non tu, i tuoi figli come hanno fatto altri chiaramontesi non possano beneficiare, nei pressi di Santa Lucia o di Capo Comino, di una ridente casetta. Dicono gli storici che sotto i Romani eravamo due milioni noi sardi, chissà che i sardi abitanti non diventino domani altrettanti. Pare che siamo ad oggi 1.677 mila. Gli agenti atmosferici consumano la pietra e vuoi che non spazzino i ridenti villaggi costieri prima o poi? L&#039;importante è che producano lavoro per i sardi abitanti. I centomila abitanti di Olbia e dintorni fanno dimenticare i pochi, macilenti e malarici abitanti di Terranova ai primi del Novecento. Forse rinascerà nuovamente dopo secoli la diocesi di Civita e magari scomparirà come è già quasi scomparsa quella di Ampurias.
Uomo caleidoscopio e di mille assonanze musicali, non abbatterti, spera in Dio che al momento opportuno tutto appiana e tutto livella, dando al mattiniero quanto al tardo vignaiolo, la stessa paga. Del resto il tutto è un suo dono. Questo non vuol dire che non dobbiamo chiedere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Esimio Carlo, si vede che eri proprio di cattivo umore, scrivendo quest&#8217;articolo che ispira disperazione sia guardando al passato sia prospettando il futuro. Del passato gli archeologi ci dicono quello che possono dirci, ma tutto non possono dirci. Del futuro solo Iddio sa come sarà, a meno che non vogliamo anche quello prospettarcelo nero.<br />
 La storia di tutti i popoli è fatta di sconfitte e di vittorie e poi di scomparse definitive. Nuragici (ti sei mai chiesto quali aborigeni si siano mangiati?), Fenici, Romani, Goti, Ostrogoti, Bizantini, Genovesi, Pisani, Giudicati, Aragonesi, Spagnoli, Piemontesi e via dicendo sono apparsi e scomparsi. Quando sarà più agevole fare l&#8217;esplorazione archeologica del nostro sangue scopriremo magari che il 10% del mio sangue è pre-nuragico, il 30% fenicio-punico-nuragico, il 15% romano, il 5% ostrogoto, il 10% genovese-doriano, il 10% corso-toscano, il 5% aragonese, 10% castigliano, il 5% piemontese. Un pò come tutte le lingue: quelle neoromanze beneficiano sia di vocaboli arabi sia di quelli longobardi; quelle neoanglosassoni idem, quelle neoslave, cinesi e altre risultano ugualmente contaminate. Tutte bevono dal gran mare della famiglia umana. Aver vinto, aver perso, ci fermiamo un pò e poi andiamo da Manitù, per dirla all&#8217;indiana.<br />
Le plutocrazie passano. Vedi i resti delle antiche ville romane nei pressi di Porto Conte o nelle baie napoletane. Tutto scorre diceva il grande filosofo greco Eraclito. Così è la storia. Ciò detto, questo variopinto abitante della Sardegna di oggi che ne verrebbe fuori può benissimo andarsi a fare il bagno a Porto Cervo o a Porto Rotondo, potrebbe farsi una piccola fattoria in un vecchio stazzo di San Pasquale, se sa risparmiare: non è detto che siamo condannati per sempre alla povertà? In paese c&#8217;è gente che di case al mare ne ha più di una, idem di case in città. Non è detto che prima o poi, se non tu, i tuoi figli come hanno fatto altri chiaramontesi non possano beneficiare, nei pressi di Santa Lucia o di Capo Comino, di una ridente casetta. Dicono gli storici che sotto i Romani eravamo due milioni noi sardi, chissà che i sardi abitanti non diventino domani altrettanti. Pare che siamo ad oggi 1.677 mila. Gli agenti atmosferici consumano la pietra e vuoi che non spazzino i ridenti villaggi costieri prima o poi? L&#8217;importante è che producano lavoro per i sardi abitanti. I centomila abitanti di Olbia e dintorni fanno dimenticare i pochi, macilenti e malarici abitanti di Terranova ai primi del Novecento. Forse rinascerà nuovamente dopo secoli la diocesi di Civita e magari scomparirà come è già quasi scomparsa quella di Ampurias.<br />
Uomo caleidoscopio e di mille assonanze musicali, non abbatterti, spera in Dio che al momento opportuno tutto appiana e tutto livella, dando al mattiniero quanto al tardo vignaiolo, la stessa paga. Del resto il tutto è un suo dono. Questo non vuol dire che non dobbiamo chiedere.</p>
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