28
mag
2008
Il medico di Vulvu (seconda parte).
Parte del V cap. de “La maschera dalla gonna capitina”
Intanto i militi di Vulvu, fin dal primo mattino, s’erano procurati un porcetto da latte di sei chili e mezzo, lo avevano diviso in due parti simmetriche dalla testa alla coda, adagiando ogni parte su una teglia in lamiera, non prima di averne ricoperto il fondo con rametti di mirto quindi, data una tenuissima pioggerellina di sale, lo avevano messo in forno, già ripulito dal fuoco con rami di assenzio, e lo lasciavano abbrustolire dalle pietre vulcaniche di Barraghe. Dal forno, rinchiuso da una porticina di quercia, fuoriusciva un odorino così stuzzichevole da far dimenticare ai militi della Benemerita delitti e indagini.













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