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Il primo giorno della novena-staffetta.

Scritto da ange de clermont

Capitolo XX de “La maschera dalla gonna capitina”

di Ange de Clermont

La prima giovane che alle 8 del mattino lasciò l’oratorio di Santa Croce, con la benedizione del vicario, fu Linda. Fattasi il segno della croce con l’acqua santa, uscì dal grande portone secentesco, svoltò verso la sua destra, attraversò la Piatta Balchi, passò davanti all’oratorio della Vergine del Rosario, percorse la vasta sterrata della sorgente che alimentava Funtanedda, iniziò a percorrere Caminu e Cunventu, si segnò quando all’altezza dei castagni, vide la chiesa del Carmine e del Convento dei carmelitani ormai disabitato e il Camposanto, svoltò verso Prammas e recitando il rosario cominciò la discesa del ripido sentiero di Edras. Si muoveva svelta, ma non ansiosa, evitava i grossi sassi e cercava di raggiungere Sa Serra, ammirando gli alberelli delle campagne ripieni di foglioline verdi.

Sostò un po’ davanti ad una quercia secolare per prendere respiro finché concluso il sentiero scosceso, si spinse verso il discesone e il ponte di Piluchi, finalmente risalita un po’ dopo la curva successiva al ponte raggiunse la distesa di Orria Pizzinna, costeggiò la chiesa di Santa Maria Maddalena, dove sostò per un attimo rivolgendo alcune invocazioni alla santa e percorse tra siepi e macchioni la carrozzabile che la portava alla fonte e poi allo spiazzo e alla chiesa di Santa Giusta.

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