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	<title>Commenti a: Una domenica diversa, vissuta tra le &#8220;cortes apertas&#8221; di Austis.</title>
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	<description>Il libero spazio per le vostre opinioni</description>
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		<title>Di: Websites tagged "forschungsstand" on Postsaver</title>
		<link>https://www.ztaramonte.it/word/2008/10/una-domenica-diversa-vissuta-tra-le-cortes-apertas-di-austis/#comment-490</link>
		<dc:creator>Websites tagged "forschungsstand" on Postsaver</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 04:17:16 +0000</pubDate>
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		<description>[...] - Una domenica diversa, vissuta tra le “cortes apertas” di Austis. saved by MewIchigoStrawberry2009-07-28 - vortrag im stadtarchiv dresden saved by [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] &#8211; Una domenica diversa, vissuta tra le “cortes apertas” di Austis. saved by MewIchigoStrawberry2009-07-28 &#8211; vortrag im stadtarchiv dresden saved by [...]</p>
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		<title>Di: Anghelu 'sa Niera</title>
		<link>https://www.ztaramonte.it/word/2008/10/una-domenica-diversa-vissuta-tra-le-cortes-apertas-di-austis/#comment-165</link>
		<dc:creator>Anghelu 'sa Niera</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 10:53:04 +0000</pubDate>
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		<description>La manifestazione di Austis così emotivamente descritta rientra sicuramente nell&#039;attività del Gruppo di Azione Locale (Gal) che stanno per essere rifinanziati con i fondi della Regione e dell&#039;Unione Europea. Ne erano rimasti otto, ma ora, vista la buona riuscita, recupereranno anche gli altri come il rinnovato GAL Paesi di collina di cui farà parte Chiaramonti. Sarà difficile che partano prima di giugno. Ad ogni buon conto il nostro governatore e i suoi collaboratori credono nella loro efficacia. Da quanto scrive Carlo Moretti è evidente il modo di fare sistema tra cultura, paesaggio e mercato. Queste manifestazioni in Emilia Romagna sono all&#039;avanguardia. E&#039; di qualche giorno fa la notizia che ben 35 operatori sardi del GAL Logudorogoceanocorsos hanno visitato le &quot;cortes abertas&quot; di alcuni centri non lontani da Bologna osservando le modalità, grazie all&#039;unione di molti produttori, con cui l&#039;Emilia Romagna vende la sua cultura, il suo paesaggio e i suoi prodotti. Per fare questo però occorre fare sistema il che significa unire le risorse umane dell&#039;economia e della cultura per richiamare fruitori e con essi dare sviluppo alle nostre troppo parcellizzate produzioni, al nostro agire individualistico e quindi alla nostra incapacità di vendere nei vari Bit i nostri migliori prodotti, la nostra miglior cultura. Circa il musicologo tedesco voglio richiamare l&#039;attenzione sul nostro rimpianto musicologo Giuseppe Sassu che ha speso la sua esistenza di ricercatore (era ordinario al DAS di Bologna) sulla musica sarda e che l&#039;Università di Sassari non ha saputo chiamare all&#039;insegnamento presso una nostra Facoltà. Vedrò in altra occasione di parlare di lui. Un grazie a Carlo per questo interessante servizio giornalistico.
Anghelu &#039;sa Niera</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La manifestazione di Austis così emotivamente descritta rientra sicuramente nell&#8217;attività del Gruppo di Azione Locale (Gal) che stanno per essere rifinanziati con i fondi della Regione e dell&#8217;Unione Europea. Ne erano rimasti otto, ma ora, vista la buona riuscita, recupereranno anche gli altri come il rinnovato GAL Paesi di collina di cui farà parte Chiaramonti. Sarà difficile che partano prima di giugno. Ad ogni buon conto il nostro governatore e i suoi collaboratori credono nella loro efficacia. Da quanto scrive Carlo Moretti è evidente il modo di fare sistema tra cultura, paesaggio e mercato. Queste manifestazioni in Emilia Romagna sono all&#8217;avanguardia. E&#8217; di qualche giorno fa la notizia che ben 35 operatori sardi del GAL Logudorogoceanocorsos hanno visitato le &#8220;cortes abertas&#8221; di alcuni centri non lontani da Bologna osservando le modalità, grazie all&#8217;unione di molti produttori, con cui l&#8217;Emilia Romagna vende la sua cultura, il suo paesaggio e i suoi prodotti. Per fare questo però occorre fare sistema il che significa unire le risorse umane dell&#8217;economia e della cultura per richiamare fruitori e con essi dare sviluppo alle nostre troppo parcellizzate produzioni, al nostro agire individualistico e quindi alla nostra incapacità di vendere nei vari Bit i nostri migliori prodotti, la nostra miglior cultura. Circa il musicologo tedesco voglio richiamare l&#8217;attenzione sul nostro rimpianto musicologo Giuseppe Sassu che ha speso la sua esistenza di ricercatore (era ordinario al DAS di Bologna) sulla musica sarda e che l&#8217;Università di Sassari non ha saputo chiamare all&#8217;insegnamento presso una nostra Facoltà. Vedrò in altra occasione di parlare di lui. Un grazie a Carlo per questo interessante servizio giornalistico.<br />
Anghelu &#8216;sa Niera</p>
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