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	<title>Commenti a: Una piccola novità su www.ztaramonte.it .</title>
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	<description>Il libero spazio per le vostre opinioni</description>
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		<title>Di: Angelino Tedde</title>
		<link>https://www.ztaramonte.it/word/2008/04/una-piccola-novita-su-wwwztaramonteit/#comment-101</link>
		<dc:creator>Angelino Tedde</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 16:30:27 +0000</pubDate>
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		<description>Carlo, è un piacere, ma conoscere in anticipo il futuro metereologico, per me giovane anziano, non è sempre un bene. Conoscere il futuro, se non nella prospettiva della crescita spirituale, mi fa male. Che cosa vuoi, quando si va in pensione, ci si sente quasi un peso per la società. Non produciamo
per i giovani, anzi consumiamo il loro futuro. La spesa sanitaria è come un pozzo di San Patrizio, per colpa nostra. In genere sono un disobbediente ai medici. Nel &#039;92 del secolo scorso in un anno per colpa loro ho fatto una cura che è costata alla Regione 12 milioni, per nessun giovamento. Per carità, è bene che ci siano i medici, ma andiamoci piano nel consultarli e nel seguirli. Lasciamo che il tramonto dell&#039;esistenza venga quasi naturalmente e così anche il tempo. E&#039; ovvio che non sono contro la previsione dei cicloni, dei terremoti, ma senza troppi patemi, altrimenti siamo spacciati.  Finisco con un esempio. Quand&#039;eravamo bambini facevamo un solo pasto completo al giorno: quello della sera; al mattino un pò di latte e a mezzogiorno un&#039;ischirriola de pane. Eravamo felici come fringuelli, almeno io e i compagni de sa Niera, con tanti uccellini intorno, asini, cavalli, maiali, galline e tanto pabanzolu e cagarantulu e iscioccoro e pane e casu e lattaredda e bagliaroculos pro giogare. Nessuno parlava di fame. Oggi,  ad ogni piè sospinto si parla di economia, di inquinamento, di cancro, di aids, dei mali futuri,mamma mia, cando nde la finimus cun custu bascaramine.
Scusa, Carlé, il meteo è la prima cosa che guardo, ma vorrei ignorarlo. Ormai sono un calcolatore-dipendente, intossicato anch&#039;io in cerca di spiare il futuro che vorrei e che, a parte la morte, non ci sarà mai.
Angelino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carlo, è un piacere, ma conoscere in anticipo il futuro metereologico, per me giovane anziano, non è sempre un bene. Conoscere il futuro, se non nella prospettiva della crescita spirituale, mi fa male. Che cosa vuoi, quando si va in pensione, ci si sente quasi un peso per la società. Non produciamo<br />
per i giovani, anzi consumiamo il loro futuro. La spesa sanitaria è come un pozzo di San Patrizio, per colpa nostra. In genere sono un disobbediente ai medici. Nel &#8217;92 del secolo scorso in un anno per colpa loro ho fatto una cura che è costata alla Regione 12 milioni, per nessun giovamento. Per carità, è bene che ci siano i medici, ma andiamoci piano nel consultarli e nel seguirli. Lasciamo che il tramonto dell&#8217;esistenza venga quasi naturalmente e così anche il tempo. E&#8217; ovvio che non sono contro la previsione dei cicloni, dei terremoti, ma senza troppi patemi, altrimenti siamo spacciati.  Finisco con un esempio. Quand&#8217;eravamo bambini facevamo un solo pasto completo al giorno: quello della sera; al mattino un pò di latte e a mezzogiorno un&#8217;ischirriola de pane. Eravamo felici come fringuelli, almeno io e i compagni de sa Niera, con tanti uccellini intorno, asini, cavalli, maiali, galline e tanto pabanzolu e cagarantulu e iscioccoro e pane e casu e lattaredda e bagliaroculos pro giogare. Nessuno parlava di fame. Oggi,  ad ogni piè sospinto si parla di economia, di inquinamento, di cancro, di aids, dei mali futuri,mamma mia, cando nde la finimus cun custu bascaramine.<br />
Scusa, Carlé, il meteo è la prima cosa che guardo, ma vorrei ignorarlo. Ormai sono un calcolatore-dipendente, intossicato anch&#8217;io in cerca di spiare il futuro che vorrei e che, a parte la morte, non ci sarà mai.<br />
Angelino</p>
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